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Photos 26/09/2013

ANEMONE GIAPPONESE AUTUNNALE

Chi l'ha detto che in autunno non si possono avere fiori belli come in primavera? Sicuramente non NANOVERDE!!;)

Vi racconto una storia..vera:

Uno dei più famosi “cacciatori di piante” anglosassoni della prima metà del XIX secolo fu lo scozzese Robert Fortune, che nel 1842 intraprese un lungo viaggio in Cina, dove era stato inviato con compiti precisi, fra cui quello di mettere le mani sui peschi coltivati a Pechino nel giardino dell’imperatore. Compiuta la missione, egli tornò a Londra nel 1846, carico di piante nuovissime che furono subito introdotte nel giardino della Horticultural Society, allora a Chiswick. Qualche tempo dopo, quando Fortune ebbe occasione di ammirare in quel luogo una massa di anemoni tardivi, in piena fioritura, che lui stesso aveva portato in patria, non poté trattenersi dallo scrivere che essi: “…erano belli e rigogliosi tali e quali li avevo visti crescere sulle tombe dei cinesi, nei pressi dei bastioni di Shangai”. Si trattava di Anemone hupehensis var. japonica, una varietà probabilmente spontanea dotata di un numero di petali assai maggiore rispetto alla specie-tipo, che di norma vive fra le rocce dei rilievi montuosi di alcune province cinesi, fino alla quota di 2.500 m. Entrambe le piante, in ogni caso, hanno la proprietà di fiorire tra agosto e novembre, quando tutti gli altri anemoni sono andati a riposare ormai da un pezzo. Se infatti esiste, in natura, un genere con un amplissimo spettro dei tempi di fioritura per i suoi numerosi membri, questo è proprio Anemone, che apre la stagione primaverile con alcune specie precocissime, come A. nemorosa, e la chiude appunto verso novembre, dulcis in fundo, con altre piante (le due citate, ma anche A. tomentosa ed A. vitifolia) e con tutti gli ibridi tardivi ottenuti mediante pazienti incroci.

UNA PRECISAZIONE BOTANICA
I fiori degli anemoni sono dotati di un anello di foglie dall’aspetto di petali, che circondano il centro occupato dagli organi sessuali (stami e pistilli). Tali “foglie” vengono chiamate “tepali”, perché non è ben chiaro se siano da considerarsi “petali” veri e propri oppure “sepali”, cioè gli elementi che costituiscono il calice.

UNA PRECISAZIONE STORICA E LESSICALE
Gli anemoni tardivi sono detti genericamente “giapponesi”, perché la prima pianta menzionata in epoca moderna fu un esemplare registrato nel 1695 come “pianta del Giappone”, in quanto scorrettamente ritenuto originario di quel Paese. L’errore fu tuttavia accettato anche dai botanici dei secoli seguenti, peraltro consapevoli che invece A. hupehensis var. japonica era una varietà sfuggita alla coltivazione e poi naturalizzatasi sia in Cina sia in Giappone.

LE TRE VARIETA'
A. hupehensis. Erbacea perenne con fusti ramificati, alta fino a 60 cm, dotata di foglie basali divise in tre segmenti e solo 3-4 foglie superiori. I fiori sono raccolti in ombrelle ed hanno 5-6 tepali quasi rotondi, bianchi, ma esternamente soffusi di rosa o di malva.
A. hupehensis var. japonica. Erbacea perenne simile alla specie-tipo, ma assai differente nella corolla, formata da circa 20-30 tepali, aventi una forma più stretta e allungata, colorati di un intenso rosa violaceo.
A. x hybrida. Erbacea perenne, rassomigliante ad A. hupehensis, ma molto più robusta e di norma assai più alta (fino a 150 cm). I primi ibridatori che lavorarono su A. hupehensis var. japonica e A. vitifolia furono Pfitzer in Germania e Lemoine in Francia. I numerosi ibridi hanno fiori semplici o doppi, con colori che vanno dal bianco al cremisi scuro.

