Albergo Ristorante Sicomoro

Albergo Ristorante Sicomoro

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11/03/2026
11/03/2026

Riapertura Domenica 15, a presto!

16/05/2025

Ciao Giuliano, una ragazza che è diventata da poco guida ambientale ci ha proposto questa attività per domenica a Equi Terme. Casomai avessi ospiti durante questo weekend puoi proporla, è aperta a tutti. Fammi sapere entro domani alle 12 che almeno la avverto. Trovi maggiori informazioni su https://casavinicia.it/un-pomeriggio-fra-erbe-ed-unguenti-con-elisa/

🔵 4. Fontana Medicea
(English version in the comment)

La Fontana Medicea è il monumento simbolo della presenza fiorentina a Fivizzano. I lavori per la costruzione della fonte pubblica risalgono alla prima metà del secolo XVI. Fu infatti nel 1648 che la Comunità Fivizzanese riconosceva a Terenzio Fantoni, che ricoprì alte cariche giuridiche, politiche e militari nel Governo del Granducato di Toscana, il merito dell’interessamento generoso e fattivo alla costruzione del monumento, attraverso i fondi che furono ricavat presso il Granduca, “dalle entrate dell’appalto degli stracci”. Nei sette anni di governo di Alfonso Maria Bracciolini, furono portati a termine i lavori di edificazione della fontana e della condotta idrica, ma fu nei quattro lustri di permanenza a Fivizzano del Governatore Lelio Buzzi che fu terminato il primo ramo dell’acquedotto, che dalle vicinanze del Castello della Verrucola conduceva l’acqua fino al pozzo di decantazione, presso il Convento di San Francesco. Non fu sicuramente un’impresa facile portare a termine l’opera, come conferma l’epigrafe latina della lapide, posta nel lato nord-est della fontana. Il carrarese Jacopo Toschini scolpì la vasca in arenaria, i delfini e le conchiglie in marmo che la ornano, lo scoglio e la scalinata. I grossi blocchi di pietra estratti dalla cava di Sassìna furono portati in loco mediante lizzatura e furono lavorati in piazza, mentre una cancellata in ferro battuto fu posizionata ai piedi della gradinata in modo da impedire agli animali di avvicinarsi, lasciando, invece, libero accesso alle persone attraverso piccole aperture. Dalla cava di Sassìna furono portati anche i dodici pezzi di pietra che servirono per realizzare il grottesco, disegnato da Stefano Lemmi, da porre dentro la fonte. Iniziata durante il governo del Granduca Ferdinando II ed ultimata sotto suo figlio Cosimo III, la fontana poté entrare finalmente in funzione nel 1682. La monumentale opera fivizzanese nel corso dei secoli ha progressivamente assunto un’importanza e un valore che vanno al di là della forma architettonica e della qualità artistica. La fontana è diventata ormai un’“icona” della Città di Fivizzano. 16/05/2025

🔵 4. Fontana Medicea (English version in the comment) La Fontana Medicea è il monumento simbolo della presenza fiorentina a Fivizzano. I lavori per la costruzione della fonte pubblica risalgono alla prima metà del secolo XVI. Fu infatti nel 1648 che la Comunità Fivizzanese riconosceva a Terenzio Fantoni, che ricoprì alte cariche giuridiche, politiche e militari nel Governo del Granducato di Toscana, il merito dell’interessamento generoso e fattivo alla costruzione del monumento, attraverso i fondi che furono ricavat presso il Granduca, “dalle entrate dell’appalto degli stracci”. Nei sette anni di governo di Alfonso Maria Bracciolini, furono portati a termine i lavori di edificazione della fontana e della condotta idrica, ma fu nei quattro lustri di permanenza a Fivizzano del Governatore Lelio Buzzi che fu terminato il primo ramo dell’acquedotto, che dalle vicinanze del Castello della Verrucola conduceva l’acqua fino al pozzo di decantazione, presso il Convento di San Francesco. Non fu sicuramente un’impresa facile portare a termine l’opera, come conferma l’epigrafe latina della lapide, posta nel lato nord-est della fontana. Il carrarese Jacopo Toschini scolpì la vasca in arenaria, i delfini e le conchiglie in marmo che la ornano, lo scoglio e la scalinata. I grossi blocchi di pietra estratti dalla cava di Sassìna furono portati in loco mediante lizzatura e furono lavorati in piazza, mentre una cancellata in ferro battuto fu posizionata ai piedi della gradinata in modo da impedire agli animali di avvicinarsi, lasciando, invece, libero accesso alle persone attraverso piccole aperture. Dalla cava di Sassìna furono portati anche i dodici pezzi di pietra che servirono per realizzare il grottesco, disegnato da Stefano Lemmi, da porre dentro la fonte. Iniziata durante il governo del Granduca Ferdinando II ed ultimata sotto suo figlio Cosimo III, la fontana poté entrare finalmente in funzione nel 1682. La monumentale opera fivizzanese nel corso dei secoli ha progressivamente assunto un’importanza e un valore che vanno al di là della forma architettonica e della qualità artistica. La fontana è diventata ormai un’“icona” della Città di Fivizzano.

