Donne Contro la Violenza

Donne Contro la Violenza

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Photos from WAVE Network's post 09/07/2026

Grazie alla nostra rete internazionale antiviolenza e a tutte coloro che contribuiscono con le loro conoscenze, innovazioni, esperienze, a sostenere le donne sopravvissute alla violenza in circostanze sempre più complesse.

"Nel sesso l'uomo deve vincere un po' di resistenza": Italia condannata alla Cedu per il "sessismo stereotipato" della pm 02/07/2026

LA CEDU CONDANNA NUOVAMENTE L'ITALIA

Una storia agghiacciante quella riportata nell'ultima sentenza della (Corte Europea dei Diritti dell'Uomo). Una denuncia per maltrattamenti e violenza sessuale minimizzata e derubricata a "si sa che l'uomo deve vincere un po' di resistenza della moglie", figli "dimenticati' in una struttura protetta un Tribunale dei Minori che non decide nulla e rinvia udienze. E in mezzo ci sono due adolescenti terrorizzati dal padre, che li aveva anche picchiati con una cintura.
Un film dell'orrore che si chiama vittimizzazione secondaria italiana.
Una sentenza importante per questa madre coraggiosa.
Ma chi ridarà a questi ragazzi il tempo perso mentre la vita dei coetanei andava avanti?

"Nel sesso l'uomo deve vincere un po' di resistenza": Italia condannata alla Cedu per il "sessismo stereotipato" della pm La Corte di Strasburgo accoglie il ricorso di una donna vittima di abusi

28/06/2026

La rete internazionale dei Centri antiviolenza WAVE ha recentemente ospitato una tavola rotonda a Vienna con WWP-EN (Work with Perpetrators European Network) sulla custodia dei minori e la protezione dei minori nel contesto della violenza domestica. Ha riunito le organizzazioni aderenti di entrambe le reti di tutta Europa che lavorano nei servizi specialistici delle donne (WSS) e nei programmi di perpetrator (PP). La tavola rotonda è stata progettata come un dialogo strutturato e una valutazione delle esigenze, creando spazio per condividere esperienze nazionali, individuare le lacune nella pratica e riflettere su come i sistemi rispondono attualmente alla violenza domestica, in particolare in relazione alla sicurezza e ai diritti di donne e bambini.

🔍 Cosa è emerso:

⚖️ I quadri giuridici esistono nella maggior parte dei Paesi, ma non vengono applicati costantemente. La violenza domestica viene regolarmente minimizzata o riformulata nel passaggio dal tribunale penale al tribunale familiare.

🚨 La mancanza di coordinamento tra tribunali penali e familiari è una delle barriere più critiche in tutti i Paesi rappresentati, con gravi conseguenze. Un padre violento sottoposto a un ordine di divieto di contatto presso il tribunale penale può ancora avere accesso al figlio presso il tribunale di famiglia. Questo è un errore giudiziario che mette direttamente a rischio donne e bambini.

❗ Il cosiddetto concetto di "alienazione parentale" (non scientifico, sfatato e promosso attivamente dal movimento per i diritti dei padri) continua ad essere accettato nei tribunali familiari di tutta Europa e armato contro le madri superstite, in alcuni casi portando alla perdita della custodia. Non c'è posto nei procedimenti giudiziari!

👶 La visita forzata è troppo spesso trattata come una fase procedurale, non come una misura di sicurezza. I desideri dei bambini vengono ascoltati selettivamente, accettati quando supportano il contatto, licenziati quando non lo fanno.

💶 In diversi Paesi, i PP sono stati finanziati a spese del WSS. I partecipanti sono stati chiari: i finanziamenti WSS devono avere la priorità e i due non devono sedersi nella stessa linea di bilancio. Le prospettive critiche sul lavoro degli autori sono state fondamentali per la conversazione durante tutto il tempo.

💔 In tutto il mondo: servono urgentemente approcci più forti, sensibili al genere e basati su prove per garantire la sicurezza e il benessere di donne e bambini.

Questa tavola rotonda faceva parte di un continuo scambio tra le reti e ha dimostrato la necessità di continuare a vigilare, riflessione e dialogo.

WAVE recently co-hosted a roundtable in Vienna with WWP-EN (Work with Perpetrators European Network) on child custody and child protection in the context of domestic violence. It brought together member organisations of both networks from across Europe working in women's specialist services (WSS) and perpetrator programmes (PP). The roundtable was designed as a structured dialogue and needs assessment, creating space to share national experiences, identify gaps in practice, and reflect on how systems currently respond to domestic violence, particularly in relation to the safety and rights of women and children.

🔍 What emerged:

⚖️ Legal frameworks exist in most countries, but are not consistently applied. Domestic violence is routinely minimised or reframed in the move from criminal to family court.

🚨 The lack of coordination between criminal and family courts is one of the most critical barriers across all countries represented, with severe consequences. A violent father subject to a no-contact order in the criminal court may still be granted access to his child in the family court. This is a miscarriage of justice that puts women and children directly at risk.

❗ The so-called concept of "parental alienation" (unscientific, debunked, and actively promoted by the fathers' rights movement) continues to be accepted in family courts across Europe and weaponised against survivor-mothers, in some cases leading to loss of custody. It has no place in legal proceedings!

👶 Forced visitation is too often treated as a procedural step, not a safety measure. Children's wishes are selectively heard, accepted when they support contact, dismissed when they do not.

💶 In several countries, PP have been funded at the expense of WSS. Participants were clear: WSS funding must have priority, and the two must not sit in the same budget line. Critical perspectives on perpetrator work were central to the conversation throughout.

💔 Across the board: stronger, gender-sensitive, evidence-based approaches are urgently needed to ensure the safety and wellbeing of women and children.

This roundtable formed part of an ongoing exchange between networks and demonstrated the need for continued vigilance, reflection and dialogue.

Photos from Donne Contro la Violenza's post 27/06/2026

Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna invita a segnalare su Facebook la pagina “Meglio una di meno che una femminista di troppo” e denuncia l’inerzia di Meta nel contrasto all’odio per le donne.
CENTRO ANTIVIOLENZA Modena ha segnalato la pagina alla Polizia Postale.

Photos from Donne Contro la Violenza's post 25/06/2026

L’uccisione di un figlio a causa del suo orientamento sessuale e della madre che lo ha accolto, sostenuto e difeso non può essere archiviata come tragedia familiare o fatto di cronaca nera.
È un fatto politico. Interroga una cultura patriarcale che ancora considera le relazioni affettive e familiari come spazi di controllo, possesso e subordinazione.

“Quando un padre ritiene di poter decidere chi un figlio debba essere, come debba vivere e chi debba amare, fino ad arrivare ad annientarne la vita perché non conforme alle proprie aspettative, non siamo di fronte a un gesto inspiegabile o isolato . Samo di fronte all’espressione più estrema della violenza patriarcale: quella che nasce dalla convinzione che l’autorità maschile possa prevalere sulla libertà e sull’autodeterminazione degli altri”, dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re.

Non basta il cordoglio. Serve nominare le cause strutturali della violenza e contrastare ogni forma di discriminazione, odio e controllo sui corpi, sulle identità, sulle scelte di vita.

La libertà di esistere, amare e autodeterminarsi non è una concessione. È un diritto.

Leggi il comunicato stampa integrale sul nostro sito: https://www.direcontrolaviolenza.it/tenetevi-il-cordoglio-vogliamo-una-societa-libera/

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Associazione Casa Delle Donne Contro La Violenza: Strada Vaciglio Nord 6
Modena
41124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 13:00