Atutticoast

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07/04/2026

Il racconto di Anto e Matteo di ieri:

6 APRILE, LUNEDÌ, PASQUETTA.
PIAN DE L'ARMA'-TORRIGLIA.
34 km, 700 m di dislivello (?)

Colazione basic in albergo, poi salutiamo il Sig Luigino. È sorridente, e ci accompagna fino a fuori e si unisce volentieri al selfie pre partenza. Gli chiediamo da quanto gestisce l'albergo: è qui da più di 50 anni... Un'istituzione! Il nome pare derivi dall'armata di Annibale, Passata appunto di qui... Riferimento storico da verificare, come quello che troviamo su un cartello esplicativo a Capanne di Cosola (a circa 3 km di strada) che parla di battaglia tra partigiani e mongoli nel 1944 ... Insomma, un bel traffico di eserciti da queste parti!
Poco dopo Capanne di Cosola inizia la parte da veri eroi: quegli 8, inevitabili, chilometri di sentiero verso il monte Carmo. Con la neve... All'inizio qualche chiazza... La fotografiamo. Poi ci troviamo a camminare, anche in salita, su un sentiero completamente innnevato: si affonda! La neve entra nelle scarpe, si scioglie, impregna le calze. Io e Lilli procediamo con gli zaini in spalla, Matteo traina, storicamente il carrello (del resto non ha alternativa!).. A un certo punto perde pure una ruota. Dopo la prima salita incontriamo due camminatrici, sedute a rimirare il paesaggio. Sino Leslie e Alison: una è americana, l'altra inglese: si incuriosiscono guardando la nostra bandiera. Foto assieme e biglietto da visita di rito.
Il cammino su neve è ancora lungo. A volte è bosco, ma più spesso è in costa con panorama limpido a perdita d’occhio sui monti dell’arco appenninico ma anche su Monviso e Rosa. Spesso ci fermiamo a riprendere fiato e ad ammirare estasiati. Si fatica ma l’umore è alto, si ride, si scherza.
Il sentiero che temevo, speravo fosse meglio, ma poteva essere peggio!😅
Dopo le signore anglofone (che peraltro parlavano un buon italiano) l’unico incontro è con tre ragazze giovani alte dall’aria straniera, sorridenti. Per il resto siamo soli nella natura.
Passiamo il fianco del monte Carmo, completamente innevato senza alzare la voce: prima che la neve sopra di noi si trasformi in valanga. E in effetti superiamo le tracce di una piccola slavina. Poi finalmente uno sterrato carrellabile: ci togliamo gli zaini dalle spalle e, dopo un lungo tratto in costa e una lunga discesa, raggiungiamo finalmente l'asfalto a Capanne di Carrega. Ci sarebbe unpunto di ristoro... Con una grossa, scritta CHIUSO. Lilli, per sicurezza, si affaccia a chiedere... Non sia mai che abbiano dimenticato fuori il cartello. Invece è proprio Chiuso per festa privata!
Sconsolati, ci sediamo li fuori a cambiare calze e scarpe bagnate e ad improvvisare un Pic Nic povero di Pasquetta: una mela (da dividere) una Banana (da dividere), un pacchetto di Creakers (da dividere), prugne secche, mango disidratato, un po’ di crostata avanzata e, per terminare, un pacchetto di biscotti ex secchi... perché molli.
Riprendiamo il cammino: questi 8-9 km hanno occupato tutta, la mattinata e il primo pomeriggio, ora dobbiamo recuperare.
I carrelli scorrono veloci in discesa, su asfalto!!
Naturalmente la, discesa non dura molto... Sì trasforma in salita, a tornanti... Ma comunque su asfalto!
Due cerbiatti in un bosco, la vista sul lago del Brugneto e la vallata è suggestiva.
Nel sud Italia un po’ ce lo aspettiamo, ma siamo stupiti di quanta gente in questo CTC “nordico” ci ferma per due chiacchiere! Anche oggi ancora
una coppia di motociclisti di ritorno dal monte Antola, una coppia in auto che bloccava le auto per leggere la bandiera e chiederci tappa e destinazione, e che poi torna indietro perché non ci hanno chiesto da dove siamo partiti, un signore che, quando ormai ci mancano circa, 4 km (su un totale di 34) ci chiede “avete bisogno di aiuto? Perché è ancora lunga”.
Pfui! Lui non sa chi siamo noi!!
Però davvero è ancora lunga: sarà la stanchezza, il male ai piedi, il venticello gelido che si è alzato (e noi siamo ancora in pantaloni corti). Finalmente finisce la salita ma, anche in discesa, il centro di Torriglia non arriva più! Poi appare il castello ed eccoci. Poco prima delle 19, ci incontriamo nella piazza della chiesa con la signora che ci affitta l'appartamento.
Ancora due rampe di scale ripide, per non farci mancare niente... Poi stretching doccia, relax, cura dei piedi massacrati.. Tisana di Lilli (certo non prelibata come quella di Erbe macerate che ci aveva somministrato a Zavattarello).
Ceniamo nella locanda che Anto ha chiamato sconsolata quando non trovavamo alloggi e che ci ha dato contatti provvidenziali. Dopo colazione e pranzo spartano ci lasciamo andare con… una pizza. A Pasquetta fanno solo quella… vabbè! Prima che ce le portino riconosciamo le tre ragazze del sentiero. Sono tedesche e studiano/alloggiano a Genova. Carine, simpatiche.
Il dolce locale suggerito è la torta Sacripantina. Una bomba di rum cioccolato, crema… una delizia!

