Bless Neto Napoleon

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Photos from Bless Neto Napoleon's post 03/03/2026

Un año lleno de emociones y lugares nuevos. Cuando El amor es tan grande y te sorprende cuando lo sientes tan cerca. 🥂💫🎂🍰🫶🌈🙏🇮🇹🇻🇪

Mobile uploads 03/11/2025

Solo Amore 🔱 ~ 🔅🔆¿°𝓢𝓸𝓽𝓽𝓸 ⚓ 𝓜𝓪𝓻𝓮°¿🔆🔅~ 🌊

Amarcord: Voliamo -

Nel 2013, presso gli studi FMRecords di Roma, abbiamo dato vita a "Voliamo", un brano incluso nell'album "Instinct" di Bizzy. La registrazione e il mixaggio sono stati curati dal fonico Dario Giuffrida, mentre il mastering dell'intero album è stato affidato a Chris Gehringer della Sterling Sound di New York. Le musiche sono state prodotte da John Riddle. "Voliamo" è un invito a liberarci dalle zavorre che ci tengono ancorati a terra, con richiami a figure emblematiche come Mogol, Springsteen e Nas. Questo progetto ha segnato l'inizio di un'amicizia profonda con Bizzy, rapper nigeriano di grande talento, con il quale continuo a collaborare e condividere idee anche dopo 11 anni. Bizzy, originario di Lagos, Nigeria, è un artista poliedrico noto per la sua capacità di fondere influenze afrobeat con sonorità hip-hop contemporanee. La sua musica riflette un impegno costante nel connettersi con il pubblico attraverso testi evocativi e performance energiche. Recentemente, ha pubblicato il brano "Takere Wa", disponibile a questo link https://youtu.be/mqyJnBYRv30?feature=shared. John Riddle, produttore musicale con base a Brooklyn, NY, ha collaborato a numerosi progetti di rilievo, apportando la sua esperienza e creatività nella realizzazione di brani che spaziano tra vari generi musicali. La sua versatilità e dedizione lo rendono un punto di riferimento nel panorama della produzione musicale contemporanea.

Riflettendo su "Voliamo" e sul percorso intrapreso con Bizzy, mi rendo conto di quanto sia preziosa la collaborazione artistica e l'amicizia che ne è scaturita. Questo brano rappresenta non solo un momento significativo della nostra carriera, ma anche un simbolo di crescita personale e professionale.

Vi invito ad ascoltare "Voliamo" e a esplorare l'album "Instinct", disponibile sulle principali piattaforme musicali.

La musica ha il potere di unire le persone oltre le barriere culturali e geografiche, e "Voliamo" ne è una testimonianza. Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a supportare il nostro viaggio musicale.

https://youtu.be/B1nI3inS7Jw?feature=shared
Quì trovi la canzone "Voliamo" e l'intero progetto "Instinct". Ciao, Viva ! 💙🌊☀️🎸🎙️🎶🌏💙

❤️🌏❤️

01/11/2025

La Poesia fa Magie Incredibili.

Avevo appena evocato "la telefonata del vecchio amico Boaster" (e non ci crederete) ieri notte mi ha davvero chiamato.

Parlava in aramaico, ma io capivo tutto. Dice che per trovare Atlantide deve imparare tutte le lingue che conosco io.

Con una voce sfumata, quasi sussurrata, mi dice:

Boaster: "Plinio, Plì, Pliniuccio bello... ho letto tutta la tua storia e mi sono profondamente emozionato, sentitamente commosso. Dai Derelitti al Malveda, dalle mignotte alle rotte dei migranti..."

Io: "Maleda, Boasky."

Boaster: "Ah, sì, sì, Maleda, scusami tanto... È che le tue parole nuove mi ispirano parole nuove, e mi sono di conforto."

Io: "Boasky, possiamo parlarne domani di quanto la mia storia ti abbia aiutato a farti domande che io non ti ho neppure suggerito? Tipo imparare l’aramaico a memoria perché lì c’è scritto dove trovare Atlantide? Sono le 3 del mattino."

Boaster: "Hai ragione, veniamo ergo al dunque. Sono rimasto scioccato dalla tua arte, dal tuo modo di incarnarla. E dopo aver letto "Non ho fatto il militare", ti ho chiamato solo per dirti questo: Sei FORTE. Sei FORTE perché ti sei rifiutato di fare un vaccino che ha marchiato una generazione di somari. Sei FORTE perché non ti pieghi al femminismo. Sei FORTE perché, nonostante tutti quelli che credevo vivi, tu sei il morto più vivo che conosco..."

