SoloBari
14/07/2026
Cambiare tutto per non cambiare niente.
Potrebbe essere questo il titolo perfetto per l'inizio della stagione 2026/2027 del Bari, parafrasando la celebre frase de Il Gattopardo. Perché, nonostante i nuovi volti in panchina e nell'area tecnica, le prime settimane di questa nuova annata sembrano raccontare una storia già vista e vissuta negli ultimi anni.
Dopo le presentazioni di Marino e Rastelli, che avranno il difficilissimo compito di ricostruire la squadra che affronterà il prossimo campionato di Serie C, iniziano le visite mediche dei pochi calciatori del Bari già presenti in rosa per la stagione 2026/2027.
Il DG e il mister hanno parlato di 6-7 calciatori da cui ripartire, facendo però il nome del solo Sibilli, al rientro dopo la lunga squalifica. Ma, proprio perché nulla sembra cambiare e per mantenere le vecchie abitudini, il presidente, assente da Bari da tempo e anche alla presentazione del nuovo direttore generale e del nuovo allenatore, non ha invece rinunciato al meeting napoletano nel giorno della presentazione di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra.
E, soprattutto, per rimarcare la coerenza che da sempre contraddistingue questa proprietà, si parla già di una nuova operazione in perfetto stile Rao: il giovane Mattia Esposito, acquistato dal Napoli dal Sorrento, sarebbe destinato a Bari per essere valorizzato.
Insomma, nonostante gli scambi epistolari con il Sindaco, le promesse di doppi salti carpiati e le prime dichiarazioni di Marino, sta per iniziare l'ennesima stagione con un ritiro composto per oltre l'80% da calciatori che con ogni probabilità non faranno parte dell'organico definitivo, giovani funzionali soprattutto alle prospettive del Napoli e il solito, mortificante modo di gestire una piazza che meriterebbe ben altro. Con l'aggravante di prepararsi a un campionato di C.
E ai tifosi, sfiduciati e sempre più rassegnati, non resta che attendere settembre, quando si terrà l'udienza che vede contrapposta la Procura di Bari alla famiglia De Laurentiis. Sul campo, invece, il verdetto sembra già scritto: al di là dei proclami e dei volti nuovi, il Bari continua a essere trattato come una qualsiasi U23, funzionale a un progetto più grande. Un asset, per utilizzare parole di Luigi De Laurentiis.
E finché questa sarà la logica, sarà difficile credere che le promesse possano trasformarsi in fatti.
07/07/2026
Sarebbe interessante capire da chi è partito l'esposto che ha dato origine a questa vicenda.
Forse tutto finirà in una bolla di sapone. Lo stabiliranno le autorità competenti.
Ma il punto è un altro: questa vicenda dimostra ancora una volta quanto il rapporto tra la città e questa proprietà sia ormai arrivato al capolinea. Devono capire che non esistono alternative: è il momento di lasciare Bari. E devono farlo il prima possibile!
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