Photos from Atutticoast's post 06/04/2026

Le foto di Pasqua

Photos from Atutticoast's post 04/04/2026

Ieri ragionavo sulla dilatazione del tempo durante le nostre camminate. Ieri abbiamo sperimentato la dilatazione dello spazio!
Lo studio preventivo mi diceva 41-42km. I tracciatori gps a fine giornata ci dicono 46-47km. Chi avrà ragione?
Le nostre gambe dicono 46. Vince la maggioranza!
Un’altra giornata di panorami, incontri e disavventure meccaniche e fisiche 😄

Ecco il racconto di Anto

3 APRILE, VENERDÌ. LODI-AGRITURISMO BACCHANALIS, (ZIANO PIACENTINO)
46 chilometri!
Lilli si sveglia alle 6,45. Appena apre la porta della stanza, il gatto rosso balza sul piumone e cerca coccole mentre io tento di dormire ancora un po'.
Facciamo colazione con Paola e Roberta (sua ospite/amica che torna in Lucania per Pasqua a trovare la famiglia).
Poi ringraziamo per la splendida ospitalità, montiamo gli zaini sul carrellino e partiamo. La giornata è limpida! Uscendo da Lodi due uomini arancioni interrompono i lavori alla strada e si interessano al nostro viaggio ('bravi, Camogli è bella, ci sono stato!' ... Inutile precisare che a Camogli non avremo molto tempo per sostare), poi una ragazza in bici si ferma e ci chiede, con entusiasmo, del nostro itinerario. Passiamo per strade tracciate nei campi reincrociando brevemente una Muzza pesantemente ridotta nella portata. Dalla piatta pianura vediamo verso nord le Alpi innevate (montagne lombarde e Monte Rosa), dall'altra le sagome scure degli Appennini. In una Cascina tre educatori/animatori stanno, appunto, animando una schiera di bambinetti (un giorno di lavoro in fattoria): ci corrono incontro, facciamo una foto.
A Borghetto Lodigiano c'è il mercato... È mezzogiorno passato, c'è una fontanella lì vicino e una panchina. Si sta bene al sole: decidiamo, con ottimismo, di fare pausa pranzo. Ci riforniamo al camion-rosticceria dei fritti: calamari, gamberi, pesce e verdure (LILLI) Tutto rigorosamente fritto! E birra (io e Matteo). Il giusto pasto leggero prima della camminata! Non sappiamo che siamo ben sotto la metà del cammino odierno.
Ripartiamo. San Volombano ci accoglie con il maestoso Portone e il castello tanto suggestivo quanto pieno di storia. Petrarca, re e regine passarono di qui. Presto aggiungeranno la targa in marmo del passaggio di Atutticoast! Saliamo sulla collina di San Colombano (praticamente unico dislivello di oggi), e poi tra le vigne per un sentiero sterrato con vista su pianura e Appennini e... Si rompe una stecca del carrellino di Lilli! . Tigota' e' lontano: nessun ma**co do scopa a portata di mano. Matteo fa un accrocchio con cinghie e fascette (l'anno prossimo porterà l'avvitatore elettrico) e, successivamente, troviamo una canna di bambù per 'steccare' il bastoncino rotto. Dal punto più alto salutiamo le Alpi e scendiamo in direzione Appennini (ora decisamente più vicini). Il prossimo paese è Chignolo Po', con il suo bel castello. Sulla lunga e dritta strada principale del paese, io mi immagino come naturale prosecuzione il ponte sul Po. Invece è un nome fake (vorrei promuovere una petizione per cancellare la parola Po): il fiume è in realtà lontanissimo via strada. Provate dalle vesciche (Lilli ed io) dobbiamo affrontare di buon passo strade trafficate con autisti che credono di essere su una pista. Circa 15 km dopo arriviamo sulla massicciata-argine del Po... Finalmente bello e tranquillo, ma dell'acqua non si vede traccia... Sarà a un paio di chilometri di distanza. Il ponte per passare sull'altra sponda è lungo 1,3 km!!. Nel frattempo, mentre il nostro 'preventivo' ci dice che dovrebbero mancare 5 km, Google maps Mi dice Che ne mancano 12! Le vesciche ululuano. Già da un paio d'ore sto camminando con i sandali da mare per non schiacciare il mignolino sofferente. Lilli fa pause per incerottare i piedi!
Arriviamo al crepuscolo all'agriturismo Bacchanalis con luci accese per farci vedere. Un grosso fuoco arde in un campo… mica sarà lì il baccanale ci chiediamo? D
La struttura è deserta ma la sala è tutta apparecchiata, con fiori veri sui tavoli... Inizierà un festino a tarda notte? Speriamo di no...
Portiamo gli zaini in camera e scendiamo a cenare. Musica di 'atmosfera' con canzoni famose rifatte in versione lounge... Molte non le riconosco neanche! Poi risaliamo a fatica fino ai nostri appartamenti...

