MYDA Informatica

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11/02/2025

Prepararsi alla "NIS3": Un'opportunità per rafforzare la sicurezza e la cultura aziendale

Molte aziende oggi non sono direttamente obbligate a conformarsi alla NIS2, e l'azienda per cui lavoro è una di queste. Tuttavia, ho potuto constatare che adottarne i principi e prepararsi per una possibile NIS3 sta già portando benefici tangibili, migliorando sia la postura di sicurezza sia la consapevolezza del personale.
Lavorare su questi aspetti ha reso evidente come la sicurezza informatica non sia solo una questione di conformità normativa, ma un vero e proprio asset strategico. Introdurre processi più strutturati per la gestione del rischio, la protezione degli asset critici e la continuità operativa ha portato a un cambio di mentalità all'interno dell’azienda. Oggi il personale è più attento alle tematiche di cybersecurity, non per obbligo, ma per una sensibilità che si sta diffondendo in modo naturale.
Anche sul piano della governance, il lavoro fatto sta già dando risultati. Adottare buone pratiche derivate dalla NIS2 ci ha permesso di rafforzare il controllo sugli accessi, migliorare la protezione delle infrastrutture critiche e affinare le strategie di risposta agli incidenti. Questo non solo riduce il rischio di attacchi informatici, ma rende l’azienda più affidabile agli occhi di clienti e partner.
Un altro grande vantaggio è la resilienza. Prepararsi con metodo, senza l'urgenza dettata da un obbligo normativo imminente, consente di costruire un approccio solido alla sicurezza, senza rincorrere adeguamenti dell’ultimo minuto. Se e quando una NIS3 arriverà, saremo già pronti, evitando costi imprevisti e disorganizzazione.
Alla fine, non si tratta solo di conformità, ma di un investimento nel futuro. Seguire oggi la strada tracciata dalla NIS2 ci sta rendendo più sicuri, più consapevoli e più competitivi. E questa, più che una necessità, è un’opportunità da cogliere.

03/02/2025

"Il CISO (Responsabile della Sicurezza dei dati e Compliance" che si sporca le mani: da visionario a fattore operativo"

In un’epoca in cui la cybersecurity viene spesso ridotta a slogan e piani strategici astratti, è fondamentale ricordare che la vera sicurezza nasce dall’azione sul campo. Io credo fermamente in un approccio "hands-on": il CISO non deve limitarsi a essere un profeta che predice minacce lontane o che si limita a pianificare la strategia di sopravvivenza a potenziali scenari disastrosi, ma deve affiancare concretamente il team, contribuendo alla realizzazione pratica di soluzioni efficaci.

Perché è importante "sporcarsi le mani":
Supporto operativo: Affiancare il team significa non solo definire le linee guida, ma anche essere presente nel giorno per giorno per implementare soluzioni, analizzare anomalie e intervenire in situazioni critiche. La mia esperienza mi ha insegnato che la collaborazione attiva crea fiducia e migliora la resilienza complessiva.

Approccio pragmatico: La sicurezza non si costruisce solo con piani teorici. Affrontare le sfide in prima persona e capire le dinamiche operative consente di individuare soluzioni pragmatiche, capaci di rispondere alle esigenze reali e spesso mutevoli di un ambiente aziendale complesso.

Cultura della responsabilità: Essere un CISO "hands-on" significa trasmettere al team il valore della responsabilità condivisa. Quando la leadership è parte integrante dell’implementazione, si favorisce una cultura aziendale in cui la sicurezza è un impegno collettivo e non una mera funzione di controllo.

Il valore del CISO operativo:
Credo che il futuro della cybersecurity risieda nella capacità dei leader di "sporcarsi le mani": essere presenti, condividere le sfide quotidiane e trasformare le idee in azioni concrete. Solo così possiamo garantire un ambiente sicuro e resiliente, in cui ogni membro del team si senta parte attiva della difesa aziendale.
E voi, come integrate l'approccio hands-on nella vostra strategia di sicurezza?
Vi invito a condividere le vostre esperienze e a discutere insieme le best practice per trasformare la teoria in azioni concrete.

19/12/2024

Cybersecurity e Giovani Talenti: Le Aziende Devono Fare di Più
Nel panorama digitale attuale, i giovani talenti con competenze tecniche sono corteggiati da ogni direzione, inclusi gruppi di cybercriminali che sanno come fare leva su ambizione e curiosità. Ma le aziende, spesso, non riescono a essere altrettanto persuasive.
Cosa possono fare le aziende per attrarre questi talenti?
Investire nella Formazione Personalizzata
Non basta un’offerta generica: percorsi di apprendimento su misura, che includano certificazioni, accesso a tecnologie all’avanguardia e mentorship con esperti, possono fare la differenza. Far sentire un giovane parte di un percorso di crescita chiaro è il primo passo per conquistarlo.
Creare un Ambiente che Valorizzi il Talento
I giovani cercano più di uno stipendio: vogliono sentirsi apprezzati, sfidati e ascoltati. Le aziende devono costruire una cultura che celebri l’innovazione e riconosca i contributi individuali.
Offrire Progetti Stimolanti
Proporre attività concrete e rilevanti – come partecipare alla difesa contro minacce reali, lavorare su nuove soluzioni di sicurezza o collaborare in team dinamici – è fondamentale per attrarre chi cerca un impatto tangibile nel proprio lavoro.
Comunicare il Valore della Cybersecurity
Troppo spesso, le aziende non riescono a raccontare l’impatto positivo della cybersecurity. Mostrare come proteggere dati e sistemi contribuisca a qualcosa di più grande – la fiducia digitale, il progresso tecnologico, la sicurezza globale – può ispirare le nuove generazioni.
Le aziende devono essere più audaci, più creative e più coinvolgenti.
I giovani di talento non vogliono solo un lavoro: vogliono una missione. Perché non offrirgliela?

28/11/2024

Non so voi, ma a volte mi sento come se stessi partecipando a una maratona... con le scarpe sbagliate! 😅 Task che piovono da ogni lato, scadenze che fanno a gara per arrivare prima, e l'energia che non è infinita.
Ecco cosa ho imparato: non si può fare tutto, ma si può fare tutto ciò che conta. 💡

Ultimamente sto usando un approccio semplice per tenere il caos sotto controllo:
1️⃣ Mi chiedo sempre "Qual è la cosa che se faccio oggi renderà tutto il resto più facile o addirittura inutile?"
2️⃣ Faccio pace con l'idea che dire "no" a qualcosa vuol dire dire "sì" a qualcos'altro di più importante.
3️⃣ E sì, una pausa caffè strategica non guasta mai ☕!

Insomma, priorità non significa solo "fare le cose giuste", ma anche "farle al momento giusto". E voi, come gestite il vostro tempo quando tutto sembra una priorità? 💬
Ditemi che non sono l'unico a lottare con il multitasking! 😜

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