Prof. Latte

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06/06/2025

Così ho salutato i miei alunni nell’ultimo giorno di scuola… con un messaggio che vorrei arrivasse a tutti gli studenti in viaggio verso il loro futuro.

È arrivato il momento di salutarci, almeno in questa tappa del vostro viaggio. Presto ognuno imboccherà nuove strade e, anche se le vostre direzioni saranno diverse, spero che porterete con voi qualcosa di quest’anno trascorso insieme: un’idea, un sorriso, un momento che vi ha fatto crescere.

Ho avuto il privilegio di conoscervi solo in terza, ma in poco tempo ho avuto modo di apprezzare (e a volte anche subire 😅) le vostre qualità e il vostro entusiasmo.

Guardando la vostra foto di prima media, mi è venuto spontaneo pensare a dei germogli appena spuntati: timidi, curiosi, un po’ incerti, ma già pieni di vita.

Oggi vi vedo come fiori diversi, ognuno con i propri colori, il proprio ritmo e la propria forma. C’è chi è sbocciato in fretta, chi ha impiegato un po’ di più, ma tutti avete portato bellezza e significato a questo tempo condiviso.

Voglio lasciarvi con un’immagine che arriva da lontano: le auto di Cuba.

Passeggiando per le strade dell’Avana si vedono ancora auto americane degli anni ’50: Chevrolet, Buick, Ford… Veicoli che altrove sarebbero da museo, e che lì invece continuano a viaggiare ogni giorno, colorati e pieni di storia.

Come mai sono ancora lì, dopo tanto tempo?

Negli anni ’60, gli Stati Uniti imposero un embargo economico su Cuba, rendendo impossibile acquistare nuovi veicoli o pezzi di ricambio. Ma i cubani non si sono fermati: hanno imparato ad arrangiarsi, a riparare, a reinventare. Quelle auto sono diventate un simbolo di resilienza, creatività e unicità. Nessuna è perfetta, ma tutte funzionano. E ciascuna ha una storia da raccontare.

Oggi sono considerate un tesoro nazionale, simbolo di identità e ingegno. Milioni di persone da tutto il mondo visitano Cuba anche solo per ammirarle e scattare foto iconiche tra le loro forme colorate e intramontabili.

Voi siete un po’ come quelle auto.

Ognuno ha il proprio stile, il proprio ritmo, i propri “pezzi speciali”. Alcuni di voi hanno affrontato curve strette o strade in salita, ma siete comunque andati avanti, trovando sempre un modo per continuare il viaggio. Ed è questo che conta.

Non esiste un modello perfetto di persona. Non dovete assomigliare a nessuno.

Dovete solo imparare a conoscere il vostro “motore” e a farlo andare con passione, curiosità e determinazione.

E se un giorno vi capiterà di sentirvi “fuori tempo”, come quelle auto vintage, ricordate che è proprio ciò che le rende preziose.

Il mondo là fuori – specie nell’era dell’intelligenza artificiale, che per sua natura tende ad uniformarsi alla moda – ha bisogno di persone autentiche, capaci di adattarsi e di inventare soluzioni anche quando tutto sembra complicato.

Quindi partite verso il vostro sogno!
Sperimentate, sbagliate, aggiustate, cambiate strada se serve. Ma non fermatevi.

Il vostro viaggio è appena cominciato.

Vi auguro il meglio, ragazzi. E grazie per avermi permesso di accompagnarvi, anche solo per un tratto.

Con affetto,
Prof. Latte

28/04/2025

Nella Cina antica, quasi duemila anni fa, il “Jiǔzhāng Suànshù” (I Nove Capitoli sull’Arte Matematica) raccoglieva soluzioni pratiche a problemi concreti: sistemi di equazioni, geometria, proporzioni.
Non era solo matematica: era un gesto di fiducia nel futuro, un dono di sapere da trasmettere.

Il Jiǔzhāng Suànshù dimostra che la scienza non nasce in solitudine: cresce quando la conoscenza viene trasmessa, arricchita, condivisa.
La storia della matematica ci insegna che il sapere è un patrimonio collettivo, nato dall’incontro di menti curiose in ogni angolo del mondo.
Oggi, come allora, condividere la conoscenza significa costruire opportunità, progresso, comprensione reciproca.
Il sapere non ha confini. E il futuro si scrive insieme.

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