Food & Experiences

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Vi sono argomenti nazional-popolari ed uno di questi riguarda la migliore bistecca alla fiorentina in Toscana.

Vi e’ mai capitato di essere in una cena conviviale e iniziare a discutere  su cio’ ,  ogni persona ha  la certezza,  rigorosamente declinata con ardore,  che  la migliore non e’ quella che pensi tu e se lo pensi e perche’ forse non hai mai assaggiato quell’altra .

Scommetterei che chiunque stia leggendo, a seconda della geolocalizzazione in cui si trova, almeno una volta all’anno fa quella  gita giornaliera che termina con le gambe sotto  e la carne sopra il tavolo

La cosiddetta “ Steack is on the table “ .

Beh, ora anche io ce l’ho, naturalmente l’opinione , che condivido con voi.

Uscite dall’autostrada a Firenzuola (sulla variante di Valico), dopo circa 7/10 km passerete per il passo della Futa a 900 m slm e dopo poco troverete @barbibote a Traversa.

Pochi tavoli, tanto sapore e un sapiente uso della griglia che passa dalla conoscenza della materia prima ed in particolare della parte grassa della carne.

Potrai  scegliere tra una carne locale (sapida ed elastica ) , una manzetta prussiana (  massa grassa dolce e morso gradevole ) una  rossa delle fiandre (polposa  con morso avvolgente)  o la classica  chianina e poi lasciate fare di voi quello che gli pare  e fidatevi di Alessandro Cianti e della sua famiglia.

Sapore, masticazione e sincerità ! 

Ps = la selezione dei salumi mi ha commosso!

Il tutto accompagnato da un caberlot Carnasciale Mercatale Val D’Arno (AR)

#osterieditalia #identitagolose #steak #guidamichelin #guidaespresso #premiatetrattorieitaliane #altissimoceto #reportergourmet #bisteccafiorentina #bistecca #lucianopignataro #foodlover #bbq #slowfood #bisteccaallafiorentina 22/01/2026

Vi sono argomenti nazional-popolari ed uno di questi riguarda la migliore bistecca alla fiorentina in Toscana. Vi e’ mai capitato di essere in una cena conviviale e iniziare a discutere su cio’ , ogni persona ha la certezza, rigorosamente declinata con ardore, che la migliore non e’ quella che pensi tu e se lo pensi e perche’ forse non hai mai assaggiato quell’altra . Scommetterei che chiunque stia leggendo, a seconda della geolocalizzazione in cui si trova, almeno una volta all’anno fa quella gita giornaliera che termina con le gambe sotto e la carne sopra il tavolo La cosiddetta “ Steack is on the table “ . Beh, ora anche io ce l’ho, naturalmente l’opinione , che condivido con voi. Uscite dall’autostrada a Firenzuola (sulla variante di Valico), dopo circa 7/10 km passerete per il passo della Futa a 900 m slm e dopo poco troverete @barbibote a Traversa. Pochi tavoli, tanto sapore e un sapiente uso della griglia che passa dalla conoscenza della materia prima ed in particolare della parte grassa della carne. Potrai scegliere tra una carne locale (sapida ed elastica ) , una manzetta prussiana ( massa grassa dolce e morso gradevole ) una rossa delle fiandre (polposa con morso avvolgente) o la classica chianina e poi lasciate fare di voi quello che gli pare e fidatevi di Alessandro Cianti e della sua famiglia. Sapore, masticazione e sincerità ! Ps = la selezione dei salumi mi ha commosso! Il tutto accompagnato da un caberlot Carnasciale Mercatale Val D’Arno (AR) #osterieditalia #identitagolose #steak #guidamichelin #guidaespresso #premiatetrattorieitaliane #altissimoceto #reportergourmet #bisteccafiorentina #bistecca #lucianopignataro #foodlover #bbq #slowfood #bisteccaallafiorentina

22/01/2026

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Se la giornata e’ un po’ cosi’… piena di legami indesiderati, colma di frenetiche battaglie di lavoro, se devi per forza rispondere gentilmente e calorosamente a qualcuno perché sei pagato per farlo (lo facciamo tutti) …Beh nessun problema, possiedo la medicina giusta per te e la prescrivo :

1 pranzo al @casondasandro 

Nessuna contro indicazione, nessuna irritazione o sovradosaggio

Perché’ l’isola delle rose esiste ancora, ed e’ nelle acque della laguna Veneziana, per raggiungerla si parte da  Chioggia (rigorosamente ed esclusivamente in barca da @buorin_experience )

Un unico tavolo condiviso, elegantemente allestito anche se siamo nel mezzo del mare, una cucina eroica per le condizioni in cui viene svolta ( il Cason era un vecchio punto di ristoro per pescatori lagunari) con un focus LE OSTRICHE DEL DOGE che qui si allevano ancora manualmente.

