Iter

Iter

Condividi

05/12/2021

Molestie sul posto di lavoro

Sono un milione e 404 mila le donne che nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche o ricatti sessuali sul posto di lavoro in Italia. Rappresentano l’8,9% delle lavoratrici attuali e passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Quando una donna subisce un ricatto sessuale, nell’80% dei casi non ne parla con nessuno sul posto di lavoro, quasi nessuna ha denunciato il fatto alle Forze dell’Ordine. Le motivazioni più frequenti per non denunciare il ricatto subito sono la mancanza di prove, l’assenza di fiducia nelle Forze dell’Ordine o l’impossibilità ad agire a causa di minacce. Una recente molestia sul posto di lavoro è avvenuta scorsa domenica in cui, paradossalmente, la Serie A rinnovava l'adesione alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Mentre i calciatori scendevano in campo col segno rosso sul viso come simbolo dell'iniziativa, succedeva che una giornalista venisse molestata all'esterno dello stadio mentre svolgeva il suo lavoro. La vittima della vicenda è Greta Beccaglia, che si trovava all'esterno dello stadio "Castellani" di Empoli. Era lì per “Toscana TV”, a raccogliere le reazioni dei tifosi al termine dell'anticipo di campionato vinto dalla squadra dell’Empoli (2-1) contro la Fiorentina. Da studio le hanno dato la linea. Il collegamento è partito e alle spalle della reporter si potevano notare gli spettatori che lasciavano lo stadio. Uno di loro le si è avvicinato e, mentre le passava a fianco, ha allungato una mano per toccarle il sedere. La reazione, sconvolta e allibita, della reporter in diretta è stata: “Non puoi fare questo.”, mentre dallo studio il collega, Giorgio Micheletti, la invitava "a non prendersela, come se ribellarsi a quell'atto così villano e irrispettoso fosse un'esagerazione. La ragazza ha poi rilasciato queste parole: "Mi hanno perfino detto che avevo un abbigliamento provocante. Avevo un jeans e un giubbotto… mi scoccia anche doverlo dire. Una cosa del genere è inaccettabile, in particolare nel 2021 quando una ragazza come me si fa un mazzo così per diventare giornalista, per raggiungere il suo obiettivo". Riguardo al molestatore, si tratta di Andrea Serrani, attualmente indagato per il reato di violenza sessuale, per il quale il Codice penale prevede la reclusione da 6 a 12 anni. Da parte sua, la Beccaglia non ne vuole sapere di scuse: "Cosa provo per lui? Nulla. Non voglio nemmeno nominarlo. Ho già fatto il mio dovere denunciandolo, ho saputo che si è scusato ma non mi interessa. Il suo è stato un gesto grave. Ha toccato il mio corpo senza averne il permesso, e io sono stata fortunata nella mia sfortuna, perché ero in diretta. Ogni giorno accadono cose di questo tipo a ragazze che non hanno la possibilità di difendersi, che non hanno prove video delle molestie subite. E per questo la mia denuncia è anche per loro". Il tifoso controbatte dicendo: "Non merito la gogna mediatica che si è scatenata contro di me, non ho mai fatto male a nessuno e vivo la mia vita lavorando". Poi Serrani, che vive con la sua compagna e la figlia piccola, racconta la sua versione dei fatti: "Ero con un amico che avevo raggiunto a Firenze. Eravamo amareggiati, in pochi minuti la nostra Fiorentina era passata dalla vittoria alla sconfitta. C'erano alcuni giornalisti che chiedevano commenti a caldo. Ho visto questa giornalista e le ho dato un buffetto sulle parti basse. Era solo un gesto goliardico. Non ho mai fatto male a nessuno, vivo amando mia figlia, curando i tanti rapporti di amicizia che ho a Chiaravalle e altrove, ho un locale avviato che ho aperto con tanti sacrifici. Quello che mi fa davvero temere sono le conseguenze che potrei subire riguardo a mia figlia. Mi fa piacere che qualche cliente mi abbia telefonato, rimproverandomi per il gesto, ma comprendendo il mio stato d'animo. Tutti sanno che non sono un violento". Greta Beccaglia non era a conoscenza di queste dichiarazioni. Dopo averle lette, per i primi secondi è rimasta senza parole, poi ha dichiarato: “Pensa davvero di non aver fatto nulla di male? Una goliardata, dice. (…) Definire goliardia una molestia significa non aver capito la gravità di un atto. Sono dichiarazioni irricevibili. Mi pare che peggiorino tutto».

Ludovica Montalto

25/11/2021

Non potevo chiedere loro di pagare il prezzo che IO ero disposto a pagare

Si dice che il verbo ha una tale carica di densità da corrispondere all'azione più plateale, e la frase sopracitata ne è la prova.
Queste parole ci restano impresse e ci permettono di immedesimarci nella storia da cui provengono, quella di Saverio Barone. Quest'ultimo, nella spettacolare serie tv "Il Cacciatore", racconta la storia, romanzata, del pm Alfonso Sabella che ha guidato le operazioni antimafia più importanti del periodo dopo-stragi. Tutti sappiamo che dopo gli attentati di Falcone e Borsellino lo Stato si è rialzato e ha reagito, ma effettivamente non sappiamo cosa sia successo nel dettaglio o quali tecniche siano state utilizzate per vincere quella che può essere definita una vera e propria guerra.
"Il cacciatore", nelle sue tre stagioni, si occupa e si preoccupa di narrare in modo minuzioso questa partita tra Stato e Mafia.
Il protagonista già citato sopra, Saverio Barone, è un giovane procuratore con tanta voglia di arrivare e con dei modi arroganti e ingordi; caratteristiche che se da un lato lo penalizzano nel lavoro di squadra, dall'altro lo rendono efficace e sempre sotto i riflettori. Durante le stagioni il suo carattere non muta ma è al centro di una profonda introspezione in cui vengono messi in evidenza i suoi punti deboli e le sue fragilità. Gli eventi della sua vita professionale non possono essere separati dalla sua vita privata, basti pensare al rimorso e alla delusione avuta in seguito al rapimento e poi dell'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un pentito, che il pm e la sua squadra cercavano da circa 779 giorni. Anche la rinuncia agli affetti e alla famiglia, come si evince dalla frase iniziale, è fondamentale spunto di riflessione.
Ad accompagnarlo in questa lotta troviamo prevalentemente Carlo Mazza, che può essere definito il suo Virgilio, procuratore con tanta esperienza e con la voglia di vendicare il suo caro amico Giovanni Falcone. Altre figure che affiancano il protagonista e lo aiutano nella crescita, professionale e non, sono gli uomini di stato che narrano le loro vite messe in pausa per essere completamente a servizio dello Stato.
La serie tv ha riscosso molto successo grazie al connubio perfetto tra la storia avvincente e appassionante e gli attori italiani talentuosi. Nel 2020, infatti, Francesco Montanari, interprete di Saverio Barone, è stato premiato per la miglior interpretazione maschile a Canneseries, primo festival dedicato alle serie tv a Cannes.


Erika Quaceci

Vuoi che la tua luogo di culto sia il Luogo Di Culto più quotato a Adrano?
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Sito Web

Indirizzo


Oratorio Maria SS. Del Rosario
Adrano
95031