Casteeelli Romani
28/02/2026
ERA PROPRIO LEI !
Simbolo ancora una volta del primato di Roma che questa volta anticipa la Marina Inglese di qualche millennio.
L'ancora romana a ceppo mobile.
rinvenuta nel maggio del 1930 grazie allo svaso iniziato nel 1928 lasciò il mondo dell'ingegneria nautica senza parole.
🏛️ Prima di questa scoperta, il modello era noto universalmente come tipo ammiragliato, perché introdotte per la prima volta proprio dalla marina inglese in seguito al decreto di quell'Ammiragliato nel 1852.
Il ritrovamento nel lago di Nemi ha però dimostrato che i Romani avevano già perfezionato questa tecnologia con 1.800 anni di anticipo.
L'impatto scientifico fu tale che, nel 1938, il Ministero della Marina riconobbe ufficialmente il primato tecnologico antico, definendo formalmente questi reperti come ancore romane.
Lunga circa 5 metri, questa imponente ancora faceva parte dell’equipaggiamento delle navi.
La sua struttura è un capolavoro di tecnica:
Un' anima in ferro e un rivestimento in legno, armata con un massiccio ceppo sempre in ferro, dove è presente un'iscrizione che riporta il peso dell'oggetto, una pratica che testimonia l'estrema precisione amministrativa e tecnica dei cantieri navali imperiali.
Il ceppo mobile permetteva di ripiegare l'ancora per facilitarne lo stivaggio.
Una soluzione che si credeva inventata solo nel XVIII secolo.
🔥 Testimone e Sopravvissuta
Oltre al suo valore tecnico, questa ancora porta con sé un’eredità di resilienza. È una delle poche meraviglie scampate al disastroso incendio del 31 maggio 1944, che distrusse gran parte dei reperti del Museo. Oggi è qui per raccontarci non solo la scienza applicata per la costruzione delle navi di Caligola, ma anche la forza della nostra storia, sopravvissuta alle fiamme per giungere fino a noi.
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