Spazio student ASAP

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30/05/2022

🌎IL CLIMATE SOCIAL CAMP VA IN TOUR!

⛺️Dal 25 al 29 Luglio a Torino si terrà il Climate Social Camp, un campeggio che nasce insieme al Meeting europeo di Fridays for Future e che vuole essere uno spazio di convergenza, confronto, elaborazione di pratiche ed idee politiche in ambito ecologico-sociale. Uno spazio da costruire e da attraversare insieme in quanto singolə e realtà organizzate, collettivi, comitati, reti ed organizzazioni.

📍 QUINTA TAPPA: MILANO

📆Il 1 giugno ospiteremo a Milano la presentazione del climate social camp per costruire insieme le giornate del camp, elaborando il discorso dal basso, alla luce di opinioni, idee e percorsi differenti.

⏱Ci vediamo mercoledì 1 giugno a ECOLAB alle 18.00 insieme alle compagnə di torino

🎶🍺 A seguire aperitivo e Dj Set

💚Ci vediamo mercoledì 1 giugno alle 18.00

15/02/2022

🔴 FUORI ENI DALL'UNIVERSITÀ 🔴

👉 "Fuori Eni dall'Università" era questo lo slogan con cui già due anni fa denunciavamo le infiltrazioni del colosso del fossile nelle accademie italiane tramite la campagna EniOut

🏭 Oggi si torna a parlare di questo tema, è infatti arrivata la notizia che Eni e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca hanno firmato alla presenza della Rettrice Giovanna Iannantuoni, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, e dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, un accordo di ricerca congiunta (Joint Search Agreement - JRA), della durata di cinque anni per l’avvio di una collaborazione strategica su progetti di ricerca di comune interesse, in ambiti legati alla transizione energetica.

🖋️ In particolare, l’accordo definisce 6 ambiti di ricerca: fusione magnetica, batterie, geotermia e idrogeologia, applicazioni ambientali, caratterizzazione e modellazione geo-bio-idro-chimica e sanificazione e igienizzazione degli ambienti con tecnologie al plasma.

🤝Per Eni, la collaborazione rappresenta un nuovo e importante passo verso l’ulteriore rafforzamento della propria leadership tecnologica nella transizione energetica e si inserisce nella volontà dell’azienda di accrescere il proprio network con le Università.

La Rettrice dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Giovanna Iannantuoni, ha dichiarato: «Questo accordo di ricerca congiunta si inserisce in un processo di profondo cambiamento nel rapporto tra mondo accademico e mondo delle imprese. Le università, negli ultimi anni, hanno compreso di dovere abbandonare le proprie torri d’avorio, aprendo le porte dei laboratori e centri di ricerca, condividendo i saperi e le idee, in un dialogo serrato e proficuo con il sistema produttivo. Il nostro ateneo ha intrapreso questa rivoluzione culturale declinandola attraverso le attività di trasferimento tecnologico e terza missione. Una strategia fondamentale per dare avvio a progetti di ricerca che possano contribuire all’innovazione e al progresso della società».

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: «La varietà tecnologica rappresenta la strada maestra per affrontare la transizione energetica nei molteplici ambiti in cui occorre intervenire per abbattere le emissioni. E per Eni è lo strumento chiave per arrivare alla completa decarbonizzazione di processi industriali e prodotti nell’ambito della propria strategia, un percorso concreto per il quale abbiamo già compiuto passi importanti. In questo senso, le collaborazioni con il mondo scientifico e con le eccellenze accademiche, come l’Università di Milano-Bicocca, sono per noi imprescindibili per progredire ulteriormente a livello tecnologico e per fare sistema a livello Paese».

👀 Più che una "rivoluzione culturale" come la definisce la Rettrice Iannantuoni è l'ennesimo passo per una "sottomissione culturale" al Mercato.
Usciere dalla torre d'avorio sarebbe anche giusto, ma per andare dove?
Per mettersi al servizio delle imprese che grazie a questi progetti possono usufruire degli spazi e delle intelligenze di un Università pubblica per garantirsi prodotti di ricerca profittabili sul mercato.
Questa è la direzione non solo dell'università Bicocca, ma di tutte le Accademie e delle scuole, che si conformano alle direttive del PNRR per ricevere finanziamenti, che però andranno a gonfiare solo le tasche delle multinazionali senza un effettivo beneficio per chi studia e chi lavora nel mondo accademico.
Ormai, quella che sarebbe una scelta ovvia, sembra un'utopia: e se quei soldi li investissimo direttamente nell'Università, nella ricerca e nella scuola per rilanciare un sapere libero dai vincoli di mercato? Per garantire un lavoro a quei migliaia di giovani che sono costretti a emigrare per fare ricerca?

