Lighthouse - il faro

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25/10/2018

"LA NON MANIFESTAZIONE DELLE COSE"

Sul piano materiale, sono le cose che non abbiamo desiderato coscientemente a manifestarsi spontaneamente. Il solo desiderio cosciente non può creare nulla sul piano materiale, essendo per sua natura uno sforzo mentale sul piano prettamente razionale. Il desiderio creativo è inconscio. La sola volontà, lo sforzo cosciente per ottenere una qualsiasi cosa non saranno sufficienti da sole a manifestare il più banale dei desideri.
La razionalità sotto forma di pensiero cosciente potrà pure attivarsi in occasione di un problema da risolvere, di una necessità da soddisfare, di un bisogno da espletare, di un piano da definire; e di conseguenza mettere in movimento quelle energie che in qualche modo creano risposte emotive che alimentano queste necessità, idee o ambizioni. Ma quanti di questi progetti rimangono lettera morta? Forse la maggior parte.
Il desiderio inconscio, non necessita di una elaborazione mentale di tipo razionale; è un po' come dare una risposta prima di fare la domanda. A volte mossi da questo desiderio compiamo azioni di cui non conosciamo nemmeno il motivo, ma coloro che già si sono arresi alla corrente… sanno come sia faticoso nuotarci contro, e sanno anche molto bene che il loro arrendersi prima o poi concederà loro la giusta e corretta manifestazione di ciò di cui hanno realmente bisogno.
Arrendersi alla corrente degli eventi, non è un atto di viltà, o di scarsa intelligenza. E' un atto di coraggio, in quanto arrendersi è un atto di disobbedienza al peggiore dei tiranni… Il proprio ego.

Photos 11/05/2017

"SAPER DECIDERE E' FACILE"

Dato che ogni cosa ha il suo opposto, a ognuno di noi è capitato prima o poi di giungere a un bivio, di dover fare una scelta, di sperimentare il dubbio.
La certezza ha infatti un fratello e questo fratello viaggia sempre con lei, non la abbandona mai, neanche per un istante. Questo fratello ha un potere, quello di mettere "in discussione" ciò che sua sorella Certezza dice...
Ovvero, quando Certezza fa notare che è ora di cambiare strada, che non possiamo più permettere che gli altri ci maltrattino, oppure che il lavoro che facciamo non è per noi e vanno valutate altre proposte, o che la persona che frequentiamo è deleteria e va abbandonata... Dubbio, che prima ascoltava in un angolino buio della stanza in silenzio, esce fuori e sussurrando al nostro orecchio comincia a indebolire tutte quelle ragioni giuste e forti che Certezza ci aveva dato.
Dubbio non è più cattivo o meno buono di Certezza... anzi, in certi casi si dimostra assai utile, ad esempio di fronte a quelle aggressioni intellettuali che vorrebbero farci dire o fare quello che è giusto per altri ma non per noi.
Certezza per contro non è meno buona di Dubbio, basti pensare a quando in preda all'entusiasmo, abbiamo accettato transazioni che poi si sono rivelate fallimentari lasciandoci ancor più sgomenti proprio perché ne ritenevamo scontato il successo.
Gli opposti convivono in noi in perfetta armonia, siamo noi a non convivere troppo bene con loro. Il punto non sono gli opposti, il nodo focale è come noi li gestiamo o meglio attraverso cosa. La parte più esterna del nostro cervello o corteccia cerebrale è la parte più sviluppata del sistema nervoso centrale. L'essere umano ha sviluppato maggiormente questa zona perché essa ci permette di fare un'infinità di cose, dalla costruzione di utensili all'elaborazione di calcoli matematici, dall' ideazione di leggi per amministrare giustizia e diritto alla creazione di mezzi per viaggiare attraverso lo spazio e via dicendo.
Ciononostante, lo sviluppo di queste capacità straordinarie non ha potuto dare risposta ai quesiti fondamentali che da sempre l'uomo si pone. Per quanto riguarda questi argomenti, l'uomo non ha compiuto un solo passo avanti nella storia, è rimasto a quello che era nel medio evo se non prima. Le domande sullo spirito, sul luogo da cui proveniamo o cosa facciamo dopo che non ci saremo più... sembrano non aver trovato una ragionevole quanto adeguata risposta.
Qualcuno di voi si starà domandando se io mi sia scordato del tema originario...Assolutamente no, ma ho dovuto prendere una strada solo apparentemente secondaria per poter spiegare meglio come le decisioni non possano essere prese esclusivamente con la ragione. A questo punto qualcuno avrà abbandonato questa lettura. A coloro che son rimasti, offro la risposta a questa domanda: "Attraverso cosa possiamo decidere senza sbagliare?"
Il cosiddetto "bulbo cerebrale" è la zona più profonda e primitiva del nostro cervello. Un mio insegnante di Medicina aeronavale e stimato anatomopatologo dell'Ospedale di Padova mi spiegò che la sua forma non è dissimile da quella del cervello di un gatto. Da questa zona, di rado utilizzata, provengono gli stimoli detti istintivi; essi vengono incanalati attraverso il nervo vago che a un dato momento, abbandonato il sistema nervoso centrale, affonda nel nostro petto per organizzarsi cambiando forma dal plesso solare alla gestione delle attività involontarie degli organi interni. Da questa zona partono stimoli che forniscono le risposte certe alle decisioni che noi dovremmo prendere. Le risposte che scaturiscono d questa remota parte del nostro essere non tengono conto di chi si è, di cosa si sa o si conosce, e neppure delle esperienze passate, sono risposte rivolte al presente e sono appropriate alle circostanze. Vi sono persone eccezionali che riescono nei momenti difficili a far tacere le voci contrastanti dei messaggi provenienti dalla cogitazione interiore e che sanno ascoltare solo la voce originaria dell'istinto. Sono quelle persone che possono realizzare cose importanti senza perdere una sola notte di sonno, in loro alberga una sola certezza, proveniente dalla sensazione di essere un tutt'uno con l'Universo circostante e non semplicemente un'entità alla deriva in un mare caotico e perennemente agitato. La pace si fa con chi ci è ostile, si fa con i nemici. Ma nell'Universo assoluto non possono esistere conflitti. Quindi, quando in futuro cercheremo di far pace con noi stessi chiediamoci dove sia e chi sia il vero nemico.

