Studio Kaba

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10/12/2014

SE I DENTI SONO SENSIBILI
Molte persone, specialmente tra i 40 e i 50 anni, possono accusare un fastidio
o anche un dolore quando cibi dolci o acidi oppure caldi o freddi vengono a
contatto con le zone del colletto dei denti: i denti sono in pratica diventati
molto sensibili, o per meglio dire, si soffre di un disturbo noto come ipersensi-
bilità dentinale.
Le cause della sensibilità
Il dente diventa sensibile quando la dentina è esposta, cioè non è più ricoperta
dallo smalto o dal cemento e dalla gengiva. In questa situazione, attraverso i
tubuli dentinali (piccole gallerie che percorrono la dentina), l’ambiente orale viene
messo in contatto con il nervo (polpa), che è la parte sensibile del dente, provo-
cando dolore.
I fattori che determinano l’esposizione della dentina e, di conseguenza, la sen-
sibilità, sono molti:
 un errato spazzolamento dei denti insieme all’uso di dentifrici troppo abra-
sivi può provocare l’esposizione della dentina attraverso l’usura dello smalto
(abrasione) e la retrazione del margine gengivale (recessione gengivale);
 l’assunzione frequente di bevande o cibi acidi (spremute di arancia o pom-
pelmo, succhi di frutta, bibite, yogurt) può provocare lesioni dello smalto, spe-
cialmente se li si consuma freddi o prima di coricarsi;
 lo stesso effetto può essere determinato da tutti i disturbi che provocano un
reflusso acido dallo stomaco o dal vomito frequente tipico dei disturbi alimen-
tari (anoressia e bulimia) e della gravidanza.
Valutazione e trattamento
Il dentista può valutare la causa dell’ipersensibilità e proporre la cura più appro-
priata alle varie situazioni.
Molto spesso la cura si basa su semplici raccomandazioni che possono essere
adottate facilmente a casa:
 seguire un corretto programma di igiene orale;
 utilizzare dentifrici poco abrasivi e al fluoro;
 applicare minor forza allo spazzolamento;
 limitare l’assunzione di bevande acide.
Altre volte la cura può richiedere trattamenti con sostanze desensibilizzanti
ad azione topica o terapie restaurative o parodontali che verranno effettuati
dal dentista.

(Liberamente tratto dal sito della Sidp)

23/11/2014

L’ALITO CATTIVO
Liberamente Tratto dal sito della Sidp, Società italiana di parodontologia.

Questo disturbo può interessare chiunque (bambini, adulti, anziani) e può essere motivo di disagio, specie nei rapporti interpersonali. Nella maggior parte dei casi è legato a
1 cattive condizioni della bocca o
2 ad abitudini che possono essere corrette.

Spesso può essere trattato con successo.
1 Se dipende dalla bocca
Igiene orale. La pulizia accurata dei denti è essenziale per evitare l’alitosi.
Un’igiene scarsa non allontana i residui alimentari e favorisce l’accumulo di una
sottile pellicola (placca batterica) sulle superfici dei denti, delle gengive e della
lingua. I batteri utilizzano queste sostanze e producono composti che sono la
causa principale del cattivo odore.

Saliva. L’azione della saliva è importante per mantenere una bocca pulita, quindi tutte le condizioni che determinano la bocca secca (xerostomia) favoriscono l’alitosi.

Malattie orali. Tutte le patologie che colpiscono il cavo orale (gengiviti, paro-
dont**i, carie estese, malattie della mucosa) aumentano l’alitosi. È quindi necessario mantenere in buona salute la propria bocca controllando periodicamente con il dentista lo stato di denti e gengive.

Altre cause. Otturazioni, apparecchi ortodontici e protesi difficili da pulire,
favoriscono l’accumulo della placca e possono causare alitosi.

Alitosi da fattori esterni
 Alimenti. Aglio, cipolla, porri e alcune spezie possono causare odori sgrade-
voli nell’alito fino a 72 ore dopo la loro assunzione.
 Alcol. Le bevande alcoliche sono una causa comune di alitosi.
 Fumo. L’abitudine al fumo di tabacco conferisce all’alito un odore caratteri-
stico e persistente, in parte dovuto a composti volatili solforati.
Se non dipende dalla bocca
Talora l’alitosi può essere causata da patologie infiammatorie come le sinusiti e
le tonsilliti. Anche alcune malattie bronchiali e gastriche possono determinare un
alito cattivo.
L’intervento del dentista
Quando si soffre di questo disturbo la cosa migliore da fare è parlarne con il
dentista che potrà individuare le cause del cattivo odore e aiutare a risolvere il
problema spesso semplicemente con sedute di igiene orale.
NOTE
Questo prodotto editoriale non intende sostituirsi al dentista o al personale sanitario e non può essere usato per eseguire indagini cliniche e per formulare diagnosi su malattie o disturbi.

© 2003 Masson SpA A MediMedia Company

Le particelle di cibo che
restano nella bocca dopo un
pranzo si combinano con i
batteri e provocano l’alitosi
Quando ci si pulisce i denti è
opportuno spazzolare bene
anche il dorso della lingua
dove la placca batterica tende
ad accumularsi.

Consigli pratici
Se non ci sono cause particolari, per evitare l’alito cattivo è sufficiente seguire alcuni semplici accorgimenti:
✸ spazzolare bene i denti, pulire gli spazi tra i denti con l’apposito filo, spazzolare la lingua;
✸ evitare di mangiare cibi che causano un cattivo odore dell’alito (aglio, cipolla e simili);
✸ non fumare si*****te, sigari o p**a.
Consultare il medico generico per le cause di alitosi non di pertinenza del cavo orale.

Photos 24/06/2014

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