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The AI consulting firm that makes organizations tomorrow ready. 23/06/2026

Converteo apre a Milano per industrializzare l'IA nelle imprese italiane

Converteo - società di consulenza leader nella gestione dei dati, dei sistemi di Intelligenza Artificiale e della IA Agentica - annuncia l’apertura della sua nuova sede a Milano. Questa mossa segna una tappa fondamentale nella strategia di espansione globale del Gruppo Dékuple (di cui Converteo fa parte), che in contemporanea rafforza la sua presenza in Nord America con l'apertura di un ufficio a Toronto. L'ingresso nel mercato italiano risponde a una chiara esigenza di mercato.

Nello specifico, Converteo supporta le imprese nella valorizzazione del proprio patrimonio informativo e nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale, inclusa l’IA agentica, attraverso lo sviluppo di soluzioni scalabili e ad alto impatto sul business. L’attività è orientata alla progettazione e implementazione di sistemi di IA che non si limitano a rispondere a esigenze operative, ma contribuiscono in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi strategici, di crescita e di trasformazione delle organizzazioni. La società affianca i propri clienti lungo tre direttrici principali: la definizione delle strategie di gestione dei dati e di adozione dell’IA; la progettazione e lo sviluppo di prodotti e soluzioni avanzate basate sull’Intelligenza Artificiale, inclusi sistemi agentici e applicazioni generative; e l’integrazione di tecnologie cloud e data platform nei processi aziendali. L’obiettivo è trasformare dati e tecnologie in un vantaggio competitivo sostenibile, generando valore di business concreto, misurabile e duraturo.
La guida della filiale italiana è affidata a Michele Caruso, nominato Amministratore Delegato di Converteo Italia. Caruso vanta una solida esperienza internazionale maturata in realtà di primo piano come Accenture, EY e WPP.

“In quanto seconda economia manifatturiera d'Europa, l'Italia rappresenta un ecosistema aziendale incredibilmente solido, dal lusso ai beni di consumo, che ha già ampiamente recepito la necessità di adottare l’IA.” – dichiara Caruso – “Oggi la sfida non consiste più nel sensibilizzare sull'IA o nel moltiplicare progetti pilota isolati, bensì nello scalare e industrializzare queste tecnologie per generare un valore di business misurabile e a lungo termine. È proprio per questo che Converteo si espande in Italia: per colmare il divario tra strategia ed esecuzione. Sono incredibilmente orgoglioso di guidare questa crescita e di portare il nostro modello operativo integrato e unico, che unisce agilità strategica e competenze ingegneristiche avanzate, per rendere l'IA un vero motore di crescita e di vantaggio competitivo per le imprese italiane”.

Con un team multidisciplinare di oltre 450 consulenti, ingegneri e data scientist, Converteo collabora già a livello europeo con leader mondiali del calibro di LVMH, Kering, L’Oréal, Michelin e Crédit Agricole, ENGIE. L'azienda vanta inoltre partnership strategiche con i principali player tecnologici globali, tra cui Google Cloud.

Oggi Converteo si inserisce nel panorama italiano in una posizione distintiva, collocandosi tra le grandi società di consulenza tradizionali e le realtà locali altamente specializzate. L'azienda offre una combinazione di visione strategica, eccellenza tecnologica e capacità di esecuzione rapida. L'ambizione per il mercato italiano è chiara: diventare il partner di riferimento per le medie e grandi imprese, aiutandole a trasformare l'innovazione in performance e successo di business duraturo.

"L'apertura dei due nuovi uffici, a Milano e Toronto, segna una pietra miliare nella nostra accelerazione internazionale", ha dichiarato Thomas Faivre-Duboz, Co-fondatore di Converteo, che supervisiona l'espansione globale. "Le nostre competenze all'avanguardia nella gestione ed elaborazione dei dati e nella progettazione di esperienze digitali rafforzano significativamente la nostra capacità di realizzare progetti su scala globale. Siamo più attrezzati che mai per supportare i nostri clienti in ogni singola fase delle loro sfide tecnologiche più complesse".