IN GIARDINO E TERRAZZO ( LE ASSOCIAZIONI )
Partendo dalla constatazione che A. hupehensis e anche A. vitifolia, in natura, vivono nelle boscaglie aperte e piuttosto umide, spesso ad una quota dove gli alberi non riescono più a vegetare, queste perenni – includendo nel discorso tutti gli ibridi e le altre specie – sembrano nate per formare le bordure autunnali, in una notevole varietà d’impieghi. Poiché amano i siti ombreggiati almeno parzialmente, durante le ore di sole, le varietà a fiore bianco, come la rinomatissima ‘Honorine Jobert’, illuminano a lungo anche gli angoli più scuri del giardino. Inoltre, la successione dei fiori si prolunga alquanto nel tempo, consentendo così anche di utilizzarli nei mazzi recisi. Si ottiene un ottimo effetto mettendoli a dimora contro una parete o un muro, su cui si arrampichi una Clematis a fioritura autunnale: per es., A. ‘Hadspen Abundance’ e C. ‘Kermesina’ rappresentano un matrimonio ben riuscito. Un’altra piacevole associazione autunnale si ottiene accostando gli anemoni con arbusti in grado di fornire colorazioni rosse o cremisi: in tal caso, la scelta è molto ampia, per es. usando Cornus sanguinea o Cornus alba ‘Sibirica’, ma anche molti Viburnum oppure le foglie e i cinorrodi di Rosa glauca. Eccellenti contrasti si ottengono accoppiando gli anemoni a fiore violaceo-cremisi con foglie variegate, sia di erbacee (le Hosta, per es.) sia di arbusti (Euonymus sempreverdi). Nelle bordure erbacee, le migliori compagne sono specie piuttosto alte, come le Cimicifuga e gli Aconitum.

COLTIVIAMOLI COSI'
Il terreno prediletto dagli anemoni giapponesi è piuttosto alcalino (con pH intorno a 7), piuttosto umido e in ogni caso mai del tutto asciutto. E’ inoltre importante che esso sia profondamente lavorato, fertile, ricco di humus e di sostanze organiche. L’esposizione ideale, come si è visto, è a mezz’ombra, evitando quindi l’insolazione pesante delle ore centrali della giornata. La temperatura invernale, anche piuttosto rigida, non rappresenta un problema, anche se in caso di eventuali geli prolungati occorre ripararli con un buono strato di pacciamatura. Se tutte queste condizioni vengono osservate, gli anemoni si propagano a volte anche in modo esagerato, ma se, per es., il suolo è troppo arido, è anche facile che stentino o addirittura muoiano. Trascorso il primo anno, per la coltivazione non sorgono più difficoltà. Basta eliminare le foglie più vecchie e, se necessario, dare un limite alla loro facilità nel diffondersi a scapito di altre piante. La moltiplicazione delle specie si effettua con semi freschi, ma con gli ibridi il metodo può non funzionare ed è quindi meglio ricorrere alla divisione in primavera (che non sempre ha successo) o, meglio ancora, al prelievo di talee radicali ricoperte di numerose gemme.

FIDATEVI DI NANOVERDE CHE LO STA' USANDO MOLTISSIMO ;) SEGUITE E SCRIVETE A NANOVERDE!

Photos 21/09/2013

CORNUS ALBA SIBIRICA, con i suoi rami rossi, è la pianta giusta per ottenere, senza grossi sforzi, un giardino colorato e movimentato anche in inverno.

Per chi ama il giardino, è triste durante l’inverno non avere note di colore da ammirare dalle finestre di casa. Esistono però specie che ci aiutano a valorizzare il nostro piccolo angolo di verde, anche durante la stagione fredda, colorando non solo con fogliame ma addirittura con rami variegati e dalle tonalità accese. E’ il caso del Cornus Alba, e per la precisione della varietà Siribica, ovvero il cornus siberiano dai rami rossi. Al contrario della maggior parte delle specie, questa pianta raggiunge il massimo splendore durante l’autunno, quando le foglie, generalmente verde scuro, diventano man mano viola e vinaccia, fino ai primi geli di fine novembre, quando invece cadono a gran velocità.Niete paura però. Perché le foglie lasciano a vista dei rami stupendi, caratterizzati da una sottile corteccia rossastra, e da uno sviluppo piuttosto compatto e uniforme, anche grazie alle potature regolari, da effettuare di anno in anno. Perché il cornus Alba infatti, mantenga un aspetto vigoroso, deve essere potato durante la primavera, in modo da favorire la formazione di giovani getti!

Per quanto riguarda il terreno, il Cornus non ha problemi. Può anche crescere in luoghi e suoli con ristagni d’acqua, purchè collocato in posizioni soleggiate, che tra l'altro aiutano lo sviluppo dei rami colorati.

Il Cornus Alba può essere piantato in ogni periodo dell’anno. Solo se si hanno esemplari a radice nuda, questi vanno messi a dimora durante l’autunno o la stagione fredda, avendo l’accortezza di utilizzare un terreno misto a concime e stallatico e andando a creare una pacciamatura organica, una volta inserita la piantina. La concimazione deve avve**re a primavera, dopo la potatura, magari incorporando anche concime in granuli e altro letame fresco al terriccio di base.Lo sviluppo del cornus Alba è abbastanza veloce. Il primo anno della messa a dimora, è bene mantenere il terreno sempre umido, con innaffiature regolari. Inoltre, nel periodo freddo è meglio optare per una posizione riparata, qualora la coltivazione avvenga in vaso. Le gelate intense possono bruciare a volte le giovani piante.

