Daphne Sangalli

Daphne Sangalli

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28/03/2026

Concentrarsi sull’ orgasmo quando si fa Sesso è un po’ come essere dinnanzi ad un banchetto meraviglioso e, anziché godere del magnifico cibo che stiamo gustando, pensare: chissà quando andrò a defecare il tutto...

Daphne Sangalli
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Daphne Vibrante

30/12/2025

Il lavoro che svolgiamo è un intreccio di storie fra la nostra e quella del nostro albero genealogico.
Guardando dall’alto potremmo vedere in ciò che svolgiamo un insieme di stradine che si intersecano finendo tutte in un unico punto che forma la nostra attuale attività.

Amo il mio lavoro?
Talvolta?
Sempre?
Mai?

Si può davvero amare qualcosa di statico come un impiego a cui si aderisce per tutta la vita?

Abbiamo vissuto in prima persona così tante esperienze e abbiamo così tante esperienze nel nostro sangue che finire a fare lo stesso lavoro per anni, decenni, addirittura per tutta la vita è uno spreco.

Bisognerebbe ascoltarsi e modificarsi costantemente nella propria attività o addirittura stravolgere tutto.

Lasciare crollare ciò che deve crollare.
Possibilmente senza finirci sotto.

Avere coraggio di guardare cosa si sta facendo.
Perché.
Come.
Con chi.
Per chi.

Allora non esisterebbe frustrazione lavorativa e, di conseguenza, economica.

Esisterebbe ricerca.
Dubbio.
Passione.
Struggimento.
Osservazione.
Impegno.
Caduta.

Non frustrazione.
Quella che vediamo sui volti di tanti lavoratori.

La frustrazione nasce dall’adeguamento a qualcosa di putrefatto, rancido, usato, privo ormai di qualunque entusiasmo.
Si alimenta di sorrisi finti, tirati, dí emozioni represse che con il tempo si trasformano in sintomi inascoltati, malattie, morte.

Non sempre fisica.
Morte creativa.
Morte dell’anima.
Morte della vita.

Siamo formati da una miriade di colori e sfumature e ci siamo ridotti ad usare una scatola di pastelli usurati dalle abitudini, mordicchiati dalla rabbia del rimanere nelle certezze.

Certezze illusorie.

Colorarsi.
Avere il coraggio di sbavare.
E stupirsi.
Stupirsi di cosa può nascere da una sbavatura.

Saltare con tutti i colori e cadere.
E da quella caduta scoprire nuove prospettive.
Nuove possibilità.

E infine rialzarsi con tutti i propri colori sparsi a terra.

Per accorgersi cosa è nato da quella caduta.

Quale dipinto si è formato?

Nonostante la fragilità.
Nonostante tutto.

Noi siamo creatori di vita, di possibilità, di mondi.

17/12/2025

Dio li fa e poi li accoppia

Una delle frasi più vere e lo ho potuto constatare lavorando con centinaia di coppie.

Nessuna teoria. Tutta pratica, carne, emozioni, parole al vento e talvolta al nulla.

Se vuoi conoscere meglio la persona che hai dinnanzi ascolta cosa lamenta nel partner oppure osserva il partner, senti la sua versione dei fatti.

La verità non è mai da una parte o dall’altra; è una miscela dinamica dei due.

Spesso il problema non è l’amore ma comunicare l’amore, concederselo. In primis a se stessi.

E spesso ciò che si cerca nell’altro non lo si sta concedendo a se stessi.
Ciò che si recrimina all’altro non lo si sta vedendo in noi stessi.

È più facile vedere fuori che dentro perché fuori sembra distante.

Sembra distante ma è pura illusione.

Allora per conoscersi meglio può essere utile guardare meglio ciò che cerchiamo nell’altro; a volte un partner, a volte un amico, a volte un gatto.

Daphne Sangalli

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