Info:

The AI consulting firm that makes organizations tomorrow ready. Converteo helps companies use data and technology to accelerate their performance: from collection to activation, and modeling as well.

15/06/2026

Sis ID accelera in Italia dopo una crescita del 400%

Sis ID, operatore europeo di riferimento nella sicurezza dei dati di pagamento e nella prevenzione delle frodi finanziarie, celebra quest'anno un decennio di impegno al servizio delle direzioni finanziarie. Un traguardo che segna una svolta strategica per l'azienda, tra bilancio, trasformazione e proiezione verso il futuro.
Oggi la multinazionale rafforza la propria strategia di crescita anche sul mercato italiano: forte dei risultati già conseguiti, l’azienda punta, facendo leva su una solida base clienti, un ecosistema di partner in continua espansione e una presenza locale strutturata.

Dall’inizio delle attività in Italia (2023), Sis ID ha registrato una crescita progressiva e significativa pari al 400%. Un’evoluzione che riflette il crescente interesse delle imprese italiane verso soluzioni avanzate per la protezione dei pagamenti, in un contesto in cui le frodi finanziarie sono in costante aumento.

Nel 2024 l’Italia ha registrato un record storico di 18.714 casi di cyberfraude, secondo i dati pubblicati nel 2025 dal portale d'informazione fr.helm.news. Le perdite finanziarie complessive legate a questi illeciti hanno raggiunto i 186 milioni di dollari, segnando un incremento del 32% rispetto all'anno precedente. I dati evidenziano come le frodi finanziarie connesse a investimenti e trasferimenti di denaro costituiscano la maggior parte dei capitali sottratti: una quota pari al 26% dei casi totali concentra, infatti, l’80% delle perdite economiche complessive.

Le principali tipologie di frode includono il Business Email Compromise (BEC), il falso IBAN del fornitore tramite la variazione illecita delle coordinate bancarie e la cosiddetta "truffa del CEO", un sofisticato crimine informatico in cui gli hacker si fingono l'amministratore delegato o un alto dirigente di un'azienda per ingannare un dipendente e spingerlo a effettuare un bonifico urgente e riservato. Si tratta di minacce che colpiscono indistintamente sia i grandi gruppi industriali, sia le PMI.

Secondo i dati forniti dalla società specializzata in sicurezza informatica Cyber Guru, in Italia i settori maggiormente nel mirino dei criminali sono quello manifatturiero, che registra il 33% degli incidenti, e il comparto finanziario e assicurativo con il 30% dei casi.

Per ciò che concerne le modalità di pagamento, secondo l’ultimo rapporto della Banca d'Italia (febbraio 2026), il tasso di frode dei bonifici SEPA istantanei, pur se superiore a quello delle transazioni ordinarie, è in sensibile diminuzione rispetto al semestre precedente. Ricordiamo che il bonifico SEPA (Single Euro Payments Area) è lo standard europeo per trasferire denaro in Euro tra conti correnti situati in uno dei Paesi membri. La riduzione della problematica riflette, in particolare, il rafforzamento dei presidi di prevenzione e le iniziative di sensibilizzazione adottate dai Payment Service Provider in seguito all'introduzione - dal 9 ottobre 2025 – del VOP (Verification of Payee), un servizio di controllo dell'IBAN del beneficiario per i pagamenti transfrontalieri, volto a ridurre il rischio verso destinatari fraudolenti o errati. A tale proposito, nell'ottobre 2025, Sis ID ha lanciato la soluzione software modulare VoP Suite per consentire ai prestatori di servizi di pagamento (PSP) di offrire una verifica istantanea delle coordinate bancarie, in risposta alla nuova normativa.