Photos 05/04/2017

LA "SOLUZIONE" DEL PROBLEMA... "IRRISOLVIBILE" (Ovvero: non c'è problema senza soluzione).

Posto che viene definito problema un quesito in attesa di soluzione, soffermiamoci un attimo sull'etimo del termine "irrisolvibile".
"Irrisolvibile" era in origine composto da un prefisso "in" e da un aggettivo, "solvibile" (in-solvibile) appunto. Attualmente, il significato del termine è inerente all'impossibilità di risolvere qualcosa, a un problema che si considera senza soluzione. In realtà il prefisso "in" dà alla parola un significato totalmente differente infatti, indica qualcosa di "interno", interiore o di qualcosa che si trova all'interno di qualcuno o qualcosa, di conseguenza l'aggettivo "irrisolvibile" in principio di un ben diverso significato che sarebbe dovuto essere quello di: "risolvibile da dentro o dall'interno".
Ma cosa si intende con questo "interno" così vago e misterioso, nel quale possono trovare risposta ogni angoscia, paura, controversia, conflitto ecc.?
Dopo Newton, il determinismo cancella ogni possibilità per l'essere umano di creare attraverso lo Spirito, in quanto la realtà spirituale viene messa in discussioni dagli assiomi fisico-matematici secondo i quali ciò che non si può dimostrare scientificamente non esiste. L'essere umano perde così la sua capacità di comunicazione con la propria realtà interiore e con la sua fonte di principale "ispirazione" e questo solo perché non si può dimostrarne l'esistenza.
Prima di Newton, geni come Leonardo da Vinci erano contemporaneamente, scienziati, filosofi, artisti, scrittori; dopo Newton tutto viene diviso in sezioni e compartimenti dove la realtà mentale viene fatalmente separata da quella fisica.
Lo stesso Isaac Newton trasse però ispirazione dall'Alchimia che praticava segretamente e, prima di pubblicare la sua teoria sulla gravitazione universale, diede alle fiamme ben ottanta quaderni di appunti su regole e ricette alchemiche. In effetti ciò che gli uomini compiono successivamente ad una scoperta ha molto poco a che fare con chi questa scoperta l'ha fatta (la scienza senza coscienza può rivelarsi un pericolo).
Dobbiamo attendere le innovazioni derivanti dalla scoperta delle particelle sub-atomiche, la meccanica dei quanti, la scienza dell'infinitamente piccolo per vedere messo in discussione il determinismo scientifico. La teoria quantistica scopre che la materia si comporta sia come "particella" che come "funzione d'onda": questo spiega che niente può esistere senza il suo opposto. In altri termini, luce e oscurità sono indivisibili così come ogni problema è indivisibile dalla propria soluzione.
Ogni domanda ha in sé la propria soluzione, ogni prova della vita porta con sé il sostegno per superarla; l'incapacità di scorgere questa legge all'opera è data dal grado di separazione tra mente e corpo.
I problemi "in-solvibili" sono risolvibili dall'interno di noi stessi... ma dove si trova questo "noi stessi" se non lo conosciamo, se non ce l'hanno mai spiegato, se non possiamo parlarne senza il timore di essere presi per folli?
La risposta è una sola: ri-unificazione tra mente e corpo.
Unificare, fondere, mettere insieme ciò che è stato diviso, questa è l'unica strada per vivere una vita vigorosa e ricca, spiritualmente e materialmente.
Molti cercano se stessi nella preghiera, nella meditazione, nella musica, nelle pratiche indiane o in quelle sciamaniche, fanno esperienza di questo e di quello, si impongono rinunce e penitenze alimentari e si esaltano nel martirio e nella povertà materiale ritenendo che ciò di cui lo spirito abbisogna sia disciplina.
In realtà lo spirito è una mente mobile capace di permanenza e impermanenza praticamente istantanee. Di conseguenza, disciplinare lo spirito con la sola volontà è fondamentalmente illusorio. Ciò che facciamo fuori di noi stessi interessa ben poco a quella "cosa" che invece sta dentro.
Non serve raggiungere un eremo sul tetto del mondo per riaccostarci a ciò che non si è mai allontanato da noi... basta accorgersi della sua presenza e cominciare ad amarlo, iniziando da ora, da dove ci troviamo mentre stiamo leggendo questo articolo.

Mirco Niero

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