Centro RTP

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14/01/2023
02/05/2021

"Voglio costruire un marciapiede" e così Francesco, 5 anni affetto da autismo prende i mattoni e costruisce un lungo marciapiede a destra. Poi prende le assi e fa una strada a sinistra. Lascia una spazio vuoto tra il marciapiede di destra e la strada di sinistra e glie ne chiedo il motivo. " Questo è il naviglio". E così davanti ai miei occhi si materializza, pezzo dopo pezzo, la darsena di Piazza Ventiquattro Maggio.
Ci era stato il giorno prima

Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità - Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità 13/03/2021

Un grande e significativo risultato, infatti, Il Ministero dell’Istruzione ha risposto alla lettera della signora Federica Silva, mamma di Sveva, precisando aspetti fondamentali di inclusione che devono essere rispettati e attuati. Sia chiaro che questa non è una vittoria individuale anche se il merito è individuale, poiché i benefici che ne deriveranno ricadranno sui tutti i bambini con ‘bisogni educativi speciali’ e su tutti ‘gli altri’ che potranno essere coinvolti. Inoltre, le precisazioni del Ministero non si riferiscono solo alla scuola dell’infanzia, bensì ad ogni scuola, dalla primaria in su.
Ora sarà opportuno vigilare affinché ciò venga attuato nel rispetto delle normative, anche avanzate che il nostro paese ha, ma non attuate.
Qui di seguito il link di accesso al documento del Ministero dell’Istruzione

Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità - Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità - Dpcm 2 marzo, inviata nota operativa su frequenza alunni con bisogni educativi speciali e con disabilità

11/03/2021

Un commento di un’altra mamma alla lettera precedente

Anch'io come la mamma di Sveva, mi ero illusa che il Comune avesse avuto una buona idea e che B. avrebbe potuto "approfittare" della sua insegnante di sostegno e dei locali della sua scuola materna (che adora e che gli sono familiari) per lavorare e continuare con il progetto educativo intrapreso (tra l'altro proprio in questi giorni, B. stava mostrando maggiore interesse per le attività con i suoi pari e partecipava con più interesse alle attività proposte).

Infatti, nonostante la mail fosse arrivata ad ora tarda, mi ero subito attivata contattando le sue insegnanti, che, ahimé, non sapevano assolutamente nulla.
Tutto era talmente confuso e "urgente" (bisognava dare l'adesione entro le 14:00 del giorno dopo!!) che quasi sembrava uno scherzo.....

Anch'io, pur non conoscendo la sede che gli sarebbe stata assegnata per la frequenza, ho aderito la stessa sera (notte), per poi scoprire solo l'indomani mattina, grazie alla telefonata della direttrice scolastica che B. avrebbe potuto sì, frequentare in presenza, ma in un istituto a lui sconosciuto, con magari una insegnante che lui non aveva mai visto (!!!!!!).

Anch'io come la mamma di Sveva, le cui parole condivido in pieno, senza alcuna eccezione, mi sono…..l'ho trovato "offensivo".

L'idea di riunire bambini a caso, senza tener conto delle loro reali esigenze (e né del Covid a questo punto) mi è sembrato come volerli "parcheggiare" in un ghetto per disabili.
Fumo negli occhi ai diversi genitori preoccupati come me, la mamma di Sveva e tanti altri, per la sorte dei loro bambini.

Una iniziativa fallimentare organizzata molto male.

Brava la mamma di Sveva a cui ovviamente stringo virtualmente la mano.

Giulia Palmieri

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