Dott.ssa Rachele Bindi - Psicoterapeuta
13/02/2026
Nei miei percorsi di psicogenealogia parlo spesso degli “attrattori di memoria” (da altri vengono definiti anche “oggetti transgenerazionali”, “oggetti fantasma” o “oggetti connettori”) sono oggetti materiali appartenuti agli antenati che conservano, caricano e trasmettono memorie emotive, segreti, traumi o ruoli familiari inconsci.
Questi oggetti agiscono come ancore simboliche, mantenendo viva una storia non elaborata finché qualcuno non la riconosce e la libera.
Uno dei principali attrattori di memoria sono le foto di antenati. Spesso ritraggono persone scomparse prematuramente, non nominate o dimenticate, in cui i discendenti possono riconoscere tratti familiari o con cui possono instaurare un dialogo interiore.
Nelle consulenze psicogenealogiche si lavora con le foto di famiglia, io preferisco quelle di antenati che non sono stati conosciuti.
Ti piacerebbe che ti parlassi degli altri attrattori di memoria? Scrivimelo nei commenti!
{nel podcast Narrati Familiari ti racconto di romanzi in cui rintraccio anche questo concetto di psicogenealogia, se vuoi ascoltarlo trovi il link in bio}
23/11/2025
Questo libro si sarebbe meritato una foto migliore, ma ne ho scattate decine senza riuscire a convincere Platone ad uscire dall’inquadratura, quindi mi sono arresa 😂
Una storia bellissima e un graphic memoir che rende giustizia ai temi psicogenealogia che toccano l’autrice.
Avrei preferito il titolo originale “Feeding ghosts” ma apprezzo che sia stato mantenuto sotto l’adattamento.
Bellissime le citazioni in esergo (che non spoilero qui) e l’indice fatto come il vecchio gioco della campana (così lo conosco io ma chissà come si chiama fuori Toscana 🤔).
Tra le molte suggestioni di cui parlerò meglio in Narrati Familiari Podcast, c’è il collocare la storia della famiglia in quella della Cina (Paese delle origini). Abbiamo mai pensato a dove si colloca la storia della nostra famiglia?
Ho apprezzato tantissimo anche la citazione del dottor Bessel van del Kolk con le sue ricerche sul trauma:“essere traumatizzati significa continuare a organizzare la vita come se il trauma fosse ancora in atto, immutato e immutabile “
Non posso che consigliare la lettura di questa storia, io corro a mettere in ordine gli appunti per la puntata 🎙️
27/09/2025
“Eterno studente, perché la materia di studio sarebbe infinita e soprattutto perché so di non sapere niente” canta Guccini.
Mi piace approfondire, mi diverte cercare i fili rossi che legano tra di loro i significati e adoro mettere in discussione le certezze. Lo studio mi è compagno, da sempre.
Per questo anche quando ripropongo un laboratorio di libroterapia non si tratta mai di una replica: non leggeremo gli stessi romanzi e non dirò le stesse cose. Perché spesso, tra una edizione e la successiva, ho incontrato un nuovo pensiero, fatto una riflessione su una nuova lettura. Ed inevitabilmente questo movimento continuo interiore fa muovere anche ciò che propongo alle persone che scelgono di fare un percorso con me.
Parte una nuova edizione di Narrati familiari, il laboratorio di libroterapia con taglio psicogenealogico. La locandina è nella seconda immagine.
Una delle letture che arricchiscono questa nuova edizione è “Il romanzo genealogico” di Rossana Chianura, che ho molto apprezzato per gli spunti dati dalle interessanti analisi dei testi.
Nel laboratorio faremo una piccola introduzione teorica e poi leggeremo storie di famiglie, rifletteremo sull’impatto che la famiglia ha su ognuno di noi e proveremo a riconoscere i principali meccanismi delle narrazioni familiari.
Per chi già ha un abbonamento annuale al mio podcast omonimo c’è un piccolo sconto 💜
.mimesis
26/09/2025
Alejandro Jodorowsky Prullansky è un drammaturgo, regista, attore, compositore e scrittore cileno naturalizzato francese. Nacque a Tocopilla, una località costiera del Cile settentrionale, il 17 febbraio 1929. Nel 1953 si trasferì a Parigi, dove nove anni più tardi fondò con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento teatrale Panico. Jodorowsky è stato allievo ed assistente di Marcel Marceau, fino ad arrivare ad esserne il più stretto collaboratore.
Jodorowsky negli anni ‘60 entra in contatto con una guaritrice messicana, Pachita e sopratutto con Leonora Carrington, che lo introduce al mondo del Tarocco.
Jodorowsky, profondamente affascinato da quelle che lui chiamerà “le maghe” della sua vita, elabora una forma d’arte che abbia come fine la guarigione. La chiama “Psicomagia”. Per mezzo di quello che egli chiama “atto effimero”, propone all’interlocutore un gesto da realizzare, in apparenza privo di logica, ma in realtà carico di un dirompente impatto emotivo che lo porterà a vedere e percepire la propria realtà da un altro punto, diverso e nuovo. In seguito, l’interlocutore, realizzando il gesto proposto dallo psicomago, spezzerà la quotidianità con i suoi problemi e il suo personale vissuto, per arrivare a una nuova percezione del problema stesso.
Qualche anno più tardi, la psicomagia lo porterà alla psicogenealogia, che lui però chiamerà Metagenealogia. Nel testo “Metagenealogia: la famiglia, un tesoro e un tranello” scritto insieme a Marianne Costa, leggiamo: ʺTutti siamo marcati, per non dire contaminati, dall’universo psicomentale dei nostri antenati. Così, molti individui, fanno propria una personalità che non è la loro, ma che proviene da uno o più membri della loro cerchia affettiva. Nascere in famiglia è in qualche modo essere posseduti e tale possessione si trasmette di generazione in generazione. La persona stregata si converte in stregone, proiettando sui figli ciò che prima era stato proiettato su di lei, a meno che non acquisti consapevolezza di tale funzionamento, rompendo il circolo vizioso ʺ.
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