La mia stanza

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08/05/2026

QUELLO CHE RESTA DI NOI

— Nonna, ti voglio tanto bene, perché sei carina e gentile!

Accipicchia, che bella dichiarazione di primo mattino. Di quelle frasi che ti danno la carica per tutta la giornata. Ma io, che ormai sono avanti con gli anni e ogni tanto mi sorprendo a contare quanto tempo resta e che mi sembra si assottigli ogni giorno di più, gli faccio la domanda di rito:

— Ti ricorderai di me? Magari come la nonna degli indovinelli?

Lui ci pensa appena un istante e poi risponde deciso:

— No… come la nonna del calcio!

Ecco, forse non è proprio l’immortalità che avrei immaginato. Essere ricordata per il mio goffo e ridicolo arrabattarmi dietro a un pallone. Però, in fondo, non è male neanche così.

Come diceva Oscar Wilde: “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé”, così anche io penso che va bene pensare alla nonna che correva male, sbagliava i passaggi, rideva tanto, purché si ricordi di me.

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