Simone D'Angelo

Simone D'Angelo

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09/06/2026

A volte ritornano, e di solito non è mai una bella sorpresa. Se le indiscrezioni sul futuro dell'aeroporto di Genova venissero confermate, l'ipotesi di vedere Pietro Piciocchi alla guida del Colombo avrebbe quasi del paranormale. Dopo aver allontanato Enrico Musso – colpevole di aver risanato i conti e rilanciato lo scalo, ma colpevole soprattutto di essere considerato troppo indipendente – la destra si prepara a rimettere in pista l'uomo di fiducia di Bucci e Rixi.

Evidentemente i risultati economici non contano nulla di fronte alla necessità di avere qualcuno di politicamente allineato per controllare la delicata fase di privatizzazione dell'aeroporto. Farebbe sorridere, se non ci fosse da piangere, che per un ruolo così strategico si ritorni a fare il nome di chi ha guidato una stagione amministrativa che ha lasciato al Comune di Genova enormi problemi finanziari ancora aperti.

Paroli, Bucci e Rixi dovrebbero spiegare ai genovesi nell'interesse di chi stanno giocando questa partita a scacchi: di certo non della città. E se questa “provocazione” servisse a preparare il terreno per un'autocandidatura dello stesso Paroli alla guida dello scalo, passeremmo da una tragedia, fatta di fantasmi del passato, all’ennesima farsa.

05/06/2026

La verità sui conti della sanità ligure è venuta a galla e smentisce le frottole ascoltate in questi mesi: la Giunta Bucci ha dovuto approvare un atto d'urgenza che certifica un disavanzo drammatico di 119,9 milioni di euro. Crolla così la loro narrazione rassicurante, gli "appena 19 milioni": il buco reale è sei volte superiore e ci porta a un passo dal commissariamento a metà anno.

La pezza che stanno provando a mettere è persino peggiore del danno: useranno i fondi complementari del PNRR, togliendo risorse preziose che dovevano migliorare i servizi sul territorio, per tappare i debiti. Nel frattempo, i cittadini pagano il prezzo di questo collasso, tra Pronto Soccorso in tilt e la beffa di case di comunità lasciate vuote di personale.

Bucci e la sua maggioranza hanno una fretta evidente e vogliono correre al voto in Consiglio già martedì prossimo per nascondere il disastro. Non faremo sconti. Insieme a tutte le forze di opposizione siamo pronti a una dura battaglia in aula per difendere il diritto alla salute dei liguri.

02/06/2026

Ottant'anni fa, il 2 giugno 1946, l'Italia sceglieva definitivamente il proprio destino, lasciandosi alle spalle le macerie della dittatura e della guerra. Per la prima volta nella storia del nostro Paese, tutte e tutti insieme, con il suffragio universale, abbiamo scritto una pagina nuova.

Democratica, perché fondata sulla sovranità del popolo e sul lavoro. Antifascista, perché nata dal sacrificio della Resistenza e dai valori di libertà impressi nella nostra Costituzione. Donna, perché furono proprio i volti, la partecipazione e i voti delle donne a battezzarla e a renderla finalmente completa.

Questa è la nostra Repubblica. Un patrimonio di diritti, uguaglianza e giustizia sociale da difendere, custodire e far vivere ogni giorno, strada per strada.

Buon 2 Giugno a tutte e a tutti.

27/05/2026

La destra ha scelto di votare contro un ordine del giorno che chiedeva una cosa semplice: garantire davvero il diritto alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in Liguria, potenziando i centri pubblici, riducendo le liste d’attesa e attivando - come annunciato - la PMA eterologa nel sistema sanitario regionale. Una scelta immotivata e profondamente sbagliata, che dice a tante coppie che il loro percorso non è una priorità e che certifica la distanza enorme che esiste ancora tra il diritto formale e l’accesso reale alle cure.

Eppure il problema è sotto gli occhi di tutti. Nella nostra regione, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà economiche spingono sempre più coppie ad avere figli in età avanzata. Dal 1° gennaio 2025 la Procreazione Medicalmente Assistita è entrata ufficialmente nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), diventando un diritto garantito dallo Stato. Ma in Liguria gravi ritardi e carenze organizzative fanno dilatare i tempi di attesa fino a provocare una vera e propria espulsione dal sistema pubblico delle donne che superano i limiti di età prima ancora di essere prese in carico.

Il risultato è inaccettabile: la possibilità di accedere alle cure finisce per dipendere dalle disponibilità economiche delle persone, costringendo molte coppie a rivolgersi al privato o a spostarsi fuori regione. Così la possibilità di costruire una famiglia rischia di trasformarsi in una drammatica questione di censo.

Per questo avevo presentato quell’ordine del giorno: per chiedere la piena attuazione dei LEA, il rafforzamento del sistema pubblico e un accesso più equo alle cure. La destra ha deciso di bocciarlo.

Noi continueremo a portare avanti questa battaglia dentro e fuori il Consiglio regionale, dando voce a tutte le famiglie liguri che oggi chiedono soltanto una cosa: non essere lasciate sole.

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