Tra i casi di frode finanziaria più recenti ed eclatanti in Italia si segnala quanto accaduto a un'azienda di Vicenza, vittima di una truffa informatica da 1,3 milioni di euro. La società in prima battuta aveva ricevuto una richiesta di pagamento da un fornitore abituale. La frode è stata poi orchestrata da cybercriminali tramite la violazione dell'email di quest'ultimo e la sostituzione in fattura con un IBAN ungherese, con successiva dispersione dei fondi verso l'Asia. Grazie alle indagini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza e alla collaborazione con Europol, è stato possibile individuare sei conti esteri e recuperare parte della somma sottratta.

Afferma Anna Ongaro, Country Manager per l’Italia di Sis ID: “Il mercato italiano è per Sis ID una leva strategica di crescita. I risultati raggiunti in tempi rapidi e la qualità dei clienti acquisiti dimostrano la rilevanza della nostra offerta e la nostra capacità di rispondere concretamente alle esigenze delle imprese nella prevenzione delle frodi. Come strategia operativa vogliamo consolidare la presenza sul territorio e i rapporti con i partner tramite eventi, e investire di più nel marketing per far crescere rapidamente la notorietà del brand."

Nel nostro Paese, Sis ID collabora già con importanti realtà imprenditoriali, tra cui ASTM, BNL e Bridgestone. Vanta inoltre partnership con società specializzate nella gestione della tesoreria aziendale e la pianificazione finanziaria, quali Piteco, BNP Paribas, Esker e Kyriba.

“Sis ID crede con convinzione nel potere della collaborazione.” – sottolinea Anna Ongaro – “La frode opera a livello internazionale e anche le nostre risposte devono essere unitarie e transnazionali. Se la nostra soluzione consente di aggregare, in un unico punto di accesso, dati verificati provenienti da molteplici fonti di connessione in tutto il mondo, il suo vero elemento distintivo risiede soprattutto nella forza dei numeri della nostra comunità. Da 10 anni, gli storici delle transazioni di tutti i nostri utenti vengono anonimizzati e criptati in un master database globale, a beneficio dell’intera clientela. Se un IBAN fraudolento viene identificato presso un utente, l’informazione viene immediatamente condivisa a vantaggio di tutto il nostro ecosistema.”

RESEARCH JUNE 2026 10/06/2026

Produttività e costi: l'incognita da milioni di dollari che si nasconde nei calendari dei dipendenti

In un'azienda di 5.000 persone, le riunioni inefficaci e i problemi tecnologici possono cancellare silenziosamente 130 milioni di dollari in produttività ogni anno

Le riunioni improduttive non fanno solo sprecare tempo, ma generano anche la perdita di milioni e lavoro aggiuntivo. Il nuovo studio globale di Jabra, leader a livello mondiale nelle soluzioni audio, video e di collaborazione, su oltre 2.300 professionisti dimostra che il vero costo dei meeting professionali va ben oltre il tempo trascorso nella stanza, incidendo profondamente sulla perdita di concentrazione, su risultati poco chiari e, come conseguenza, su un crescente "debito di riunioni" da svolgere.
I principali risultati dello studio:
• Il tempo dedicato alle riunioni è elevato a fronte di un valore percepito basso: oltre la metà delle ore (58%) è considerata superflua nell'arco della settimana, l'equivalente di 26 giorni lavorativi di produttività persa all'anno per ciascuna persona.
• I guasti tecnologici continuano a interrompere le riunioni, con il 75% dei meeting ibridi e il 52% di quelli completamente virtuali colpiti da problemi, e con tempo regolarmente perso a causa delle disfunzioni relative a qualità dell’audio, del video e della connettività.
• L'equità da remoto rimane una sfida. Circa la metà dei partecipanti da remoto si sente dimenticata o interrotta nei meeting ibridi, con donne e dipendenti junior che si sentono colpiti in modo sproporzionato.
• Le riunioni spesso non riescono a produrre risultati chiari, con il 59% che richiede discussioni di follow-up e lavoro aggiuntivo.
• La stragrande maggioranza dei dipendenti (87%) sperimenta un certo livello di ansia: maggiore è il numero di riunioni, maggiore è l'ansia.
• Il sovraccarico di sessioni influisce sulla partecipazione e sul contributo delle persone, con una diffusa stanchezza e chiari limiti rispetto alla durata dell'impegno.

