Gruppo Pd Marche
31/03/2026
𝐒𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮' 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐂𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚' 𝐢𝐧 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐜𝐨𝐧𝐚
Nel corso della seduta odierna del Consiglio Regionale è stata discussa la mia ennesima interrogazione sul PNRR Missione 6 – Salute, concernente i ritardi nella realizzazione delle Case di Comunità con particolare riguardo alla Provincia di Ancona.
In questi anni ho sollecitato a più riprese la Giunta regionale a rendicontare con precisione lo stato di avanzamento dei lavori PNRR: l’assessore Saltamartini aveva sempre risposto che andava tutto bene, che tutte le opere sarebbero state completate nei tempi, che non c’era nessun tipo di problema.
Oggi, a soli 3 mesi dal termine tassativo del 30 giugno 2026 per il completamento delle opere PNRR, emergono in tutta la loro gravità gli irrecuperabili ritardi che caratterizzano in particolare la provincia anconetana, dove erano state previsti (con la DGR n. 140 del 14 febbraio 2022) 7 interventi finanziati con i fondi PNRR.
Dopo oltre 4 anni di nulla, per quanto riguarda le Case di Comunità di Corinaldo, Filottrano, Jesi, Chiaravalle, Ancona (ex CRASS) i cantieri non sono di fatto nemmeno mai partiti e ad oggi è impossibile anche solo immaginare ipotesi di date di fine lavori, che slitteranno ben oltre il 2026.
C’è di più. Non solo nessuna opera è ancora stata completata, ma anche per gli altri interventi le prospettive sono alquanto preoccupanti. Lo stato di avanzamento della Casa di Comunità di Loreto, che ha nel frattempo visto lievitare i costi fino a 3,3 milioni di euro, non è compatibile con una ultimazione nei prossimi mesi, ma andrà presumibilmente all’anno prossimo.
Anche rispetto alla casa di comunità spoke di Fabriano, la terza variante in corso d’opera recentemente approvata ha fatto lievitare i costi complessivi fino a 1,25 milioni di euro e ha fatto slittare di ulteriori 104 giorni la fine del cantiere, portando a una conclusione presuntiva dei lavori al 30 settembre 2026.
Insomma, fatta eccezione per il piccolo intervento da 107 mila euro previsto per rendere più accessibile la struttura dell’ex Umberto I di Ancona, nessuna Casa di Comunità in provincia di Ancona rischia di essere terminata entro Giugno.
Mancano ormai solo 3 mesi, e vedremo presto alla prova dei fatti i risultati dei 4 anni e mezzo di gestione PNRR Missione 6 Salute da parte della Giunta Acquaroli, ricordando inoltre che, una volta terminate, le Case di Comunità non entreranno in ogni caso a regime in piena funzionalità con adeguata dotazione di personale se non dopo un paio di anni.
29/08/2025
Anna Casini: grave il velo di omertà fatto calare dal centrodestra e dal presidente Latini sull'incandidabilità del consigliere Putzu
Trovo molto grave che il presidente del consiglio regionale Dino Latini sia venuto meno all'impegno che si era assunto in aula di convocare un'apposita seduta per chiarire il caso Putzu.
Questo ostracismo del centrodestra va ormai avanti da settimane: dopo averci negato nell'ultimo consiglio regionale del 5 agosto la discussione di un ordine del giorno che chiedeva solamente di conoscere e far conoscere a tutta la comunità marchigiana gli sviluppi delle vicende che hanno coinvolto il consigliere di Fratelli d'Italia, accusato dal suo compagno di partito Saturnino Di Ruscio di essere stato incandidabile nel 2020 a causa di una condanna per falso ideologico passata in giudicato, Latini, d'accordo con conferenza dei capigruppo, aveva annunciato l'apertura di un'istruttoria che si sarebbe dovuta concludere con una seduta straordinaria del consiglio regionale.
A oggi, in spregio al principio della trasparenza, ma direi perfino ai più elementari doveri di correttezza istituzionale, nulla è stato fatto. Perché? Perché tanta paura di affrontare la discussione in aula se, come dicono gli esponenti della maggioranza, l'elezione nel 2020 di Putzu è stata regolare?.
