Angelo Greco

Angelo Greco

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04/07/2026

Esporre una bandiera di pace o di solidarietà è, in linea di principio, una forma di manifestazione del pensiero tutelata dall’art. 21 della Costituzione. E questo vale anche per le dichiarazioni di matrimonio, per quanto le pubblicazioni in comune siano di certo meno rischiose. Ciò non significa, però, che siano lecite le modalità con cui viene realizzata la protesta. Se, per appendere il vessillo, una persona sale sul tetto, su un comignolo o su una guglia senza autorizzazione, può andare incontro a diverse responsabilità.
Il reato più frequente è la violazione di domicilio (art. 614 c.p.), se l’accesso avviene introducendosi abusivamente nelle parti dell’edificio non aperte al pubblico, ad esempio un cortile. Tra parentesi: un anno fa la Cassazione ha condannato per il reato di violazione di domicilio un uomo che era entrato nel cortile di un condominio per curiosità, senza essere ospite di nessuno, anche se a piedi.
Se durante l’azione vengono danneggiati tegole, antenne, pannelli fotovoltaici, comignoli o altre parti dell’edificio, si risponde anche del reato di danneggiamento. Se invece la protesta provoca l’intervento dei Vigili del Fuoco, la chiusura di strade o l’interruzione di servizi, possono aggiungersi reati come l’interruzione di pubblico servizio o, nei casi più gravi, il procurato allarme.

04/07/2026

STA NASCENDO UN NUOVO ORDINE MONDIALE
Questa volta il campo di battaglia non è la terra, il mare o il cielo: è l’intelligenza artificiale.

Photos from Angelo Greco's post 04/07/2026

Può un dipendente decidere, in sostanza, quanto deve essere aumentato il proprio stipendio? È questo il paradosso che emerge dalla vicenda degli adeguamenti retributivi della magistratura.

I magistrati hanno impugnato i criteri con cui il Governo aveva calcolato gli aumenti per il triennio 2018-2020, ottenendo ragione prima davanti al TAR e poi al Consiglio di Stato. In esecuzione di tali pronunce, il MEF ha dovuto rivedere il coefficiente di adeguamento dal 4,85% al 6,22%, con un costo stimato di quasi 200 milioni di euro, pari a circa 16.000 euro medi per magistrato.

Il problema, però, non riguarda soltanto questo triennio. Gli stessi criteri sono stati contestati anche per il periodo 2021-2023 e potrebbero incidere su quello 2024-2026. L’effetto cumulativo, considerando il meccanismo di rivalutazione progressiva delle retribuzioni e l’aumento dell’inflazione, potrebbe arrivare fino a circa un miliardo di euro.

L’aspetto più discusso è istituzionale. Le controversie sono state decise dalla giustizia amministrativa, cioè da magistrati chiamati a pronunciarsi sulla legittimità del sistema di determinazione degli stipendi della stessa categoria. Sebbene ciò avvenga nel rispetto delle regole previste dall’ordinamento e dei principi sull’indipendenza della magistratura, il risultato alimenta il dibattito sull’opportunità di un meccanismo nel quale chi appartiene a una categoria può ottenere, attraverso decisioni giudiziarie, effetti economici che ricadono sulla finanza pubblica.

Resta ora il problema delle coperture finanziarie: le somme dovranno essere reperite nella prossima legge di bilancio, con un impatto diretto sui conti dello Stato e, quindi, sui contribuenti.

Photos from Angelo Greco's post 03/07/2026

Il reso online non sarà più davvero “gratuito”.

Dal 1° luglio è entrata in vigore una novità destinata a incidere profondamente sul commercio elettronico: il dazio pagato all’importazione per i pacchi provenienti da Paesi extra UE e di valore inferiore a 150 euro non è più recuperabile quando il consumatore restituisce la merce per semplice ripensamento.

La modifica è prevista dal Regolamento delegato (UE) 2026/1022 della Commissione europea e impedisce di annullare la dichiarazione doganale dopo lo svincolo della merce nel caso di reso volontario o di mancato ritiro.

Ciò significa che, se il cliente acquista un prodotto, lo riceve e poi decide di restituirlo perché non gli piace o non lo vuole più, il prezzo del bene potrà essere rimborsato, ma il dazio versato all’ingresso nell’Unione europea resterà definitivamente acquisito.

Il rimborso dei dazi continua invece a essere possibile soltanto in due ipotesi:

• quando il dazio è stato applicato in eccesso o non era dovuto;
• quando la merce è difettosa o non conforme al contratto.

La novità riguarda soprattutto le grandi piattaforme di e-commerce extra UE, come Shein e Temu, che negli ultimi anni hanno fatto delle politiche di reso estremamente favorevoli uno dei principali strumenti di fidelizzazione dei clienti.

Per il momento il costo del dazio non ricade direttamente sul consumatore finale, ma sul venditore o sulla piattaforma. Tuttavia, è ragionevole attendersi una revisione delle politiche commerciali: resi gratuiti più limitati, finestre temporali più brevi, costi aggiuntivi o un incremento dei prezzi per compensare i maggiori oneri.

Il paradosso è evidente: il consumatore restituisce il prodotto e viene rimborsato, ma il sistema ha comunque incassato un dazio su una vendita che, di fatto, non si è mai perfezionata.

La stagione dei resi illimitati e senza costi potrebbe essere arrivata a un punto di svolta.

02/07/2026

Ti squilla il telefono. È l’ennesimo call center che vuole farti cambiare fornitore di luce o gas con una scusa.

Ma lo sapevi che da oggi, se non rispettano regole precisissime, quel contratto è letteralmente carta straccia?
.billoo

02/07/2026

AFFITTO E CONDOMINIO: CHI PAGA COSA? ECCO COME EVITARE LITIGI E SFRATTI

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