My Lab Srl
07/07/2026
Per anni abbiamo associato il concetto di longevità al semplice numero di anni vissuti.
Oggi la medicina sta spostando l'attenzione su una domanda diversa e decisamente più interessante: quanti di quegli anni saranno vissuti in buona salute, con energia, autonomia e capacità di mantenere le proprie attività quotidiane?
È questo il concetto di Healthspan, un parametro che sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella medicina preventiva moderna.
L'età riportata sulla carta d'identità racconta infatti solo una parte della storia.
Due persone della stessa età anagrafica possono presentare condizioni biologiche profondamente diverse, con differenti livelli di infiammazione cronica, salute metabolica, efficienza cardiovascolare e resilienza dell'organismo.
Per questo motivo la medicina funzionale non aspetta la comparsa della malattia.
Analizza invece quei segnali biologici che spesso precedono di anni l'insorgenza di molte patologie croniche.
Biomarcatori, valutazioni cliniche mirate e monitoraggi avanzati permettono di leggere alcuni segnali dell’organismo quando il danno non si è ancora manifestato in modo evidente.
Questo cambio di paradigma riguarda anche il mondo della protezione e della gestione del rischio.
Se in passato l'attenzione era rivolta soprattutto alla copertura degli eventi sanitari una volta comparsi, oggi cresce l'interesse verso strategie capaci di favorire il mantenimento dello stato di salute nel tempo
La salute diventa un patrimonio biologico da proteggere e monitorare nel tempo. Esattamente come si pianifica la tutela del patrimonio economico, diventa sempre più importante costruire una strategia di prevenzione personalizzata.
La nuova longevità non riguarda soltanto il futuro degli over 60.
Riguarda il modo in cui, già dai 30-40 anni, iniziamo a prenderci cura della nostra età biologica.
L'obiettivo è comprimere il più possibile il periodo della vita caratterizzato da perdita di autonomia, fragilità e malattia.
Nel nuovo approfondimento MyLAB viene analizzato come il concetto di Healthspan stia ridisegnando il rapporto tra longevità, medicina preventiva e gestione del futuro.
Leggi l'articolo completo:
https://mylabitalia.it/la-nuova-longevita-come-laspettativa-di-vita-in-salute-sta-ridisegnando-la-silver-economy/
Dir. Sanitario: dott. Sergio Marracini, Medico Chirurgo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva
03/07/2026
Cellulite e lipedema vengono spesso confusi, ma si tratta di due condizioni molto diverse.
La cellulite è una condizione estremamente comune che coinvolge il tessuto adiposo superficiale, il microcircolo e il tessuto connettivo. Il suo aspetto può cambiare nel tempo ed essere influenzato da fattori come ormoni, stile di vita, predisposizione genetica e qualità dei tessuti.
Il lipedema, invece, è una condizione del tessuto adiposo con caratteristiche ben precise. Si manifesta tipicamente con un accumulo di tessuto adiposo a distribuzione simmetrica, soprattutto a livello di gambe e talvolta braccia, spesso associato a dolore, sensazione di pesantezza e facilità alla comparsa di lividi.
Uno degli aspetti che più frequentemente crea confusione è che chi presenta lipedema può seguire una corretta alimentazione e praticare attività fisica senza ottenere miglioramenti proporzionati in alcune aree del corpo.
Per questo motivo non sempre ciò che viene definito "cellulite" è realmente cellulite.
Riconoscere i segnali giusti è importante perché una valutazione accurata consente di impostare un percorso adeguato e personalizzato, evitando trattamenti non indicati o aspettative poco realistiche.
👉 Commenta: conoscevi già la differenza tra cellulite e lipedema?
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Dir. Sanitario: dott. Sergio Marracini, Medico Chirurgo Specialista in Igiene e Medicina Preventiva
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