Studio Legale Avv. Antonio Rizzo
08/05/2023
Banche: la sentenza che restituisce le case all’asta a tutti i debitori Pignoramenti immobiliari tutti bloccati: con la nuova pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione il giudice deve valutare se il decreto ingiuntivo è stato emesso sulla base di clausole abusive contrarie ai diritti del consumatore.
25/11/2021
L’INPS, con il Messaggio n. 4131 del 24.11.2021, ha fornito indicazioni circa l’estensione del termine di pagamento per le cartelle di pagamento notificate dall’Agente della riscossione nel periodo dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 di ulteriori 150 giorni dalla notifica, rispetto ai 60 giorni ordinariamente previsti, senza l’applicazione di ulteriori somme aggiuntive. Ciò comporta che prima di tale termine, l’Agente della riscossione non potrà dare corso all’attività di recupero del debito iscritto a ruolo. Mentre invece, ha specificato l’INPS, per gli avvisi di addebito (di cui all’articolo 30 del decreto-legge n. 78/2010 e cioè il recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’INPS) resta fermo il termine di 60 giorni dalla notifica per il pagamento di quanto richiesto nel medesimo avviso.
Cartelle di pagamento, estensione del termine di pagamento L’INPS, con il Messaggio n. 4131 del 24.11.2021, ha fornito indicazioni circa l’estensione del termine di pagamento per le cartelle di paga
14/07/2021
La Corte Suprema di Cassazione, con ordinanza n. 16154 del 9 giugno 2021, ha ribadito il seguente principio di diritto: “in materia di atti abdicativi di diritti del lavoratore subordinato, le rinunce e le transazioni aventi ad oggetto diritti del prestatore di lavoro previsti da disposizioni inderogabili di legge o di contratti collettivi, contenute in verbali di conciliazione conclusi in sede sindacale, non sono impugnabili, a condizione che l’assistenza prestata dai rappresentanti sindacali sia stata effettiva, così da porre il lavoratore in condizione di sapere a quale diritto rinunci e in quale misura”.
Conciliazione in sede sindacale, verbale inoppugnabile dalle parti La Corte Suprema di Cassazione, con ordinanza n. 16154 del 9.6. 2021, ha ribadito il seguente principio di diritto in tema di conciliazione
24/03/2021
Ecco una delle prime sentenze del Tribunale del Lavoro nell'ipotesi di lavoratori (in questo caso dipendenti di due RSA - case di riposo) che rifiutano di vaccinarsi invocando l'art. 32 Cost. che impone la vaccinazione obbligatoria solo se prevista dalla legge. Ma il datore di lavoro invoca l'art. 2087 cc: l'obbligo del datore di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità dei lavoratori e la necessità di salvaguardare la salute degli ospiti delle RSA che sono considerate persone particolarmente fragili per l'età e lo stato di salute. Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Belluno legittima l'imposizione di ferie forzate e/o sospensione dal lavoro e dalla retribuzione ai dipendenti che rifiutano di vaccinarsi.
Covid: Niente stipendio senza il vaccino, decisione di un giudice - Veneto Dieci operatori di due case di riposo nel Bellunese avevano rifiutato la somministrazione. All'indomani del rifiuto erano stati messi in ferie forzate e sottoposti alla visita del medico del lavoro. (ANSA)
05/03/2021
L’INAIL, con la Nota operativa 1 marzo 2021, ha fornito chiarimenti circa l’applicabilità della tutela assicurativa al personale infermieristico in caso di rifiuto di sottoporsi al vaccino anti covid-19 analizzando il caso di un ospedale di Genova in cui alcuni infermieri avevano rifiutato di vaccinarsi nonostante la sollecitata raccomandazione del datore di lavoro:
"il rifiuto di vaccinarsi, configurandosi come esercizio della libertà di scelta del singolo individuo rispetto ad un trattamento sanitario, ancorchè fortemente raccomandato dalle autorità, non può costituire una ulteriore condizione a cui subordinare
la tutela assicurativa dell’infortunato.
Resta inteso, infine, che quanto chiarito non comporta l’automatica ammissione a tutela del lavoratore che abbia contratto il contagio e non si sia sottoposto alla profilassi vaccinale in quanto, come precisato nella circolare n. 13/2020, occorre comunque
accertare concretamente la riconduzione dell’evento infortunistico all’occasione di lavoro.
Il comportamento colposo del lavoratore può invece ridurre oppure escludere la responsabilità del datore di lavoro, facendo venir meno il diritto dell’infortunato al risarcimento del danno nei suoi confronti..."
Rifiuto vaccino anti Covid personale infermieristico e tutela INAIL L’INAIL ha stabilito che in caso di rifiuto di sottoporsi al vaccino anti covid-19 da parte del personale infermieristico
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