Moho Factory
19/11/2021
L'ARCHIVIO PERFORMATIVO (parte 1) /2
Se volessimo partire con una provocazione potremmo dire che ogni cosa è un archivio. Un posacenere è un archivio, così come lo è il nostro pianeta o la nostra galassia. Un qualsiasi accumulo di cose può essere interpretato come un archivio i cui scopi e forme di catalogazione vanno scoperti.
Nelle nostre pratiche di arte partecipata il rapporto con l'archivio è bidirezionale. Per esempio attraverso i laboratori di Costruire il Paesaggio, la scrittura performativa collettiva produce un archivio stratificato di testi che rimane a testimonianza dei momenti che l'hanno prodotto.
Viceversa altre volte, come nell'ultimo laboratorio
, lavoriamo sulla riattivazione di archivi pre-esistenti. Nel caso specifico si trattava di archivi personali, ma la pratica può contemplare ogni tipo di archivio. Le nostre pratiche di arte partecipata infatti vertono non sulla contemplazione dell'archivio stesso, ma sulla sua riattivazione. Qualcuno potrebbe obiettare che questo sia un tradimento dell'identità dell'archivio, qualsiasi esso sia. In realtà non c'è tradimento. L'arte partecipata è una forma d'arte come le altre dove nella pratica le forme vanno p***e e ritrovate, e così nel nostro caso parliamo di archivio sì, ma di archivio performativo. Archivi o microarchivi di scritti, di foto, di oggetti, di ogni cosa. Ma riattivati dai processi performativi e risignificato nella pratica di scrittura. Tutto è potenzialmente performativo. Un archivio performativo non produce una catalogazione passiva, ma produce nuovo senso attraverso un processo creativo collettivo che porta i rituali della performance nella pratica collettiva.
L'archivio (o microarchivio) diventa parte della memoria di gruppo e può generare nuove storie, quindi nuova realtà.
15/11/2021
Sabato é stato il giorno di , un pomeriggio di scrittura performativa a cura di partendo dal libro Promemoria di add editore.
Poche ore per mescolare i propri ricordi nella pratica collettiva. Poche ore per creare un archivio di testi vibranti.
Grazie a tutti per questa bella esperienza a partire da Andrea Montorio, add editore e verso libri, ma soprattutto grazie grazie grazie a Luca, Chiara, Sabrina, Deborah, Angelica.
È solo un arrivederci.
Presto ricche novità su MF.
05/10/2021
Quando abbiamo letto Promemoria di Andrea Montorio, un libro che insegna a costruire archivi dai propri ricordi personali, subito abbiamo pensato che ci sarebbe piaciuto lavorare con quegli archivi, conoscere le persone che avevano intrapreso questo percorso per farli conoscere e metterli in relazione in un workshop tutto per loro. Così abbiamo contattato Andrea e add editore ed è nata
CALL TO PROMEMORIA!
Se hai letto Promemoria scrivi a [email protected]
I primi 8 archivisti a rispondere a questa call avranno l’occasione di partecipare a un pomeriggio attraverso la scrittura performativa.
Lavoreremo sulle immagini e sugli oggetti che avrete selezionato dal vostro archivio.
Li metteremo in relazione per arrivare a costruire un corpus di testi organico.
Risignificheremo reciprocamente gli archivi personali e sperimenterete per un pomeriggio, seppur parzialmente, la pratica artistica di Moho Factory ;-)
(Se non avete letto Promemoria non vi preoccupate, avete ancora tutto il tempo davanti a voi! La call scade infatti il 25 ottobre. Fatevi sotto archivisti!)
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