Simplius

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Photos from Simplius's post 26/05/2026

📌 Basta un errore nella disdetta per bloccare uno sfratto?

Molti pensano di sì.
Ma una recente sentenza del Tribunale di Napoli ha chiarito un principio molto importante: conta soprattutto la reale scadenza del contratto, non il semplice errore materiale nella comunicazione.

⚖️ In questo caso:
• la disdetta conteneva una data errata;
• il contratto aveva clausole poco chiare;
• l’inquilina sosteneva che lo sfratto fosse inefficace.

Eppure il Tribunale ha ricostruito la vera scadenza della locazione e confermato il rilascio dell’immobile.

👨‍⚖️ Attenzione però:
il Giudice ha anche valutato la situazione concreta dell’inquilina, concedendo più tempo per lasciare la casa.

Questa sentenza ci insegna una cosa fondamentale:
la sostanza spesso vale più degli errori formali.

💬 Ti è mai capitata una situazione simile?
Scrivicelo nei commenti.

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Photos from Simplius's post 23/05/2026

📱 Un messaggio WhatsApp può evitare una sanzione disciplinare?

Secondo il Tribunale di Udine… sì.

Una lavoratrice aveva comunicato via WhatsApp il prolungamento della propria assenza per motivi di salute, inviando anche la documentazione medica al referente aziendale.

L’azienda però aveva deciso comunque di contestare l’assenza come “ingiustificata”, applicando una sospensione disciplinare di due giorni.

Ma il Tribunale ha annullato tutto.

Perché?

Perché il referente:
✔ aveva letto i messaggi;
✔ aveva risposto;
✔ aveva rassicurato la lavoratrice;
✔ aveva organizzato le sostituzioni sul lavoro.

Secondo il Giudice, conta la sostanza concreta dei rapporti lavorativi e non il semplice formalismo delle procedure interne.

Se il datore riceve la comunicazione, la comprende e si organizza di conseguenza, non può poi fingere che “non valga nulla”.

Una decisione molto importante in un’epoca in cui aziende e lavoratori comunicano ogni giorno tramite chat, vocali e smartphone.

⚖️ Tribunale di Udine, Sez. Lavoro, sentenza n. 167 del 13 aprile 2026.

Ricorda:
anche un messaggio WhatsApp può avere valore legale.

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Photos from Simplius's post 20/05/2026

📌 L’INPS può davvero chiedere agli eredi di restituire somme percepite dal pensionato?

Non sempre.

Nel caso affrontato davanti al Tribunale di Cosenza, l’INPS aveva richiesto oltre 19 mila euro agli eredi di una pensionata, sostenendo l’esistenza di un indebito pensionistico.

Ma il Giudice del Lavoro ha chiarito un principio molto importante:

⚖️ senza prova del dolo del pensionato, il debito non può essere trasferito automaticamente agli eredi.

In altre parole:
non basta un semplice errore amministrativo o un ricalcolo dell’INPS per chiedere soldi ai familiari.

Serve la prova di un comportamento fraudolento.

📄 Tribunale di Cosenza – Sez. Lavoro
Sentenza n. 2447/2024 R.G.
20 maggio 2026

Una decisione importante per tante famiglie che ricevono richieste economiche improvvise dopo la perdita di un proprio caro.

Ricorda: non ogni richiesta dell’INPS agli eredi è legittima.

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Photos from Simplius's post 16/05/2026

Quando una buca NON basta per ottenere il risarcimento

Cadere su un marciapiede dissestato non significa automaticamente avere diritto al risarcimento.

La Corte di Cassazione ha ricordato un principio molto importante: anche il comportamento del pedone può incidere in modo decisivo sulla responsabilità del Comune.

Nel caso esaminato, la buca era:
✔ visibile
✔ illuminata
✔ evitabile con normale prudenza

Inoltre, il pedone stava attraversando fuori dalle strisce, nonostante fossero presenti poco più avanti.

Per questo motivo i giudici hanno ritenuto che la condotta del cittadino fosse sufficiente a interrompere il nesso tra la strada dissestata e il danno subito.

Cosa significa in pratica?
Che nelle cause contro il Comune diventano fondamentali:
📸 fotografie del luogo
💡 condizioni di illuminazione
📏 posizione e dimensioni della buca
🚶 comportamento del pedone
📑 ricostruzione precisa della dinamica

Non basta dimostrare che esisteva una buca: bisogna provare che il pericolo non fosse evitabile con normale attenzione.

⚖️ La strada, infatti, può diventare soltanto “occasione” dell’incidente se il comportamento del cittadino è considerato imprudente.

📌 Cass. Civ., Sez. III, Ordinanza n. 4335/2026.

Ricorda: la prudenza può cambiare completamente l’esito di un processo.

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