I menu’ curati dai cuochi anarchici o artisti o liberi pensatori (fate voi) appartenenti al collettivo gastronomico @tociavenezia , variano in base al pescato ed indagano la cucina e la cultura lagunare nonche’ le relazoni che la abitano .

Non procrastinabile l’assaggio di ostrica alla brace con maionese di aglio e fi*****io marino per terminare con il salvifico lancio del guscio... la ricerca del cambio di paradigma su come si può mangiare (non si e’ per forza legati ad un tavolo ed ad una sedia )

In fondo chi l’ha stabilito che  per forza sia cosi’?

Un plauso al risotto perfettamente tostato sulla brace con quel sugo tradizionale  d’ostrica ( messe a crudo perche’ scarichino le proteine)  che  ne eleva il gusto  e la  sapidità

Succulento Il tacos di polenta con pesce  serra in oliocottura.

Destrutturare i canoni prestabiliti di una esperienza gastronomica questo cerca il Cason, disegnando con il gessetto la strada a chi vuole “scappare”, anche solo momentaneamente, restituendo energia e voglia di vivere!

Un grazie ai cuochi anarchici @bissaropaolo @lorenzomattei ed alla compagnia degli astanti che hanno reso il pomeriggio una esperienza da ricordare per sempre !

#casondasandro #guidaespresso #foodandtravel #identitagolose #scattidigusto #reportergourmet #gourmet #lagunadivenezia #foodandwine #veneziafood 22/01/2026

Se la giornata e’ un po’ cosi’… piena di legami indesiderati, colma di frenetiche battaglie di lavoro, se devi per forza rispondere gentilmente e calorosamente a qualcuno perché sei pagato per farlo (lo facciamo tutti) …Beh nessun problema, possiedo la medicina giusta per te e la prescrivo : 1 pranzo al @casondasandro Nessuna contro indicazione, nessuna irritazione o sovradosaggio Perché’ l’isola delle rose esiste ancora, ed e’ nelle acque della laguna Veneziana, per raggiungerla si parte da Chioggia (rigorosamente ed esclusivamente in barca da @buorin_experience ) Un unico tavolo condiviso, elegantemente allestito anche se siamo nel mezzo del mare, una cucina eroica per le condizioni in cui viene svolta ( il Cason era un vecchio punto di ristoro per pescatori lagunari) con un focus LE OSTRICHE DEL DOGE che qui si allevano ancora manualmente. I menu’ curati dai cuochi anarchici o artisti o liberi pensatori (fate voi) appartenenti al collettivo gastronomico @tociavenezia , variano in base al pescato ed indagano la cucina e la cultura lagunare nonche’ le relazoni che la abitano . Non procrastinabile l’assaggio di ostrica alla brace con maionese di aglio e fi*****io marino per terminare con il salvifico lancio del guscio... la ricerca del cambio di paradigma su come si può mangiare (non si e’ per forza legati ad un tavolo ed ad una sedia ) In fondo chi l’ha stabilito che per forza sia cosi’? Un plauso al risotto perfettamente tostato sulla brace con quel sugo tradizionale d’ostrica ( messe a crudo perche’ scarichino le proteine) che ne eleva il gusto e la sapidità Succulento Il tacos di polenta con pesce serra in oliocottura. Destrutturare i canoni prestabiliti di una esperienza gastronomica questo cerca il Cason, disegnando con il gessetto la strada a chi vuole “scappare”, anche solo momentaneamente, restituendo energia e voglia di vivere! Un grazie ai cuochi anarchici @bissaropaolo @lorenzomattei ed alla compagnia degli astanti che hanno reso il pomeriggio una esperienza da ricordare per sempre ! #casondasandro #guidaespresso #foodandtravel #identitagolose #scattidigusto #reportergourmet #gourmet #lagunadivenezia #foodandwine #veneziafood

