LNDC Animal Protection

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03/07/2026

Ci sono luoghi in cui il tempo sembra fermarsi.
Dopo un terremoto, dopo un crollo, dopo una tragedia, resta la polvere. Restano il silenzio, la paura e l’attesa di chi spera ancora di sentire una voce, un richiamo, un segnale.

Ed è lì che entrano loro.
Entrano dove tutto è fragile, instabile, pericoloso. Dove ogni passo pesa. Dove ogni odore può diventare speranza. Dove anche il più piccolo segnale può fare la differenza tra il buio e la vita.

In Venezuela, dopo il terremoto che ha colpito il Paese, Tsunami è diventata uno dei simboli dei soccorsi: una cagnolina instancabile che, accanto al suo conduttore, ha continuato a cercare persone intrappolate sotto gli edifici crollati.
Il suo nome, in questi giorni, è diventato speranza.
Ma Tsunami non è sola.

Ci sono cani che, in ogni parte del mondo, camminano tra macerie, fango, neve e detriti lasciati da terremoti, frane, valanghe e alluvioni.
Cani che non conoscono confini, bandiere, lingue, Paesi o religioni.

Davanti alla sofferenza cercano. Cercano un respiro sotto il cemento. Una presenza dove tutti temono il peggio. Una vita che qualcuno aspetta di riabbracciare.
Li chiamiamo cani da soccorso, unitĂ  cinofile, cani da ricerca. Ma a volte le parole tecniche non bastano a raccontare quello che fanno.

Perché quando un cane entra tra le macerie, continua anche se è stanco e segue un odore quasi impossibile trasformandolo in una possibilità concreta, non sta solo svolgendo un compito.
Sta mettendo tutto se stesso al servizio della vita: il suo fiuto, il suo corpo, il suo coraggio, la sua fiducia nell’essere umano che cammina accanto a lui.

A Tsunami e a tutti i cani che cercano, proteggono e salvano, vogliamo dire grazie.
Grazie per ogni passo fatto dove noi non sapremmo andare.
Per ogni speranza riaccesa nel momento piĂą buio.
Per ogni famiglia che, grazie a voi, ha potuto stringere di nuovo qualcuno tra le braccia.

Ci sono momenti in cui il coraggio non fa rumore.
Ha quattro zampe. Segue una traccia invisibile. E continua a cercare finché c’è ancora una vita da salvare.

Photos from LNDC Animal Protection's post 01/07/2026

Il Senato ha approvato il DDL 1552 sulla caccia, già ribattezzato “DDL Sparatutto”.

80 voti favorevoli.
56 contrari.
2 astenuti.

Ma dietro quei numeri ci sono nomi, cognomi e precise responsabilitĂ  politiche.

Dalla lista dei votanti favorevoli emerge con chiarezza chi ha scelto di sostenere questo provvedimento: 52 senatori di Fratelli d’Italia, 16 della Lega, 7 di Forza Italia, 4 di Civici d’Italia / Noi Moderati / UDC / MAIE e 1 delle Autonomie.

Questa maggioranza ha votato sì a un testo che non tutela la fauna selvatica, non protegge la biodiversità, non rende più sicuri i cittadini e non risponde a un’esigenza del Paese reale.

Risponde, invece, a una precisa visione politica: quella che continua a considerare gli animali selvatici come bersagli, la natura come terreno di conquista e la caccia come un privilegio da estendere, rafforzare, normalizzare.

Noi non accettiamo che tutto questo passi sotto silenzio.

Chi ha votato sì deve assumersi pubblicamente la responsabilità del proprio voto. Perché non si può parlare di tutela dell’ambiente e poi sostenere un provvedimento che consegna ancora più spazio alla lobby venatoria.

Ora il testo passa alla Camera. Ed è lì che questa battaglia deve diventare ancora più forte.

Ai Deputati diciamo una cosa chiara: fermate questo scempio. Non votate una legge che tradisce gli animali selvatici, indebolisce la tutela della natura e porta il Paese nella direzione sbagliata.

Gli animali non possono leggere quei nomi.
Noi sì.
E li ricorderemo.

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