RetroZena
26/09/2021
Lettere a Genova 💌
Per i foresti: “Fermati un po’, piccone, ti rubo un mattone, un pezzo di poesia del piano di Picca... pietra.”
La “lettera a Genova” che vi proponiamo oggi è tratta dalla canzone “Piccon dagghe cianin”, che rievoca la demolizione di Piccapietra, di cui già vi abbiamo parlato.
Ne restano ancora alcuni segni: guardate ad esempio questo palazzo di Galleria Mazzini il cui portone secondario su via dei Cebà è rimasto, per così dire, “sospeso in aria” all’altezza di dove sorgeva prima la strada.
In una strofa l’autore, Gino Pesce, rivolge al piccone la preghiera di infliggere colpi meno forti, dal momento che, oltre a pietre e muri, sta colpendo anche il suo cuore.
18/09/2021
In giro per Genova 📍
A guardarla oggi, Piccapietra sembra essere così da sempre: torri di ferro e vetro traboccanti modernità e zeppe di uffici, tra cui anche quelli de
Eppure dovete sapere che qui, fino agli anni ‘50, sorgeva quello che la guerra e i travolgimenti urbanistici di inizio Novecento non avevano cancellato.
La vecchia Piccapietra, la porta Aurea e le sue botteghe di marmisti, scultori e fabbri che contribuirono a darle il nome che ancora oggi ha.
Oggi la piazza così com’è fa parte della nostra quotidianità di genovesi. Ci permettiamo solo un appunto: quante storie (e quanta storia) sono cadute sotto i colpi dei picconi!
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Indirizzo
Piazzale Giovanni Battista Resasco 1
Genova
16137