Il cornus alba siberiano può essere moltiplicato per talea. I rametti si possono prelevare una volta avvenuta la caduta delle foglie. Il taglio deve essere obliquo ed effettutato sui nuovi getti.Le talee vanno poi inserite in un vaso da 12 – 15 cm, riempito con terriccio specifico e sistemate all’esterno, in giardino, in una posizione riparata. Per la cura di queste piantine, è necessario procedere con innaffiature regolari, in modo da ottenere il radicamento nel giro di 10 - 12 mesi.

Il cornus alba siberiano è una pianta ideale per sfondi. La sua colorazione ben si addice ad accostamenti con numerose altre piante, anche con fogliame diverso, come l’Aconito dorato o l’Emerald n’ Gold, che favorisce la formazione di una scenografica macchia di colore, anche per la stagione invernale, sottolineando particolarmente il rosso intenso dei rami. Qualora vogliate un effetto scenico immediato per l’inizio della primavera, muovetevi presto, alla fine dell’inverno, per acquistare nuove piante di Cornus, da sistemare a circa 90 - 100 cm uno dall’altro, su un lato del giardino. Avranno già il fogliame giusto per rendere movimentato e dinamico il vostro giardino per la nuova stagione.

Con questo Cornus sibirica (o alba) una nuova pianta colorata e semplice da mantenere crescerà nel nostro amato spazio verde (o rosso? ;) )

SEGUITE E SCRIVETE SEMPRE A NANOVERDE :)

Photos 02/07/2013

GARDENIA GIGANTE (GRANDIFLORA), LA BELLEZZA E IL PROFUMO RADDOPPIANO!

Amiche e amici, oggi dopo un paio di giorni fuori casa mi sono svegliato nuovamente a Milano.. ho la fortuna di avere in camera da letto una grande portafinestra che da direttamente sul mio terrazzo: il mio laboratorio dove sperimentare e far crescere le amate piante e fiori da consigliare e utilizzare poi nelle progettazioni..
Ma oggi il risveglio è stato speciale perchè prima ancora di vederli ho sentito il loro intenso profumo simile al gelsomino ma più acuto mischiarsi all'aria calda e umida del primo mattino.. si, era sbocciata la mia gardenia gigante!
Come avrete capito quindi la rubrica di oggi è dedicata a lei, la regina delle notti di fine giugno inizi luglio.

Con il nome di Gardenia, si identifica un genere delle Rubiaceae molto numeroso. Le origini di queste piante sono Oceania, Afica, Asia, Cina e Giappone.
La Gardenia è una bella pianta ornamentale che si sviluppa a forma di arbusto fino all’altezza di 2 metri. Le foglie sono sempreverdi e coriacee, di forma ovale-lanceolata e un bel verde scuro.Nei luoghi di origine la Gardenia può assumere forma arborea e crescere fino ai 10-15 metri di altezza.Durante la fioritura la Gardenia produce dei profumatissimi e grandi fiori bianchi o giallognoli. Quest’ultimi sono solitari oppure riuniti in mazzetti.

La Gardenia viene coltivata nei climi temperati in piena terra. A livello industriale viene coltivata in vaso per la produzione di fiori recisi. Fra le varietà che meglio si prestano alla coltivazione come pianta ornamentale abbiamo gli ibridi ottenuti dalla Gardenia jasminoides e dalla Gardenia grandiflora, con foglie e fiori di maggior grandezza rispetto alle specie di origine ed è di questa che stiamo parlando e che vi consiglio con tutto il cuore e … il naso! :)
La Gardenia predilige una posizione luminosa ma in mezz’ombra e un clima abbastanza fresco. Durante l’inverno è bene proteggere la pianta dal freddo (per le classiche gardenie di piccole dimensioni).. la grandiflora comunque resiste bene anche fino a – 10 gradi centigradi se messa in luogo riparato e sotto un tetto per non essere coperta dalle nevicate (la mia a Milano supera perfettamente gli inverni padani senza alcuna protezione se non il tetto per la neve!)
Durante la bella stagione, invece, occore una frequente annaffiatura e una regolare nebulizzazione delle foglie con acqua per mantenere il tasso di umidità adeguato.

Se volete provare la propagazione si ottiene con il metodo della talea o margotta.

Le gardenie sono piante acidofile ma utilizzate un misto di terra acida, terriccio normale e argilla in palline e vedrete starà benissimo!

Un consiglio a tutti voi , non lasciatevi 'fregare' dal venditore che a tutti i costi vuole vendervi una gardenia 'qualsiasi' ma esigete una gardenia grandiflora ( o gigante ) riconoscibile dalle foglie e dai fiori grandi, spesso venduta anche in dimensioni maggiori delle classiche gardenie (di difficile mantenimento nei nostri climi)..

Un profumato e tropicale saluto da NANOVERDE!

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