STAN
Pubblichiamo l’articolo di Angelo Valsecchi sul Sentiero di Gandria, la prima battaglia ambientalista del Novecento condotta e vinta
dalla STAN (segnalatoci dagli amici di ViviGandria che ringraziamo❤️)
Il sentiero di Gandria
di Angelo Valsecchi
(tratto da «Rivista di Lugano», rubrica A spasso nella natura)
💚
Ci sono luoghi che suggestionano la nostra fantasia e i nostri sentimenti. Tra questi c'è il sentiero di Gandria con le sue insenature di acqua color smeraldo, i profumi tipicamente mediterranei, il canto delle cicale, la presenza di un clima dolce e mite anche d'inverno. Ricorda i paesaggi esotici.
Il sentiero di Gandria è l'emblema della prima battaglia ambientalista ticinese.
Nel 1924 la STAN (Società ticinese per l'arte e la natura [all'epoca: Società ticinese per la conservazione delle bellezze naturali e artistiche - STCBNA]) con alla testa il presidente Arnoldo Bettelini si batté coraggiosamente per la realizzazione di un parco nazionale prealpino allo scopo di salvaguardare il ricco patrimonio naturalistico presente lungo il sentiero di Gandria, che in quegli anni stava per essere messo in pericolo da un progetto che intendeva far passare una strada per collegare Lugano con la Valsolda.
La battaglia fu vinta.
La strada fu realizzata nel 1936 in posizione più elevata e panoramica, permettendo di creare vicino al lago il sospirato parco nazionale prealpino.
Fra i fautori del parco, in prima linea c'era Carlo Schröter, grande professore di botanica del Politecnico federale di Zurigo, il quale esaltò le bellezze del Ticino meridionale. Parole di estrema riconoscenza per il suo fondamentale contributo sono incise nella pietra su una lapide posta sull'imponente Sasso di Gandria, divenuto un simbolo.
La stratificazione delle rocce calcaree e l'azione scultorea operata dagli agenti atmosferici hanno creato un paesaggio suggestivo che ricorda altri ambienti situati lungo le coste marine mediterranee. Le particolari condizioni climatiche della riva di Gandria, dovute alla posizione riparata dai venti freddi settentrionali e influenzata dall'azione moderatrice del lago, che rende la temperatura dell'aria e gli inverni più miti, favoriscono la presenza di numerose varietà di specie animali e vegetali. Più di trecento sono le piante che crescono lungo il sentiero. Tra esse vi sono anche numerose rarità, alcune persino assenti nel resto della Svizzera.
Tra gli strati della roccia e nei prati aridi crescono l'Ombelico di Venere, il Dittamo, L'Ononide piccina, L'Enula uncinata, il Cardo pallottola, l'Imperatoria veneta, la Campanula bolognese, la Campanula spigata, la Ruta. Si possono osservare Buganvillee in piena terra, senza protezione invernale. Numerose piante grasse sopportano l'estrema aridità di certe posizioni riparatissime. Borracine, Semprevivi, Sassifraghe accumulano acqua nelle loro foglie trasformate in cisterne. Alcune Agavi riescono persino a fiorire producendo una infiorescenza altissima e spettacolare. Anche i Fichi d'India si trovano a loro agio e si riproducono spontaneamente come fossero nel loro Paese di origine. Boschi di Alloro ombreggiano il terreno e lo mantengono umido riducendo l'evaporazione. Le radici del Bagolaro penetrano tra gli strati della roccia come i tentacoli di un polipo gigante.
L'Associazione Bottega di Gandria si sta impegnando con lodevole fervore nel promuovere la conoscenza di questo gioiello. Recentemente ha pure organizzato una gita guidata dal botanico Nicola Schönenberger per far conoscere e amministrare i tesori e le peculiarità naturalistiche di questo romantico sentiero, che, ahimé, sebbene sia sulla porta di casa, è poco frequentato dai luganesi. È auspicabile che venga maggiormente apprezzato affinché gli sforzi dei pionieri del parco prealpino non siano stati vani.
Da sapere
Tempistica. 1 ora.
Per i grandi pregi naturalistici il sentiero di Gandria è stato inserito come sito d'importanza nazionale in due inventari federali: quello dei paesaggi e monumenti naturali e in quello dei prati e dei pascoli secchi.
❤️💚
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