Photos from Atutticoast's post 02/04/2026

È incredibile quanto il tempo si dilati quando si viaggia, e una giornata contienga eventi, immagini, sensazioni, incontri da riempirci di esperienze e ricordi. È stato un giorno, è stato un cammino finanche vicino a casa, in zone spesso battute in precedenza, eppure tutto per strade nuove e bellissime.
Copio il racconto scritto da Anto a cui aggiungo pochi appunti e le foto.

GIOVEDÌ 2 APRILE
Appuntamento al semaforo di via, Trento alle 8,30 (io e Lilli tardiamo un attimo). Puntiamo su Vignate, con tappa al Baba Yaga: non ci passavo da anni! Il piano superiore è palesemente in stato di abbandono.
Cerchiamo un bagno al piano sotto, al tennis club, ma ci dicono che non possiamo entrare... 'perché c'è la roba... 'Non si fidano del nostro look da vagabondi? O c'è un deposito di 'robba buona' lasciato lì dal vecchio Max?
Proseguiamo per stradine nei campi, compare il giallo della colza. Prima di arrivare alla Muzza passiamo da Settala. Un operatore ecologico con bici fornita di bidone attira la mia (Matteo) invidia, e noi incuriosiamo lui. Si unisce un altro passante che si informa del nostro viaggio.
A Settala abitano Luca e Marina, vecchi amici che passiamo a salutare. C’è Luca che ci offre caffè e merendina... E ci fa anche usare il bagno. Il percorso lungo la Muzza è molto bello, colori, riflessi, centrali elettriche e Cascine. Aironi, ibis sacri, gazette, cormorani, cigni. Verso Paullo primo problema tecnico: a Matteo si rompe un bastoncino. Lilli ha un'idea: può sostituito con un ma**co di scopa! Puntiamo sulla Lidl ma, incredibilmente, non hanno manici di scopa! Io aspetto fuori facendo la guardia ai carrelli e guardando la fauna locale (dopo quella naturale del lungo Muzza): signore che vanno a dare la spesa con i tacchi a spillo, individui pittireschi... Una signora anziana con cappotto bianco, scarpette rosse e cagnolino attacca bottone.
Matteo e Lilli escono dalla, Lidl con un po' di cibo, ma nessun bastoncino. Per fortuna li vicino c'è Tigota' che offre manici di scopa regolabili, robusti e splendidamente fashion! Matteo ne compra uno. Pausa pic nic al parchetto con sostituzione del bastone. La soddisfazione è tale che entro sera, ne acquisterà un secondo. La tappa, grazie a qualche deviazione e a un cancello che ci impedisce un taglio, si rivela più lunga del previsto (sfioreremo i 40). Subito prima di Lodi attraversiamo il bosco del Bel Giardino, area piuttosto selvaggia, con 'morte' (piccoli laghetti un po' paludosi) e vegetazione intricata. Un altro incontro con un signore appassionato di cammini è occasione per una bella chiacchierata, iniziata per rallentarlo (c’erano Anto e Lilli a fare p**ì) ma poi diventata interessante.
Arriviamo a Lodi, passiamo per il centro per procurarci una bottiglia di Ronchedone e, verso le 19, arriviamo da Paola. Ci accoglie a braccia, aperte. Ha una casa molto bella e, sul terrazzo, una coltivazione incredibile di agrumi pieni di frutti (limone, kumquat, mandarino). Dopo la doccia ci aspetta un'ottima cena vegetariana: polenta, formaggi, ratatouille e il capolavoro finale: bianco mangiar con fragole e altra frutta. Matteo ne mangia una quantità industriale. A cena ci sono anche Roberta e Roberta: una, è l'amica storica di Paola, l'altra é sua ospite in questo periodo: è qui per lavorare come ricercatrice, viene da Potenza - con il suo cagnolino). Bella, serata: su parla di cammini, di avventure (e disavventure), di cani abbandonati, salvati e trovati, di uncinetto e di ceramiche.

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