avanzo58
26/11/2025
Questa vita andrebbe presa come un gioco, ma le regole non le decidi tu. A volte questo gioco può risucchiarti in un vortice profondo dal quale risalire può essere complicato. Difficilmente ci si salva da soli: qualcuno deve giocare assieme a te per rimetterti in pista.
Ho vissuto la mia giungla (urbana). Non ho sconfitto ragni giganti, zanzare enormi, leoni e cacciatori. Ma ho affrontato paure, insicurezze, dubbi e ansie che mi hanno messo alla prova più volte. Per anni.
No, il riferimento a Jumanji (quello vero) non è un caso. Per tornare ho dovuto attendere che si riaccendesse una piccola scintilla. Che si smuovesse qualcosa nel profondo. Che qualcosa mi ricordasse di esistere ancora, di essere vivo.
E una notte sono tonato all’improvviso come Alan Parrish.
Tornato dove? Nel mio campo da gioco preferito.
Qual é il mio campo da gioco? La carta e la penna.
Cosa é successo? Si é riaccesa la scintilla: qualcuno ha lanciato dei dadi e ha fatto un 5, forse un 8. (Nella giungla dovrai stare finchè un 5 o un 8 non compare). Improvvisamente la penna ha sciolto quell’inchiostro cristallizzato da tanto, troppo tempo.
Con la mia musica non voglio dimostrare nulla a nessun altro al di fuori di me stesso. Scrivo per sentirmi vivo, scrivo per sentirmi. Scrivo per sentire ancora la mia voce in un mondo che fa troppo rumore, dove in ogni istante si rischia di dimenticare chi siamo.
Qualcuno ha fatto un 5 o un 8.
Io sono avanzo.
Anzi, avanzo58.
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