Dodici Abbracci

Dodici Abbracci

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16/05/2026

‎Anthony Hopkins non riusciva a trovare un libro da nessuna parte a Londra. Poi si sedette su una panchina della metropolitana.

‎Era il 1973, e Hopkins era stato appena scritturato per The Girl from Petrovka, un film tratto da un romanzo del giornalista americano George Feifer. Come qualsiasi attore serio riguardo al proprio mestiere, voleva avere il materiale originale tra le mani prima dell'inizio delle riprese.

‎Così passò la giornata a cercare in tutta Londra.

‎Girò per le famose librerie di Charing Cross Road, scrutando gli scaffali, chiedendo ai commessi, inseguendo vicoli ciechi. Negozio dopo negozio, riceveva sempre la stessa risposta.

‎Nessuna copia disponibile.

‎Sul far della sera, frustrato e stanco, Hopkins si diresse verso la stazione della metropolitana di Leicester Square per prendere il treno e tornare a casa. La ricerca era finita.

‎O almeno così pensava.

‎Mentre si sedeva su una panchina, qualcosa accanto a lui attirò la sua attenzione.

‎Un libro dimenticato.

‎Lo raccolse distrattamente, lo girò tra le mani e rimase di ghiaccio.

‎The Girl from Petrovka.

‎Il romanzo che aveva cercato per tutto il giorno, abbandonato su una panchina della metropolitana in una delle città più grandi del mondo.

‎Per un attimo, non sembrava nemmeno reale.

‎Hopkins portò il libro a casa e cominciò subito a leggere. Ma mentre sfogliava le pagine, notò qualcosa di insolito. I margini erano pieni di appunti scritti a mano con inchiostro rosso: pensieri, osservazioni, annotazioni scarabocchiate in quasi tutti i capitoli.

‎Chiunque possedesse quella copia l’aveva studiata attentamente.

‎Hopkins liquidò la cosa come un altro strano dettaglio in una coincidenza già di per sé strana. Usò gli appunti durante la preparazione del ruolo, poi mise da parte il ricordo come uno di quegli impossibili piccoli momenti che la vita talvolta regala.

‎Mes dopo, le riprese iniziarono a Vienna.

‎Un giorno sul set, presentarono a Hopkins un visitatore: George Feifer in persona, l’autore del romanzo. Parlarono dell’adattamento, dei personaggi e della sfida di tradurre la storia in film.

‎Poi Feifer accennò casualmente a qualcosa che fece immobilizzare Hopkins.

‎«Io stesso non possiedo più una copia del mio libro», disse. «Prestai la mia copia personale a un amico anni fa. Era piena dei miei appunti scritti a mano nei margini. Lui la p***e da qualche parte a Londra.»

‎Hopkins lo fissò.

‎Lentamente, rispose: «Ho trovato una copia su una panchina della metropolitana. È piena di annotazioni scritte a mano.»

‎All’inizio Feifer sembrò dubbioso.

‎Fino a quando Hopkins gli portò il libro.

‎Il colore scomparve dal volto dell’autore quasi all’istante. Era la sua copia. La sua scrittura. Le sue note. Il libro stesso che aveva perso anni prima, in qualche modo in attesa su una panchina della metropolitana nel momento esatto in cui l’attore che ne aveva più bisogno capitò di sedersi accanto.

‎Otto milioni di persone.

‎Migliaia di strade.

‎Centinaia di stazioni della metropolitana.

‎Eppure, in qualche modo, la storia giusta trovò le mani giuste nel momento perfetto.

‎Carl Jung chiamava questi momenti sincronicità coincidenze significative, troppo precise per essere liquidate come semplice caso. Hopkins in seguito ammise di non aver mai smesso di pensarci.

‎Forse fu fortuna. Forse destino. Forse l’universo si diverte semplicemente con i tempi impossibili.

‎O forse certe storie sanno esattamente dove devono andare.

Photos from Dodici Abbracci's post 08/05/2026

🌿 Quando vediamo due persone che si abbracciano, il nostro corpo cambia.

Il respiro rallenta.
Le difese si abbassano.
Dentro di noi accade qualcosa di profondamente umano: ci sentiamo al sicuro.

Perché l’abbraccio non è solo un gesto affettivo.
È linguaggio emotivo.
È presenza.
È il modo più antico che abbiamo per dire:
“Non sei solo.”

La psicologa Virginia Satir sosteneva che abbiamo bisogno di abbracci ogni giorno:
4 per sopravvivere,
8 per mantenerci in equilibrio,
12 per crescere emotivamente.

Da questo pensiero nasce la 🌿 Cena dei Dodici Abbracci 🌿

Non sarà solo una cena.
Sarà un’esperienza fatta di relazioni, ascolto e connessione umana.

Dodici abbracci come simbolo:
di cura,
di vicinanza,
di umanità.

✨ Parte del ricavato sosterrà Horse for the Cure, il progetto di Pet Counseling dedicato alle donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore al seno, attraverso la relazione con il cavallo.

📍 Campus dei Campioni
📅 21 maggio
🕢 Ore 19:30

📩 Prenotazioni WhatsApp
Milena – 393 575 9732

Perché a volte basta sentirsi accolti per ritrovare la forza di andare avanti. 🌿

27/12/2025

Abbracci 🥰

Sotto la pioggia battente, questo cagnolino si rifugia tra le braccia di una statua, come se cercasse un abbraccio...
A volte, la solitudine fa più male del freddo. 💔🐾
Un gesto che vale più di mille parole.
Chi ha un cuore, lo sente.

OLTRE LA CODA - 127 edizione di Fieracavalli - del 26 Novembre 2025 - CR1 06/12/2025

Buongiorno!!! un fantastico servizio su Pet Counseling del programma Oltre la Coda di Alfonso Montefusco realizzato durante Fiera Cavalli Verona 2025
https://cr1.it/video/oltre-la-coda-127-edizione-di-fieracavalli-del-26-novembre-2025/
Al minuto 12:30 circa

OLTRE LA CODA - 127 edizione di Fieracavalli - del 26 Novembre 2025 - CR1 Uno speciale dedicato alla 127 edizione di Fieracavalli a Verona e poi per storie con la coda Freddie Mercury. A...

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