PlaGio Art Project

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26/12/2025

Corpo storto sul pavimento,
carne che non chiede scusa.
La maschera cola silenzio,
il letto è una bugia piegata male.

Un tavolino regge il mondo,
Cenere spenta, dio assente.
Io resto qui, scomposto,
a penetrare piano l’oscuro.

25/12/2025

ginocchia a terra
ma non è una preghiera
è un corto circuito

il corpo si piega
come un’antenna rotta
cerca segnale
trova solo rumore

la testa si morde il braccio
autocannibalismo emotivo
amarsi fa male
odiar­si pure

pelle graffiata
linee nere come bestemmie
nessuna posa elegante
solo verità storta

il torace a righe
sembra una divisa
ma non c’è esercito
solo un disertore

sono vivo
ma senza istruzioni
sono n**o
anche se vestito

questa non è fragilità
è resistenza senza slogan
un urlo piegato
che non chiede permesso

se mi vedi inginocchiato
non pensare che abbia perso
sto solo caricando
il prossimo
NO.

22/08/2025

Tra le pieghe del lenzuolo umido di calore
le mani non si limitano a stringere:
si possiedono, si graffiano,
si aggrappano come corpi nell’onda.

Le dita, nervose e febbrili,
scivolano e affondano,
strappano gemiti che il tessuto soffoca,
ma non spegne.

Nel silenzio che arde
c’è solo la fame di pelle contro pelle,
l’urgenza carnale
di perdersi fino a non sapere più
dove finisco io
e cominci tu.

21/08/2025

Pensiero, io non ho più

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima f***e
o nel mio grembo distrutto?
Sei cosi ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e cosi possa perderti
nell’antro della follia.

Alda Merini

(da “La Terra santa” 1984)

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