27/01/2022

🥤UN MARE DI...PLASTICA 🥤

Uno studio appena pubblicato dell'Environmental investigation agency ci fornisce un po' di numeri utili per comprendere l'entità del danno causato dalla produzione e la dispersione di plastica nell'ambiente:
"Il peso totale stimato di tutti i pesci nell'oceano è attualmente di circa 700 milioni di tonnellate. Entro il 2025, ci saranno circa 250 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. Entro il 2040 potrebbero essere quasi 700 milioni di tonnellate, ed entro il 2050 il peso della plastica probabilmente supererà di gran lunga il peso di tutti i pesci in ogni oceano della terra.
La quantità di plastica presente in alcuni ecosistemi è così alta da rivaleggiare con la quantità di materiale organico.
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare la maggior parte dei rifiuti di plastica sono completamente invisibili. Il famigerato Great Pacific Garbage Patch, una massa di 1,6 milioni di km2 di rifiuti di plastica nel nord del Pacifico, non è un'isola di bottiglie o altro materiale di dimensioni visibili, ma è un turbine di frammenti di micro-plastiche.
Circa il 92% di tutta la plastica negli oceani è microplastica (frammenti di dimensioni inferiori a 5 mm) che si sono scomposti da detriti più grandi, si calcola che nelle sole acque superficiali siano presenti circa 51 miliardi di micro-plastiche, di queste una parte finiscono direttamente nei nostri piatti di pesce , dato che si stima che l'85% del pesce che mangiamo sia contaminato.
Per leggere il report completo:https://eia-international.org/wp-content/uploads/2022-EIA-Report-Connecting-the-Dots-SPREADS.pdf

*Nel grafico in basso i nove confini planetari. Nel 2015, il confine planetario per l'inquinamento chimico è stato modificato introducendo nuove voci, tra cui l'inquinamento causato dalla plastica. Almeno quattro dei confini sono già stati attraversati: cambiamento climatico, perdita della biodiversità, cambiamento del sistema suolo e cicli biogeochimici alterati (fosforo e azoto). Fonte: Lewandowski et al. (2018)

23/01/2022

🔴EMERGENZA SMOG IN LOMBARDIA🔴

👉 Pm2,5: 10mila i decessi prematuri all’anno in Regione.

Oltre 10mila decessi prematuri legati all’esposizione a Pm2,5 in Lombardia nel 2019. Un conto tragico elaborato da OpenPolis sui dati della European environmental agency, Agenzia europea per l’ambiente secondo cui «l’inquinamento atmosferico è la principale causa di morte e malattia in Europa». Il particolato sottile è un killer subdolo: particelle di diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro, capaci di penetrare in profondità nel sistema respiratorio. Le morti premature in Europa sono state 307 mila nel 2019. In Italia, il record va alla Lombardia, con tre province ai primi posti. Con 127 morti premature ogni 100mila abitanti, Cremona è maglia nera in Italia, 40esima posto in Europa. Seguono Brescia e Mantova con 123 decessi ogni 100mila abitanti. Se si guarda ai numero assoluti, Milano è prima in Lombardia con 3.466 morti.
Non è un caso che il covid-19 è stato più letale in queste zone più che in altri luoghi nella pen*sola, infatti il virus si è diffuso in una popolazione dove le malattie legate al sistema respiratorio sono frequenti a causa del forte smog.
L'inquinamento atmosferico è una piaga in tutta la pianura padana, non possiamo più accettare di vivere in una camera a gas ed esser sempre più esposti a malattie, bisogna agire subito, come si è fatto con l'emergenza pandemica, bisognerebbe adottare misure che puntino alla riduzione del particolato, come ad esempio favorire l'uso dei mezzi pubblici chiedendone la gratuità, moltiplicare le piste ciclabili, bloccare a fasi alterne quei settori dell'industria maggiormente responsabili di emissioni inquinanti

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