antonio rigo righetti

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Photos from antonio rigo righetti's post 16/06/2026

120 anni o il suono della Foresta

Domenica 14 giugno ho partecipato a un incontro davvero speciale a Sabbione, dedicato al talento e alla ricerca di Paolo Coriani, liutaio modenese che da oltre quarant’anni lavora nel suo laboratorio di Strada Barchetta, dando vita a strumenti acustici di rara bellezza: soprattutto chitarre, ma anche ghironde, violini e altri oggetti sonori che sembrano custodire storie ancora prima di emettere una nota.

L’occasione era quella di una riunione di ex studenti del Liceo Venturi, ritrovatisi in uno spazio accogliente e pieno di curiosità per ascoltare il racconto del percorso umano e professionale di Paolo. Ad accompagnare le sue parole c’era anche una delle sue chitarre folk, presenza silenziosa ma eloquente, capace di testimoniare concretamente la qualità del suo lavoro.

È stato interessante approfondire non solo la straordinaria competenza tecnica che sta dietro alla costruzione di uno strumento, ma anche la capacità empatica di Paolo di entrare in sintonia con i desideri, le esigenze e persino i sogni dei musicisti che si affidano a lui.

Tra i molti momenti illuminanti dell’incontro, uno in particolare mi è rimasto impresso. Paolo ha spiegato che per realizzare il top di una chitarra acustica, composto da due tavole accoppiate di abete rosso, è necessario partire da alberi che abbiano raggiunto dimensioni considerevoli. Per ottenere due pezzi utilizzabili e di qualità adeguata, l’albero deve spesso avere almeno 120 o 130 anni di vita.

Centoventi anni.

Un tempo che supera abbondantemente la durata di una vita umana e che ci ricorda come ogni strumento racchiuda una storia molto più lunga di quella di chi lo suonerà.

Questa consapevolezza racconta la bellezza del mestiere del liutaio, ma anche la responsabilità che accompagna chi costruisce e chi utilizza uno strumento musicale. Legni che hanno impiegato oltre un secolo per maturare meritano rispetto, attenzione e gratitudine. Forse anche il nostro fare musica dovrebbe essere all’altezza di quel tempo lungo, di quella pazienza della natura che si trasforma in suono.

È stata una bellissima occasione di incontro, ascolto e apprendimento.

Un grande grazie a Paolo Coriani per l’invito e per aver condiviso con generosità il suo sapere. Spero ci sarà presto un’altra occasione per ritrovarci a parlare di musica, legno, suoni e di tutte quelle cose invisibili che abitano gli strumenti prima ancora delle note.

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