Quando le riunioni improduttive diventano un problema a nove cifre
Le conseguenze delle riunioni improduttive e la tecnologia inaffidabile si sommano rapidamente fino a generare una problematica finanziaria sbalorditiva. In un'azienda con circa 5.000 dipendenti, la combinazione di meeting inutili e guasti tecnologici si traduce in una perdita stimata di 130 milioni di dollari in produttività ogni anno. Di questi, circa 120 milioni di dollari – equivalenti a 26 giorni lavorativi per lavoratore all'anno – sono legati direttamente al tempo sprecato in riunioni considerate non necessarie o di scarso valore, mentre altri 8,4 milioni di dollari – l'equivalente di 3-4 giorni lavorativi all'anno per dipendente – vanno persi a causa di problemi tecnici legati esclusivamente ai meeting ibridi.

Ma l'impatto non si ferma qui. Questi problemi spesso innescano una serie di soluzioni temporanee, necessità di follow-up e conversazioni ripetute che aggravano la disfunzione delle riunioni nel tempo. Le esperienze negative possono anche contribuire all'esclusione di chi lavora da remoto, ridurre la chiarezza al termine degli incontri e limitare l'efficacia degli strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale, che dipendono da conversazioni chiare e coerenti.

"Abbiamo trattato le riunioni improduttive come un fastidio, non come un rischio finanziario", ha commentato Holger Reisinger, Senior Vice President Enterprise Video Business Unit di Jabra. "Se i vostri collaboratori temono le riunioni, state già pagando il prezzo, ed è un chiaro segnale che le imprese devono ripensare e reimmaginare completamente la propria cultura dei meeting, supportate da una tecnologia che consenta a tutti di essere visti e ascoltati chiaramente".

Piccole interruzioni nelle riunioni costano giorni di lavoro persi
Questa ricerca mostra che ciò che può sembrare un ritardo di pochi minuti in una singola sessione, o l'abbandono del video, può trasformarsi su larga scala in un costo organizzativo molto più grande, rallentando il processo decisionale e minando lo scopo stesso di riunire le persone.

Le riunioni ibride fanno ormai parte della routine lavorativa, con più di un quarto delle medesime che coinvolge un mix di partecipanti in presenza e da remoto. Tre meeting su quattro - di questo tipo - presentano almeno una disfunzione tecnica: il 73% degli intervistati dichiara problemi a sentire gli altri partecipanti e il 68% difficoltà a vederli chiaramente. In media, le interruzioni tecniche costano quasi undici minuti in ogni sessione ibrida, accumulando tre giorni lavorativi di produttività persa per dipendente ogni anno.

Nelle grandi imprese l'impatto aumenta significativamente: le aziende con più di 1.000 dipendenti perdono l'82% di tempo in più rispetto a quelle con meno di 50 lavoratori. Per un totale di quasi quattro giorni lavorativi per lavoratore all'anno, poiché le società più grandi tengono più incontri in stanze attrezzate in modo meno coerente.

I guasti tecnologici durante gli incontri professionali possono anche raddoppiare la probabilità che sia necessaria un’attività di follow-up, trasformando brevi interruzioni in una perdita di produttività a lungo termine. In molti casi, le società iniziano ad adattarsi a questi disservizi prima ancora che le sessioni siano iniziate. Spegnere le telecamere, cambiare dispositivo o affidarsi a soluzioni di ripiego può far andare avanti le riunioni sul momento, ma rinunciare al collegamento video le rende per il 43% destinate a generare discussioni di follow-up e per il 30% più propense a concludersi senza azioni chiare da intraprendere.