Letteralmente guarda al mare il @rivarestaurantnumana all’interno dell’hotel View Palace a #numana di fatto adagiato sulla spiaggia con una cucina guidata dal bravo ed umile @antoniolerro_ , con 3 menù degustazione, Onde e Terre, il percorso adriatico ed il motivo per cui sono qui, Il CACCIA REALE.
Le Marche rappresentano a livello culinario storico la sintesi equilibrata tra le tradizioni rurali dell’entroterra e la cultura marinara dell’Adriatico ed in questo sunto inscindibile e’ arrivato lo chef Antonio da Pesaro.
La prospettivadella degustazione sta nel nome nell’ unire il sostantivo caccia all’aggettivo reale. 
Immergetevi nel cambio di paradigma, non siete in un ristorante dove predomina il minimalismo in bianco, ma in una sala affrescata con arazzi alle pareti ed un lungo tavolo imbandito illuminato dalle davi luci delle candele in un chiaro scuro dove le portate gridano “eccesso “.
Un cucina cucinata con 2 fondamentali ingredienti, il tempo è la precisione, portati ai commensali con un servizio alla russa tramite presentazioni effettuate su un tavolo ausiliario dove viene anche effettuato lo sporzionamento, lo spettacolo visivo e’ garantito.
Senza indugio la bomba che qui viene chiamata inizio, il foie gras delle Landes cotto nel vino di visciola e senape in grani, per poi proseguire con portate da re, il paté en croûte con all’interno anatra e fagiano resi morbidi e succulenti dal lardo di Colonnata segue la crepinette dí pernice con il quinto il sedano rapa e jus chasseur.

La bontà ha tante declinazioni ed una di queste è Il pithivier ripieno di cinghiale, capriolo e foie gras.
Dimenticavo la cocotte di cacciagione (Germano reale) il cui salmì viene utilizzato per condire il tagliolino .
Chiudono dessert di grande spessore.
Un menù da affrontare a pranzo ( per la ricchezza che gli appartiene) un salto nel tempo reso contemporaneo, con quel tocco e pensiero di chi sa trasformare il pranzo in una esperienza. 
#rivarestaurant #guidamichelin #marcheristoranti #identitagolose 22/01/2026

Letteralmente guarda al mare il @rivarestaurantnumana all’interno dell’hotel View Palace a #numana di fatto adagiato sulla spiaggia con una cucina guidata dal bravo ed umile @antoniolerro_ , con 3 menù degustazione, Onde e Terre, il percorso adriatico ed il motivo per cui sono qui, Il CACCIA REALE. Le Marche rappresentano a livello culinario storico la sintesi equilibrata tra le tradizioni rurali dell’entroterra e la cultura marinara dell’Adriatico ed in questo sunto inscindibile e’ arrivato lo chef Antonio da Pesaro. La prospettivadella degustazione sta nel nome nell’ unire il sostantivo caccia all’aggettivo reale. Immergetevi nel cambio di paradigma, non siete in un ristorante dove predomina il minimalismo in bianco, ma in una sala affrescata con arazzi alle pareti ed un lungo tavolo imbandito illuminato dalle davi luci delle candele in un chiaro scuro dove le portate gridano “eccesso “. Un cucina cucinata con 2 fondamentali ingredienti, il tempo è la precisione, portati ai commensali con un servizio alla russa tramite presentazioni effettuate su un tavolo ausiliario dove viene anche effettuato lo sporzionamento, lo spettacolo visivo e’ garantito. Senza indugio la bomba che qui viene chiamata inizio, il foie gras delle Landes cotto nel vino di visciola e senape in grani, per poi proseguire con portate da re, il paté en croûte con all’interno anatra e fagiano resi morbidi e succulenti dal lardo di Colonnata segue la crepinette dí pernice con il quinto il sedano rapa e jus chasseur. La bontà ha tante declinazioni ed una di queste è Il pithivier ripieno di cinghiale, capriolo e foie gras. Dimenticavo la cocotte di cacciagione (Germano reale) il cui salmì viene utilizzato per condire il tagliolino . Chiudono dessert di grande spessore. Un menù da affrontare a pranzo ( per la ricchezza che gli appartiene) un salto nel tempo reso contemporaneo, con quel tocco e pensiero di chi sa trasformare il pranzo in una esperienza. #rivarestaurant #guidamichelin #marcheristoranti #identitagolose

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