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Photos 22/03/2017

MIGRANTI & TERRORISMO
Non è la prima volta.

MIGRANTS & TERRORISM
It is not the first time.

Russia has officially identified 3 routes of Illegal ISIS Oil to Erdogan’s Government 02/12/2015

Secret Services Russian dance on Turkey

Russia has officially identified 3 routes of Illegal ISIS Oil to Erdogan’s Government As expected, Vladimir Putin's retaliation against Erdogan's folly is "swift, cold and unexpected". Turkey’s leadership, including President Erdogan and his family, is involved in illegal oil trade ...

Mobile uploads 05/07/2015

PUTIN VICTORY ON UE
GREECE GO TO RUSSIAN

For Putin it would be an enormous geopolitical victory to get Greece as an ally; the biggest geopolitical victory since conquering Ingermanland from Sweden so that they could build St. Petersburg there 300 years ago. That victory gave Russia an access to the Mediterranean sea.

Mobile uploads 19/05/2015

LICENZIAMENTO GIUSTA CAUSA
L. 104/92

CASSAZIONE sez. Lavoro n. 8784 del 30.04.2015

Permessi ex lege 104/1992: licenziabile chi ne fruisce per finalità diverse dall’assistenza

E’ legittimo il licenziamento disciplinare del lavoratore che usufruisce dei permessi ex lege 104/1992 per finalità diverse dall’assistenza al familiare disabile.

E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione, sez. lavoro, con la sentenza 30 aprile 2015 n. 8784.

Nella caso di specie, il lavoratore aveva richiesto un giorno di permesso retribuito per soddisfare esigenze puramente personali, che niente avevano a che vedere con l’assistenza.

I giudici di legittimità hanno affermato che, nel caso specifico, non ha alcun rilievo il tipo di assistenza che il lavoratore deve prestare in concreto, quanto piuttosto l’effettiva utilizzazione del permesso.

Secondo la Cassazione la circostanza, sostenuta dal lavoratore a sua discolpa, di aver effettivamente utilizzato alcune ore del permesso retribuito per assistere la madre, non vale a cambiare i termini della questione dato che comunque il permesso è stato utilizzato per scopi diversi da quelli per i quali era stato riconosciuto.

Ciò che rileva, nella fattispecie, è il particolare disvalore sociale di tale condotta che finisce con il porre a carico della collettività dei costi per soddisfare esigenze personali.

Inoltre, rimarca la Corte, un simile comportamento costringe il datore di lavoro a dover riorganizzare il lavoro costringendo altri dipendenti a un maggiore impegno nella prestazione lavorativa.

Determinante, tuttavia, ai fini del licenziamento è che tale condotta è idonea a compromettere il rapporto di fiducia con il datore di lavoro ponendo in dubbio la futura correttezza dell’adempimento della prestazione lavorativa.

A nulla vale il rilievo della mancata affissione del codice disciplinare, ai fini della correttezza del relativo procedimento.

Infatti, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte “in materia di licenziamento disciplinare, il principio di necessaria pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti non si applica nei casi in cui il licenziamento sia irrogato per sanzionare condotte del lavoratore che concretizzano violazione di norme penali o che contrastano con il cosiddetto “minimo etico””.

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