Che nei giorni scorsi un tribunale abbia riabilitato Putzu rimuovendo ogni ostacolo alla sua ricandidatura, non significa che egli potesse partecipare alla tornata elettorale del 2020. E questo è un punto che va chiarito, perché al di là delle eventuali conseguenze personali, è assolutamente necessario sapere se una sua eventuale illegittima elezione potrebbe avere delle ricadute sull'attività amministrativa svolta in qualità di presidente della II commissione consiliare “Sviluppo economico” e, in particolare, sulle proposte di legge varate da questo organismo che hanno mosso negli ultimi cinque un'enorme massa di denaro pubblico.
29/08/2025
Romano Carancini: “Castelli è il grande inquinatore della campagna elettorale per le regionali. Mentre la Ricostruzione post sisma continua ad arrancare, vengono spesi oltre 1,2 milioni di euro per festival, libri, foto e comunicazione auto celebrativa”
La campagna elettorale per le elezioni regionali del prossimo settembre sta subendo un grave inquinamento. Un inquinamento subdolo e aggressivo, che ha la sua centrale operativa negli uffici del Commissario straordinario per la Ricostruzione, Guido Castelli, lontano dai riflettori dei media e, soprattutto, ben nascosta all’opinione pubblica. Una recente inchiesta giornalistica apparsa “La Repubblica” ha scoperchiato però il vaso di Pandora, evidenziando come durante la gestione Castelli siano stati spesi addirittura un milione e 262 mila euro per interventi “a trattativa privata con società vicine al centrodestra” riguardanti festival, libri, foto e news.
Spese che, a essere generosi, si potrebbe dire poco o nulla afferenti alla Ricostruzione e ai bisogni della popolazioni del cratere sismico, ma allo stesso tempo estremamente utili per provare ad aiutare il traballante presidente Acquaroli, dopo cinque anni di disastroso e opaco governo della nostra regione.
Tutto ciò è molto grave. Non solo sul piano democratico, dove senza questa azione dell’onorevole Castelli, che sotto il punta di vista elettorale si traduce nella lista civica “I Marchigiani per Acquaroli”, l’attuale presidente avrebbe già perso, ma anche sul piano della Ricostruzione, che a differenza della copiosa comunicazione a cui lo stesso Castelli affida la sua fantasiosa narrazione, ha rallentato, e non di poco, rispetto al suo predecessore Giovanni Legnini.
I numeri parlano chiarissimo: dal gennaio del 2020 al gennaio del 2023, con Legnini sono state avanzate 15.870 richieste di contributo, di cui ne sono state approvate 10.411 e sono stati completati 5.764 interventi; dal gennaio 2023 a oggi, con Castelli le richieste di contributo sono scese a 6.225, così come quelle approvate, 6.747, e gli interventi completati, 4.419. Con Legnini il contributo di ricostruzione è stato aumentato per tutti di due volte, per un complessivo 20%, comprendendo anche chi aveva lavori in corso; con Castelli il contributo è stato sì aumentato, ma selettivamente e solo per i nuovi lavori, utilizzando il prezzario 2022. E ancora: Legnini ha ottenuto dal governo 6 miliardi per la ricostruzione privata, 1,7 miliardi per quella pubblica, altri 1,7 miliardi di fondi Pnrr, 500 milioni per il piano scuole, 200 milioni per i contratti istituzionali di sviluppo, 50 milioni per per i cammini e l’uso del Superbonus per completare i lavori. Castelli, invece, ha sostenuto l’eliminazione del Superbonus.
Queste sono le rovinose performance di Guido Castelli, il grande inquinatore della campagna elettorale 2025, che ora tenta di celare i suoi pessimi risultati con mancette e prebende alle Amministrazioni amiche, al fine di salvare il proprio compagno di partito da una sconfitta che altrimenti sarebbe certa. Il problema però resta: se Acquaroli sarà salvato da Castelli, poi chi salverà i marchigiani da Acquaroli?
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