Io: "Aspetta, aspe', grazie Boasky, ma devo ricordarti che al FORTE ci cacano i soldati. E io ho "disertato". La prossima volta, leggile meglio le mie poesie, o le mie canzoni, o quello che sono: magari non mi chiami alle tre di notte in preda a divinazioni deliranti. Ci sentiamo durante le ore di luce. Da buon Vampiro più Vivo dei Morti, torno nella s...Cripta Manent Verba Volant."

Breve nota d’intenzione -

Il dialogo con Boaster è uno specchio: la parte delirante e rumorosa del sé che pretende di capire ciò che la poesia svela solo nel silenzio. La "diserzione" non è fuga, ma atto di presenza: rifiutare la meccanica, restare coscienti mentre il mondo dorme.
Così, "Non ho fatto il militare" non è un rifiuto del dovere, ma una dichiarazione di libertà dell’anima, un esercizio di memoria vigile, come direbbe il Maestro.

Buona(R)Onda!

People Talk è la condivisione inedita dei testi delle canzoni che raccolsi nel 2013. La maggior parte di queste parole non avevano mai visto la luce, erano rimaste chiuse in appunti, memorie e frammenti.
Oggi, più di dieci anni dopo, tornano fuori così come le avrei scritte allora: grezze, poetiche, disilluse, clandestine.

Buon Weekend a tutti!
Oggi vado a scarpe senza lacci. ☺️☺️☺️

NON HO FATTO IL MILITARE -

Non ho fatto il militare,
nemmeno la pace.
Non ho fatto il militare,
nemmeno la pace.

C’è un sergente al bar
che conta le monete come fossero munizioni,
mi guarda negli occhi
e io abbasso lo sguardo sul bicchiere.
Fuori piove,
la città sembra una divisa bagnata
appesa a un filo di ferro.

Io diserto.
Io diserto.
Io diserto.

Il sergente del quartiere
conta i minuti alle fermate dell’autobus,
e io perdo tempo,
lo lascio cadere come pane raffermo
agli angoli delle strade
dove i gabbiani saltano la guardia
a un impero caduto.

Non ho fatto il militare
ma porto le scarpe rotte come medaglie,
mi hanno decorato
con polvere e pioggia,
mi hanno insegnato che la ritirata
è un modo di avanzare al contrario.

Nelle cartoline di guerra
c’è sempre un cielo azzurro irreale
e sorrisi da manuale.
Io spedisco il silenzio,
lo imbusto e lo affranco
con francobolli di ceralacca.

Non ho fatto il militare,
e ogni notte dormo in trincee di lenzuola,
mentre i cannoni della televisione
sparano promesse a salve,
e i generali della pubblicità
ci ordinano di comprare sogni già usati.

Io diserto.
Io diserto.

Sono di marzo.
Non so perché mi chiamarono in Marina.
Tre giorni a La Spezia,
diventarono quattro.
Un letto a castello,
un ragazzo troppo timido per salire in alto.
Il militare della ronda accese la luce,
noi lo guardammo come si guarda un fratello caduto,
e lo aiutammo a salire piano,
con il rumore delle molle
che pareva un temporale.

Io diserto.
Io diserto.

Feci amicizia con un napoletano e un emiliano.
Di sera al porto, tra i new jersey e ragazze che ridevano
dei nostri cappelli da marinaretti provetti.
Qualcuno spariva per ore
e tornava all’alba,
come un marinaio che non aveva mai visto il mare.

Io diserto,
cammino nel corteo dei fantasmi
che hanno perso il taccuino delle regole,
e porto sul cappello
una piuma di viaggio:
il coraggio di non obbedire.

Mi dissero che lì
mi sarebbe venuta l’ulcera.
Incompatibilità di carattere.
Stati d’ansia.
Una lettera, qualche mille lire,
e la libertà di non marciare mai più.

Nelle trincee di lenzuola
conto gli incubi dei vicini nel dormitorio,
qualcuno ride,
qualcuno urla,
qualcuno aspetta che arrivi la primanaja.

Io diserto.
Il coraggio di non obbedire.
Io diserto.
Ma non ho avuto il coraggio di dire:
non ho fatto il militare.

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