Carlo Salvemini

Carlo Salvemini

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14/06/2026

SUL FISCO SERVE CORAGGIO.

Oggi sul Corriere della Sera c’è la conferma: da anni le forze progressiste hanno smesso di parlare di politica fiscale. Per paura.
Anche per questo oggi si divide sulla patrimoniale.

Il fisco non è un tabù. È giustizia. È il tema che riguarda tutti.

In Italia le diseguaglianze sono un fatto oggettivo:
la povertà in aumento non è solo una statistica:
l’IRPEF la pagano per l’80% dipendenti e pensionati;
chi vive di rendite e capitali contribuisce una frazione.

Solo il fisco riduce davvero le diseguaglianze.
È con il fisco che paghiamo la sanità quando ci ammaliamo, le scuole per i nostri figli, le pensioni di domani.
Se non funziona, lo paghiamo tutti. In pronto soccorso, in classe, alla fine del mese.

Serve mettere mano su nodi tecnici che FMI, OCSE e UPB indicano da anni. Come?

Partendo dai fatti, non dalle etichette.
Catasto, rendite, eredità e spese fiscali: è qui che si gioca l’equità.

C’è un Catasto da aggiornare, fermo
al 1989.
La villa a Cortina paga come 40 anni fa.

Ci sono spese fiscali da rivedere.
600 agevolazioni, 60 mld l’anno. Molte anacronistiche e inique: stessa detrazione per chi compra la prima casa e per chi compra la villa da 2 milioni. Stessa cedolare per chi affitta un monolocale e per chi ha 15 appartamenti.

Ci sono rendite tassate meno del lavoro.
Chi vive di affitti e investimenti paga meno di chi lavora. E la finanza speculativa deve contribuire.

Occorre che grandi patrimoni trasferiti in eredità aiutino la collettività.
Oggi chi lavora ogni mese paga più di chi riceve milioni in un giorno.

Serve disincentivare chi specula.
Oggi conviene tenere gli appartamenti vuoti perché paghi meno tasse, mentre chi ha solo la prima casa paga e lavora.

Insomma: chi lavora paga troppo, chi possiede paga troppo poco. Serve riequilibrare.

La patrimoniale si può fare qui: su catasto, rendite, eredità.

Il dibattito tra noi c’è. Ed è giusto che ci sia.
Ma a un certo punto bisogna scegliere:
diversamente tutto finisce per restare com’è.
Riprendiamoci la politica fiscale.
Senza paura.

04/06/2026

I favolosi anni ‘60
e
i favolosi 60 anni
sono la stessa cosa?

Nel dubbio mi festeggio!

30/05/2026

PRESTITO ALLA LUPIAE: OPERAZIONE AD ALTO RISCHIO

Nei giorni scorsi ho dedicato due video alla delicata operazione finanziaria del prestito da 1,4 milioni di euro concesso dal Comune alla Lupiae Servizi.

Ho ritenuto doveroso informare i cittadini, spiegando in modo semplice i rischi e le criticità che, a mio avviso, emergono dagli atti.

Mercoledì questo tema è approdato in Consiglio comunale nell'ambito della discussione sulle variazioni di bilancio.

La Sindaca ha difeso la scelta dell'Amministrazione, escludendo che vi siano particolari rischi per il Comune e confermando la volontà di proseguire lungo questa strada.

Prendo atto di questa posizione.
Resta però agli atti una valutazione politica diversa.

Il mio compito era informare, porre domande e chiedere prudenza nell'interesse del Comune e della stessa Lupiae.

Era mio dovere farlo. E continuerò a farlo ogni volta che saranno in gioco gli equilibri finanziari della città.

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