Msgr. Piero Marini

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18/04/2024

18.IV.2005

Photos from Msgr. Piero Marini's post 24/03/2024
Photos from Msgr. Piero Marini's post 18/01/2024

18 gennaio 2000 – 18 gennaio 2024.

Il 18 gennaio 2000 il Santo Padre Giovanni Paolo II aprì la Porta Santa della Patriarcale Basilica Ostiense con un rito dal forte sapore ecumenico per la presenza attiva al momento del rito dell’apertura di Sua Eminenza Athanasios di Helioupolis e Theira delegato del Trono Costantinopolitano e di Sua Grazia George Carey Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana. Per l’occasione fu concepito un nuovo piviale di colore giallo-oro (o paglierino che dir si voglia) e la relativa mitra, primi elementi di quello che sarebbe divenuto un parato pontificale completo in seguito denominato “Palatino”.
A seguire il successivo 22 aprile 2000, durante la Veglia Pasquale il Santo Padre rivestì la casula relativa a questo piviale e la mitra sostitutiva della prima, che continuarono il parato; infine il tutto fu perfezionato con le due dalmatiche e stole per i diaconi indossate nella celebrazione delle canonizzazioni del 21 maggio 2000.

La menzionata sostituzione della mitra fu perché Mons. Segretario Particolare la ritenne senza ragione alcuna eccessivamente pesante e quindi mi fu chiesto di rimuovere la gemmatura quale presunta responsabile. Preferii ovviamente agire secondo il criterio consueto e confezionarne gratuitamente un’altra molto simile ma senza gemme che prese il posto della prima nel novero del parato palatino giallo oro. Mons. Segretario Particolare in seguito si dichiarò soddisfatto: “ecco, vedi, questa proprio leggera” ancorché la sostituta pesasse in realtà quattro grammi in meno della sostituita … potenza dell’autosuggestione !

Dopo la celebrazione pasquale del 22 aprile in Sacrestia Pontificia si notò che c’erano due stole uguali di questo medesimo parato e Monsignor Maestro me ne chiese ragione; gli esposi l’ovvio, una era attinente al piviale e una alla casula – a dire il vero le avevo intenzionalmente confezionato identiche perché, ben conscio della leggerezza degli addetti al Sacrario Apostolico, se pure avessero sostituito distrattamente l’una con l’altra non ne sarebbe sorto grave inconveniente – ma Monsignore la pensava in modo diametralmente opposto che cioè se ne avessero viste due uguali appunto allora sarebbero entrati in confusone e così mi restituì quella della casula, pure indossata dal Santo Padre, stabilendo che una stola sarebbe bastata per i due paramenti, piviale e casula.

Il 18 gennaio 2000 il Santo Padre indossò pure e per la prima volta il razionale detto “della Visitazione”, opera insieme tessile e di oreficeria, sintesi di tessuti, agrimani, gemme ed elementi di metallo dorato, utilizzato in seguito per tredici volte l’ultima delle quali fu il 31 dicembre 2003 nella Patriarcale Basilica Vaticana in occasione del Te Deum di fine anno.

Un ricordo, riemerso a distanza di ventiquattro anni, è fonte d’un petit divertissement: il periodo era quello immediatamente successivo all’apertura della Porta Santa di San Pietro, con le roventi polemiche ancora caldissime sul Manto Giubilare vivacemente policromo creato per quella storica occasione, che tanto mosse gli animi ad esprimer opinioni le più disparate. Un Monsignore di Curia, evidentemente della tifoseria pro-Decima, così mi apostrofò con icastica espressione: “ qui non capiscono niente ! Bada a me, tu devi fare i paramenti del Papa color pisciolino e caccarella, pisciolino e caccarella, perché a quelli sono abituati !”. Presi alla lettera il prudente consiglio, e la fodera del piviale originariamente pensata in amaranto fu variata in un bel bronzo chiaro, assai evocativo. La tinta della seta del piviale rimase quella prevista, color paglierino, e l’abbinata era fatta.

Monsignor Segretario Particolare infatti si complimentò con Monsignor Maestro: “questi belli, no come Natale, tu fatto bene cambiare”.
Rispose: “Si, l’hanno fatto le stesse persone”.
(Silenzio).

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