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26/03/2026

Le uova del Venerdì Santo: leggenda, mistero… e vita

In Francia, nelle campagne, si racconta da secoli una storia affascinante…

Le uova deposte il Venerdì Santo non marciscono.
Non vanno a male.
Restano intatte nel tempo, come se qualcosa le proteggesse.

Un’antica credenza dice che queste uova custodiscano una forza speciale, legata a un giorno sospeso tra morte e rinascita.

Ma c’è una leggenda ancora più intensa…

Si narra di una madre che, disperata per il figlio gravemente malato, prese il rosso di uno di queste “uova sacre” e glielo fece assaggiare, come ultimo gesto d’amore.

E da quel momento… qualcosa cambiò.
Lentamente. Silenziosamente.
La vita tornò.

Miracolo?
Fede?
Simbolo?

Forse non importa.

Perché l’uovo, da sempre, rappresenta proprio questo:
la vita che resiste,
la rinascita,
il mistero che non ha bisogno di essere spiegato.

E forse il vero segreto è qui:
a volte la vita riconosce la vita.

Buona Pasqua da Multiverso

Photos from Multiverso shop's post 09/02/2026

Quando l’Oriente incontrò la Grecia: il volto del Buddha nasce da un dialogo

Il 20 luglio del 356 a.C. nasce Alessandro Magno.
La storia lo ricorda come grande conquistatore, ma una delle sue eredità più profonde è meno evidente: l’incontro tra la cultura greca e il Buddismo, un dialogo che ha cambiato per sempre il volto della spiritualità e dell’arte.

Dopo la vittoria contro il sovrano indiano Paurava (Poro) sul fiume Idaspe, le armate macedoni non portarono solo armi e strategie, ma idee, domande, visioni del mondo. In quelle terre – tra l’attuale Afghanistan, Pakistan e India del Nord – nacquero regni greco-battriani e indo-greci dove Oriente e Occidente iniziarono a contaminarsi.

I “sapienti nudi” e la libertà interiore

Durante il suo viaggio in India, Alessandro entrò in contatto con asceti e maestri spirituali che i Greci chiamavano gimnosofisti, i “sapienti nudi”.
Uomini liberi da beni, ruoli e convenzioni, la cui imperturbabilità ricordava più Diogene che il suo maestro Aristotele.

Quell’incontro non lasciò indifferenti i Greci. Alcuni di loro abbracciarono apertamente il Buddismo, portandolo fino ai vertici del potere.

Re greci e cuore buddista

Il più famoso fu Menandro I, protagonista del Milinda Pañha, un dialogo filosofico tra il re e il monaco Nāgasena.
Un testo che parla di identità, impermanenza, sofferenza e risveglio, ancora oggi fondamentale nel pensiero buddhista.

La pratica di questi sovrani ellenistici colpì persino l’imperatore Aśoka, che ne ammirava la philanthropia, l’amore per l’umanità.

Filosofia greca e Buddismo: echi profondi

Anche la filosofia greca ne fu influenzata. Pensatori come Pirrone lo Scettico, al seguito di Alessandro, entrarono in contatto diretto con il pensiero orientale.
Concetti come l’atarassia – l’assenza di turbamento – ricordano da vicino il nirvana: la liberazione dalla sofferenza e dal desiderio.

Il volto del Buddha nasce in Grecia

Ma l’influenza più visibile fu artistica.

Prima dell’incontro con il mondo greco, il Buddismo era aniconico: il Buddha non veniva rappresentato in forma umana, ma evocato attraverso simboli come l’albero del risveglio, le impronte dei piedi, la ruota del Dharma.

È dopo il contatto con la cultura ellenistica che il Buddha assume un volto umano.
E quel volto porta chiaramente l’impronta iconografica della Grecia.

Proporzioni armoniche, panneggi simili alle toghe, posture classiche, volti sereni modellati sulla scultura greca: nasce così l’arte del Gandhara, dove la spiritualità indiana prende forma attraverso lo sguardo estetico ellenico.
Persino figure come Vajrapāṇi vengono raffigurate come Eracle, simbolo di forza e protezione.

Un esempio monumentale di questa fusione furono i Buddha di Bamiyan, distrutti nel 2001: non solo statue, ma simboli di un incontro tra civiltà.

Noi di Multiverso crediamo che ogni simbolo, ogni statua, ogni pratica spirituale porti con sé una storia di dialogo e contaminazione.
Il Buddha che riconosciamo oggi nasce proprio così:
dall’incontro tra Grecia e Oriente, tra filosofia e silenzio.

19/01/2026

Yoga: da pratica antica a rituale moderno

Oggi lo yoga è ovunque: palestre, studi, app, YouTube…
Ma lo yoga non nasce come ginnastica: è una pratica antichissima, nata in India migliaia di anni fa, legata alla ricerca di equilibrio tra corpo, mente e spirito.

Un po’ di storia :

Lo yoga affonda le sue radici nelle tradizioni spirituali dell’India e si è sviluppato nei secoli come percorso di disciplina, meditazione e consapevolezza.
Tra i testi più noti che hanno aiutato a “dare forma” allo yoga c’è lo Yoga Sutra di Patanjali, che parla di yoga come mente calma, centrata, lucida.

E come è arrivato in Occidente?

La diffusione in Occidente è cresciuta soprattutto tra fine ‘800 e ‘900, grazie a maestri e studiosi indiani che iniziarono a viaggiare e insegnare in Europa e negli Stati Uniti.
Con il tempo, lo yoga si è trasformato anche nel suo linguaggio: in Occidente ha preso più spazio la parte fisica, le posizioni (asana) e il benessere del corpo…
ma l’anima della pratica resta sempre la stessa: respirare, ascoltarsi, rientrare in sé.

Oggi lo yoga è diventato un ponte tra mondi:

una disciplina del corpo
una pratica di calma mentale
un percorso personale (per chi lo sente)

E forse è proprio questo il suo segreto: lo yoga non chiede perfezione, chiede presenza

Da Multiverso trovi piccoli strumenti per creare il tuo angolo di pratica e trasformarlo in un rito quotidiano:
incensi e resine,
cristalli per meditazione e centratura,
oli essenziali,
campane tibetane e oggetti di ispirazione orientale,
cuscini per meditazione (zafu)
Tappeti antiscivolo
e tanto altro.

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