Valinor - Monza

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11/06/2026

Essere italiani, amare la propria Patria ed esternarlo con uno striscione a scuola è un atto che, a quanto pare, merita un bel 6 in condotta. Nella stessa scuola italiana in cui, se esponi “scuola okkupata”, manifesti in modo violento o prevarichi i diritti di altri studenti interrompendo dibattiti o volantinaggi, nessuno interviene. Come sempre, due pesi e due misure.
A Cesena, lo striscione goliardico di fine anno “Italiana agli italiani” è costato agli studenti coinvolti un 6 in condotta. Su quali basi? Non sembra contenere offese verso qualcuno, né promuovere odio o inneggiare a regimi totalitari del ’900. Ma la valutazione di qualche dirigente scolastico politicamente schierato è bastata per punire gli studenti, rei di aver esposto quello striscione. Tutto questo solo per non andare contro l’establishment mondiale.
Attendiamo la stessa solerzia da parte dei dirigenti scolastici nei confronti degli studenti che agiscono o esprimono idee politiche diverse, anche quando perfettamente allineate all’élite mondiale.

02/06/2026

Dopo i fatti accaduti a Modena, dove in nome del fanatismo un giovane immigrato di origini marocchine ha cercato di fare una strage, in Brianza viene arrestato un altro giovane con l’accusa di terrorismo. Dalle notizie che si ascoltano durante i Tg, si leggono sui quotidiani o tramite piattaforme on line sembrano episodi lontani ma ora invece scopriamo che sono sotto casa nostra. L’immigrazione incontrollata che da decenni subiscono l’Italia e l’Europa, l’ideologia immigrazionista della sinistra più vicina ad essere anti italiana che altro, non hanno portato ad una integrazione ma ad una divisione. Basti pensare che i due giovani, l’attentatore di Modena e il fermato in Brianza sono nati in Italia e cosiddetti immigrati di seconda generazione. C’è da chiedersi se le politiche scellerate in materia migratoria e le reazioni violente o punitive contro chiunque si oppone con visioni diverse, siano realmente costruttive o sono semplicemente un mezzo per cavalcare un business che ingrassa le tasche di chi sfrutta i flussi migratoti.
L’immigrazione incontrollata che Italia ed Europa subiscono da decenni, insieme all’ideologia immigrazionista della sinistra — percepita da molti come più attenta a dinamiche ideologiche che agli interessi nazionali — non ha prodotto integrazione, ma divisione. Come sopra citato entrambi i giovani coinvolti, negli eventi di cronaca, sono nati in Italia e rientrano nella cosiddetta seconda generazione.
Chi ci guadagna davvero?

https://primamonza.it/cronaca/ventunenne-residente-in-brianza-accusato-di-terrorismo-internazionale/

11/05/2026

L’ipocrisia della sinistra, più volte sottolineata in diversi post, sembra non avere mai fine, e alcune notizie degli ultimi giorni la amplificano in modo spropositato. È noto a tutti gli italiani quanto la sinistra, sia istituzionale che radicale, porti avanti battaglie pro immigrazione, accusando di razzismo chiunque osi mettere in dubbio la bontà del fenomeno migratorio. Tutto questo, però, vale finché gli immigrati servono alla propaganda o al business. Quando invece te li ritrovi sotto casa, il giudizio cambia eccome.
Non a caso il presidente di una delle regioni più rosse d’Italia, la Toscana, si scaglia contro i CPR presenti sul suo territorio, sostenendo che portano problemi di sicurezza e degrado. Ma come, signor presidente? Non erano forse un “arricchimento culturale”?
E vogliamo parlare delle dichiarazioni dei militanti del centro sociale più rosso d’Italia, Askatasuna? Intercettazioni cariche di odio razziale e disprezzo nei confronti di coloro che dovrebbero essere i loro stessi punti di riferimento: i “vecchietti del 25 aprile”, come li definiscono loro. L’ennesima conferma che a sinistra si predica bene ma si razzola non male, ma malissimo.
Cari sinistri, gli italiani non sono fessi.

https://www.open.online/2026/04/30/askatasuna-intercettazioni-razzismo-sessismo/


https://www.secoloditalia.it/2026/05/migranti-giani-contro-il-cpr-in-toscana-richiama-delinquenti-sbandati-e-degrado-lipocrisia-pd-e-servita/

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