Eda Kulja Tour
23/10/2019
IPOGEO PALMIERI
L'ipogeo "Palmieri" è un' eccezionale esempio di architettura funeraria di età messapica della città di Lecce. Si trova in Via Palmieri, all'interno del cortile di uno dei numerosi Palazzi nobiliari che costellano il centro storico, palazzo Guarini.
L'intera struttura è ricavata direttamente nel banco di roccia calcarea, scavato a circa 3 metri di profondità dal piano di calpestio, il cui accesso era scandito da un un lungo corridoio dotato di scala (dromos), che veniva adeguatamente chiuso da lastre di pietra solo dopo la deposizione funeraria.
Ai lati del vano di ingresso, in origine intonacato e dipinto di rosso, si possono ammirare due fregi di eccezionale fattura: uno rappresenta scene di battaglia tra greci e barbari, l’altro un elegante fregio con motivi vegetali.
La cerimonia funeraria prevedeva che il corpo del defunto, adeguatamente ornato di gioielli e avvolto nel sudario, fosse trasportato lungo il dromos fino ad essere depositando nello spazio a lui riservato ed accanto agli altri familiari.
Erano ambienti di medie dimensioni, alle quali si accedeva da una porta con architrave, sorretta da pilastri sormontati da capitelli ionici, ornati da elementi vegetali e animali. Le pareti dovevano essere decorate da stucchi di vari colori, tendenzialmente a imitazione delle più costose lastre di marmo.
Il vano funerario in cui si svolgevano le funzioni, era quello davanti alla scala, e li sotto era depositato il corpo di un antenato guerriero circondato da oggetti legati al rango di appartenenza.
La cerimonia culminava con il pianto e il lamento tormentato, unito alle offerte a suffragio del defunto.
La straordinaria scoperta è da collocare durante il Settecento, ad opera della stessa famiglia che, proprio in quel luogo, aveva deciso di intraprendere la costruzione dell'abitazione.
Durante gli scavi per la fondazione della casa, alcuni operai scoprirono i blocchi di ingresso dell’antico sepolcro, già precedentemente depredato. Una volta ripuliti gli ambienti e considerata la natura stessa del clima dell’ipogeo, decisero di destinarne l'uso a cantina, abbassando il piano dei vani sotterranei di più di un metro e lasciando comunque inalterata la struttura principale, senza allargare la cubatura della struttura che ne avrebbe irrimediabilmente modificato l’originale testimonianza di questo luogo.
Fonte Testo: F.D’Andria, Messapia Illustrata, Congedo editore.
Fonte Foto: Italab Ibam Cnr Lecce, storienogastronomiche.it
25/09/2019
L’immobile denominato Ospedale dello Spirito Santo ( Porta Rudiae ) costituisce uno dei pochi, se non l’unico, esempio di architettura civile con destinazione ospedaliera del periodo rinascimentale a Lecce.
Fondato da Giovanni D’Aymo nell’anno 1392 sul modello dell’ospedale viterbese di S.Maria in Gradi quando era vescovo di Lecce Antonio da Viterbo. La nuova opera pia sostituì una precedente dedicata a S.Giovanni Battista e fu affidata ai Padri Predicatori. Nel 1548, dopo varie e contrastanti vicissitudini che avevano coinvolto nella gestione l’Università cittadina, il vecchio edificio medievale divenuto fatiscente ed inidoneo ai bisogni della comunità, fu quasi del tutto abbattuto e ricostruito sui disegni di G.Giacomo Dell’Acaya. L’architetto, che in quegli anni si trovava in città, era impegnato oltre che come amministratore (Rettore) dello stesso ospedale anche come sovrintendente ai lavori di ampliamento della cinta urbana e del castello. Nel corso dei secoli l’Ospedale si arricchì di lasciti e donazioni da parte di molti malati e di elargizioni liberali fatte da nobili famiglie leccesi tanto da divenire il più ricco e accorsato nosocomio cittadino. Una importante serie di interventi riferibili fra il 1845 e il 1880 sono quelli progettati dall’ing. O. Torsello, improntati a ragioni di natura prettamente funzionale, ragioni di igiene, di illuminazione. A questo periodo è ascrivibile l’inserimento e la sistemazione dell’orologio sulla facciata che iniziò a far sentire i suoi rintocchi il 7 settembre 1872; orologio che fa parte della rete di 4 orologi da torre ideati dall’abate Giuseppe Candido tra il 1868 e il 1874 attivati elettricamente da un unico pendolo meccanico.
Nel primo ventennio del XX sec con la nascita del nuovo Ospedale cittadino “Vito Fazzi” l’antico nosocomio cambiò destinazione e divenne sede per la visita di leva, prima, e successivamente una parte fu assegnata al Monopolio di Stato quale sede della Manifattura Tabacchi, che vi ha operato fino a circa trenta anni fa. Dal 2011 l’immobile è sede istituzionale della Sbeap Lecce.
Fonti testo:sabap-le.beniculturali.it
Fonti foto: salentoacolori.it
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