🔵 6. Palazzo Cojari
(English version in the comment)

Affacciato sulla Piazza Medicea, è stato albergo e cambio di posta, ospitò nel 1832 il Granduca di Toscana Leopoldo II, che dichiarò Fivizzano “Città nobile” nel 1848. Il Palazzo è frutto dell’unione di almeno tre edifici preesistenti, nel contesto delle trasformazioni e ristrutturazioni che interessarono Piazza Medicea e gli edifici che vi si affacciavano fra il XVI e il XVIII secolo. La ristrutturazione potrebbe risalire alla metà del Seicento, ad opera della nobile famiglia dei Gargiolli-Malaspina, mentre un secondo intervento nel secolo successivo, ha permesso anche l’aggiunta di un balcone sopra il portale d’ingresso. Quest’ultimo intervento è opera dell’illustre famiglia Cojari, originaria della vicina frazione di Soliera, probabilmente discendenti da una famiglia di conciatori (conjari o cojari). Nel 1850 apre il Caffè Elvetico, fondato da emigrati svizzeri del cantone dei Grigioni, trasferitisi poi in America nel 1909. La comunità elvetica ebbe anche un suo cimitero poco lontano dal principale camposanto fivizzanese: appartenendo alla religione evangelica non potevano essere sepolti nel cimitero cattolico. 
Palazzo Cojari diviene alla fine dell’Ottocento un albergo, in attività per oltre cinquant’anni ed è l’unico edificio della piazza a mantenere il mezzanino dopo il terremoto del 1920, sostituendo la gronda in legno tipicamente fiorentina con un cornicione in muratura.

Per gentile concessione del Comune di Fivizzano.
Ricerche in archivio e testi: Francesco Leonardi Responsabile Ufficio Cultura e Biblioteca Civica. 16/05/2025

🔵 6. Palazzo Cojari (English version in the comment) Affacciato sulla Piazza Medicea, è stato albergo e cambio di posta, ospitò nel 1832 il Granduca di Toscana Leopoldo II, che dichiarò Fivizzano “Città nobile” nel 1848. Il Palazzo è frutto dell’unione di almeno tre edifici preesistenti, nel contesto delle trasformazioni e ristrutturazioni che interessarono Piazza Medicea e gli edifici che vi si affacciavano fra il XVI e il XVIII secolo. La ristrutturazione potrebbe risalire alla metà del Seicento, ad opera della nobile famiglia dei Gargiolli-Malaspina, mentre un secondo intervento nel secolo successivo, ha permesso anche l’aggiunta di un balcone sopra il portale d’ingresso. Quest’ultimo intervento è opera dell’illustre famiglia Cojari, originaria della vicina frazione di Soliera, probabilmente discendenti da una famiglia di conciatori (conjari o cojari). Nel 1850 apre il Caffè Elvetico, fondato da emigrati svizzeri del cantone dei Grigioni, trasferitisi poi in America nel 1909. La comunità elvetica ebbe anche un suo cimitero poco lontano dal principale camposanto fivizzanese: appartenendo alla religione evangelica non potevano essere sepolti nel cimitero cattolico. Palazzo Cojari diviene alla fine dell’Ottocento un albergo, in attività per oltre cinquant’anni ed è l’unico edificio della piazza a mantenere il mezzanino dopo il terremoto del 1920, sostituendo la gronda in legno tipicamente fiorentina con un cornicione in muratura. Per gentile concessione del Comune di Fivizzano. Ricerche in archivio e testi: Francesco Leonardi Responsabile Ufficio Cultura e Biblioteca Civica.

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Fivizzano

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00
Domenica 09:00 - 14:00