Le carenze tecnologiche esacerbano una cultura disfunzionale delle riunioni
La ricerca di Jabra ha rilevato che la metà delle persone che partecipano a meeting ibridi da remoto riferisce di essere dimenticata, interrotta o esclusa dalle conversazioni. Molti riferiscono anche difficoltà a partecipare pienamente a causa della scarsa visibilità e dell'audio scadente.
I risultati suggeriscono che, sebbene la cultura delle riunioni giochi un ruolo importante nell'inclusione, una tecnologia inadeguata può amplificare significativamente le problematiche esistenti relative alla partecipazione e alla visibilità: le donne hanno il 16% di probabilità in più di riferire di sentirsi escluse quando partecipano da remoto, mentre i dipendenti junior hanno addirittura il 26% di possibilità in più di subire l'emarginazione.

Il costo di una riunione non finisce quando la medesima si conclude
L'impatto finanziario dei meeting non si limita al tempo fisicamente trascorso in esse. In molti casi, il vero costo diventa visibile solo in seguito. I risultati mostrano che il 66% dei lavoratori lascia regolarmente le sessioni senza indicazioni chiare sulle azioni da intraprendere. Di conseguenza, il 59% richiede un incontro di follow-up per chiarire le decisioni. Questo effetto cumulativo è ulteriormente rafforzato dal modo in cui vengono vissuti i meeting. L'87% dei lavoratori dichiara un certo livello di ansia da riunione e questo sentimento è strettamente legato ai risultati. Chi vive gli incontri professionali con frequente apprensione ha una probabilità significativamente maggiore di concluderli senza idee chiare, rendendo necessari ulteriori approfondimenti.

Allo stesso tempo, c'è un chiaro limite cognitivo al numero di sessioni a cui le persone possono partecipare in modo efficace. Il 42% dei professionisti raggiunge il proprio massimo di energia entro due ore di riunioni consecutive, quota che sale all'83% entro quattro ore. Con il calare della capacità diminuisce anche la qualità della partecipazione, aumentando la probabilità che le caratteristiche dei meeting debbano essere riconsiderate.

Nel loro insieme, questi fattori alimentano un circolo vizioso in cui una sessione improduttiva ne genera subito un’altra. Nel corso del tempo, questo "debito di riunioni" si accumula all'interno delle aziende, gravando silenziosamente su produttività, processi decisionali e benessere dei dipendenti.

L'IA può supportare le riunioni, ma non può risolvere le problematiche
Mentre le imprese guardano all'Intelligenza Artificiale per migliorare la produttività, le riunioni stanno diventando un'area di interesse chiave. Sebbene tre quarti dei lavoratori abbiano provato strumenti basati sull'IA, come trascrizioni e riassunti, meno di uno su tre li usa regolarmente.
I risultati suggeriscono che il limite non è la tecnologia in sé, ma le condizioni in cui viene utilizzata. Un audio scadente, conversazioni poco chiare ed esperienze incoerenti riducono l'accuratezza e l'utilità dei risultati dell'IA.
"L'IA può valorizzare una riunione ben gestita, ma non può sistemarne una fallimentare", ha affermato Holger Reisinger. "Se le società vogliono sbloccare il valore dell'IA nei meeting, devono partire dalle basi, assicurandosi che le persone possano essere viste, ascoltate e comprese chiaramente".

Lo studio integrale è disponibile per il download

RESEARCH JUNE 2026 New research reveals that bad meetings are costing enterprise businesses over $130 million a year in wasted time, tech failures, and avoidable downstream work. Every business has the opportunity to reclaim that cost, and transform productivity and wellbeing across the workforce. Here's how.

Recensione Jabra Evolve3 85: l'headset professionale che crede di essere audiofilo – 4News 25/05/2026

Le Jabra Evolve3 85 si aggiudicano il Gold Award nella recensione di 4News.it 🏆

Recensione Jabra Evolve3 85: l'headset professionale che crede di essere audiofilo – 4News Con ClearVoice AI, batteria da 120 ore e un design leggero e agile, Jabra Evolve3 85 ridefinisce il concetto di "cuffia professionale".

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