Comitato di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento
11/11/2025
Le acute considerazioni del consigliere comunale Paolo Ballestrazzi che ringraziamo.
La Pressa.it Con la dinastia Austro-Estense i modenesi vissero stagione di idilliaca felicità? Niente di più falso
Caro Direttore de La Pressa, l'ineffabile dottoressa Elena Bianchini Braglia, intervenendo nella 'querelle' originatasi per l'apposizione di una targa commemorativa la dinastia Austro-Estense sulla facciata dell' Accademia, mi accusa di aver valutato la questione in 'chiave ideologica'. Nulla vi è di più falso e specioso, soprattutto poiché tale giudizio viene da chi ha avuto l'impudenza, nel corso di una manifestazione tenutasi a Pavullo qualche anno addietro, di definire Giuseppe Mazzini 'un gaglioffo al soldo delle lobbies pluto- giudaico-massoniche' al soldo dell' Inghilterra nella metà del diciannovesimo secolo. Già la difesa della regina Maria d'Este, causa prima per il suo ottuso cattolicesimo della rovina della Casa Stuart, la dice lunga a proposito di 'ideologismo' ma, dove la dottoressa si supera, è quando afferma che con l'arrivo della dinastia Austro-Estense i modenesi vissero una stagione di idilliaca felicità. Se la dottoressa, nel corso dei suoi lunghi anni di studio, si fosse presa la briga di dare un'occhiatina ai testi di Amorth, Galvani, Leaci, Ghisalberti o degli altri 19 autori che, come riportato dall' Enciclopedia Treccani, hanno studiato quegli avvenimenti, avrebbe facilmente compreso che la realtà fu completamente diversa. 'Quel maledetto duca di Modena' - com'è stato definito da uno di loro - non appena insediatosi, ripristinò il sistema delle investiture feudali, abolì le autonomie amministrative, allontanò tutti gli 'uomini nuovi' della passata amministrazione e richiamo' i gesuiti cui affidò il compito dell' istruzione nei convitti in cui gli studenti c'erano obbligati a soggiornare.
Non solo: ossessionato dal desiderio di cancellare le riforme che la Rivoluzione aveva introdotto e terrorizzato dalla prospettiva che sorgesse una generazione di giovani colti ed emancipati, impose che gli studenti di giurisprudenza non potessero essere più di dodici! Sul fronte della politica economica contrastò fortemente lo sviluppo di nuove industrie privilegiando le concentrazioni agrarie in ragione anche di alcune annate di carestia ma, soprattutto, perché ritenute più congeniali al mantenimento di quell' assetto piramidale del potere proprio delle monarchie paternalistiche ma assolute. L' ambizione, alimentata dalla madre, lo indusse in età giovanile ad ipotizzare di mettersi a capo di un esercito raccolto nei porti della Dalmazia; poi nella speranza di convolare a nozze con Maria Luigia entrò in rotta di collisione con Metternich e dovette ripiegare impalmando la principessa di Savoia, sua nipote, che accolse la notizia in lacrime! Tutte queste attività con l'unico scopo: ottenere la corona dell' intero Regno d'Italia come l'aveva costituito Napoleone! Questo fu uno dei suoi pensieri dominanti.
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Infatti, dopo aver ripristinato lo stato in chiave reazionaria secondo i principi della restaurazione emanando nel 1820 due editti durissimi contro la Carboneria che portarono a 47 arresti ed alla condanna a morte di don Giuseppe Andreoli nonostante l'intercessione del vescovo di Reggio, nel 1823, entrò in contatto con Misley e Menotti, che erano a capo di un gruppo che si proponeva di avviare un progetto di sviluppo dell' intero settentrione. Lo scoppio dei moti a Bologna e la certezza che a Vienna sapessero di questa trama gli imposero di troncare ogni iniziativa e costrinsero i carbonari ad affrettate i tempi. Il risultato è noto: i cospiratori furono arrestati; il duca scappò a Mantova con Menotti in catene, poi a Vienna per un confronto diretto col Cancelliere! Al ritorno il capestro per Menotti e Borelli; l'esilio e la confisca per Misley e gli altri. Alla fine, come ha detto la dottoressa Bianchini Braglia: 'Tutti vissero felici e contenti'!
Paolo Ballestrazzi consigliere comunale a Modena.
Con la dinastia Austro-Estense i modenesi vissero stagione di idilliaca felicità? Niente di più falso Parola d Autore: Ripristinarono il sistema delle investiture feudali, abolirono autonomie amministrative, allontanarono tutti gli uomini nuovi della passata amministrazione...
30/04/2025
Mafia, commemorato Pio La Torre: assente il governo regionale.
Alla deposizione delle corone di fiori nessun componente della giunta. Il segretario del Pd Barbagallo: “Segnale pesantissimo”
Mafia, commemorato Pio La Torre: assente il governo regionale e il presidente dell’Ars Alla deposizione delle corone di fiori nessun componente della giunta. Il segretario del Pd Barbagallo: “Segnale pesantissimo”
07/01/2025
In occasione del 75° anniversario dell'eccidio delle Fonderie Riunite, nell'ambito del calendario delle iniziative del Comune di Modena, l'Istituto storico propone l'incontro con Giuseppe Filippetta, costituzionalista e collaboratore dell'Istituto storico di Torino.
Filippetta, autore del volume 𝘓𝘢 𝘙𝘦𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘰. 𝘓'𝘦𝘴𝘪𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘊𝘰𝘴𝘵𝘪𝘵𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘪𝘨𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 (Feltrinelli 2024), ci aiuterà a capire il contesto in cui avvengono i tragici fatti del gennaio 1950. Ricostruirà le norme e le prassi attraverso le quali lo Stato, violando la Costituzione, negli anni del dopoguerra ha represso il dissenso politico, negato i diritti sindacali e contrastato il libero esercizio dei culti acattolici e, simmetricamente, le mobilitazioni e le pratiche con le quali i movimenti collettivi hanno provato a far vivere la Repubblica e a realizzare i valori fondamentali della Costituzione.
07/01/2025
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