Steam Butterfly

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Susanna Antichi
Susanna Antichi
Siena 53031

29/08/2024

Ho un canale Twitch. Per ora faccio live in cui gioco a videogiochi particolari, insieme a Irene Emme, coinvolgendo gli "spettatori". Mi piacerebbe anche usarlo per parlare di scrittura, intervistare gli autori, fare lezioni in diretta, ma per farlo, il canale deve crescere.
Quindi, se muori dalla voglia di aiutarmi, iscriviti al mio canale su Twitch: si chiama SteamButterfly.
Ti aspetto! Vieni questa sera a vedere di cosa si tratta 💜 ti ringrazio di cuore.

SteamButterflies - Twitch 03/07/2024

Ciao! Io e Irene abbiamo aperto un canale twitch in cui proviamo i giochi, ma parliamo anche di scrittura, editing e magari intervistiamo pure. È tutto in divenire, vi spammo il nostro nick, anche se poi non ve ne frega una mazza, mettete il follow per favore, anche se non vi va e condividete per favorissimo è gratis, non vi costa un tubo! 🤣 ➡️ https://Twitch.tv/steambutterflies ⬅️

SteamButterflies - Twitch Due farfalle a vapore, due editor (di testi), due coach (di autori), due grammar n**i... - Eh, ma quante siete, in otto?? - No! Due, 2! - Due e due, quindi 4? - NO, zio banana, solo DUE!

Photos from Steam Butterfly's post 04/10/2022

ANNAFFIARE O INNAFFIARE? 🐼
Entrambe le versioni sono corrette, perché entrambe sono nate nello stesso periodo: il Medioevo. Hanno la stessa origine e sono arrivate intatte sino a oggi, ma, se proprio vogliamo essere precisi, la lingua moderna predilige la versione "annaffiare".

La derivazione di tali vocaboli è semplice: innaffiatoio/annaffiatoio, cioè lo strumento con cui si dà l'acqua alle piante, ma da un certo momento in poi, dal 1863 circa, la versione "innaffiatoio" è stata abbandonata, in favore della versione "annaffiatoio" e di conseguenza del verbo "annaffiare".
Tu dici annaffiare o innaffiare?

Photos from Steam Butterfly's post 28/09/2022

"GRAMMAR N**I, s. m. e f. inv. (iron.) Chi ha la fissazione della correttezza linguistica, senza risparmiare agli altri correzioni e osservazioni pedanti."

Questa è la definizione che ci dà la Treccani del suddetto termine coniato dalle persone che commettono errori nell'esprimersi e non amano essere corrette. Premetto che se proprio si vuole entrare a gamba tesa nella vita sintattica delle persone, sarebbe carino farlo in privato, con gentilezza.

Detto ciò, in questi giorni pensavo a una cosa e voglio fare una riflessione con voi. Noi studiamo le lingue straniere, la loro grammatica e ci informiamo ovviamente anche sulla pronuncia. Cerchiamo di non sbagliare, facciamo magari esami per conseguire attestazioni per il nostro grado di preparazione in quella lingua. Va tutto benissimo, conoscere una o più lingue straniere fa di noi cittadini del mondo, se non fosse che poi, della nostra di lingua, non ce ne importa nulla.

Lo sanno anche i muri che l'apostrofo tra "un uomo" non ci va, lo sanno anche le pietre che si dice "al lavoro" e non "a lavoro", eppure continuiamo a sbagliare, come se fossero cose di poco conto. Ma perché secondo voi mettiamo tanto impegno nelle lingue straniere, e al contempo mortifichiamo la lingua italiana?
Conosco persone che studiano il giapponese, con i suoi kangi difficilissimi, e che tuttavia in italiano sbagliano i congiuntivi. E perché odiamo tanto essere corretti nella nostra lingua? Perché chiediamo addirittura come si pronunciano le parole straniere, per essere impeccabili, ma ci offendiamo se ci correggono la pronuncia della nostra lingua madre?
Ci avete mai pensato?

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