Giovanni ignoffo

Giovanni ignoffo

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13/09/2025

I mitici anni ⚽️

La Primavera del Palermo nell’annata 1995-’96 è inscindibilmente legata alla prima squadra di Ignazio Arcoleo che gioca in serie B: non esistono barriere, è uno scambio continuo. Arcoleo ha acquisito a tempo indeterminato Giacomo Tedesco per il centrocampo e Giovanni Di Somma per l’attacco, ai quali aggiunge senza soluzione di continuità la convocazione di altri 4-5 elementi come il portiere Giorgio Calabrese, i difensori Angelo Tasca, Giovanni Ignoffo, Alessandro Parisi e soprattutto il jolly Gaetano Lo Nero e l’esterno Giorgio Lucenti. Se teniamo conto che ci sono anche il portiere Sicignano, Ciccio Galeoto, Assennato, Pisciotta, Giuseppe Compagno, Giancarlo Ferrara, più Tanino Vasari (palermitano del Borgo Vecchio, cresciuto però fuori dal vivaio rosanero), la prima squadra di Arcoleo è a pieno titolo non solo un modello di calcio, ma una favola vera: “il Palermo dei picciotti”. E scusate se non perdono neanche una partita delle prime 11 di serie B e al 5 novembre 1995 sono secondi in classifica.
Proprio a causa della fecondità del vivaio, la squadra Primavera del Palermo ’95-‘96 fatica a trovare un inquadramento base . Tutte le volte la formazione è un bel rompicapo per il nuovo allenatore Andrea Pensabene, ma un undici-tipo dell’annata può configurarsi così: Calabrese in porta, Bennardo e Alessandro Parisi terzini, Ignoffo e Tasca (o Tamajo) centrali, Lo Nero, Cardinale e Cacicia in mezzo, Lucenti, La Vardera e Michele Marino in attacco. Dopo qualche pareggio di troppo, sabato 2 dicembre 1995 il Palermo perde 2-1 (gol di Lucenti) in casa della Reggina capolista e in classifica scivola a -4 . Nel periodo natalizio il Palermo parte per Ischia, dove si gioca uno stimolante quadrangolare : ci sono l’Avellino, il Parma e i padroni di casa. In finale il Palermo batte il Parma con gol di Ignoffo e Osman, dopo aver superato 1-0 l’Avellino nella prima partita (gol di Marino, premiato miglior calciatore del torneo). Nessuno lo sa, ma la finale Palermo-Parma è la stessa partita che si giocherà il 3 giugno 1996, solo sei mesi dopo. E nella stessa cornice di Ischia: varrà un pezzo di Scudetto.
In campionato il Palermo riprende con un 3-0 al Catanzaro (doppietta di La Vardera e gol di Cardinale), seguito da un 4-0 al Cosenza (Lucenti, Cardinale, Giglio e Marino), poi, seppure in formazione d’emergenza, sabato 20 gennaio 1996 sbancano Andria 2-0 (Giglio e Marino): terza vittoria consecutiva e prendono la scia della Reggina .
Anche in questa annata il Palermo si lascia ammaliare dal torneo di Viareggio e partono con la squadra anche Giacomo Tedesco e Lucenti. Primo turno superato, eliminando la Roma. Agli ottavi c’è la Lazio campione d’Italia di Mimmo Caso con Grandoni, Daniele Franceschini, Iannuzzi e compagnia. Cardinale si fa espellere dopo pochi minuti. Svantaggio su rigore alla mezz’ora e la Lazio regge. Si torna a casa, ma è una delusione che attiva gli stimoli giusti per il campionato.
A metà marzo c’è lo scontro diretto per il primo posto: Palermo-Reggina e gli amaranto sono la squadra del portiere Belardi, di Cirillo e Peccarisi, di Morabito e Simone Perrotta . Prevalenza del Palermo con Bennardo che spinge a destra e Alessandro Parisi a sinistra. Minuto 65, si smarca e viene imbeccato Giorgio Lucenti . Poi destro paralizzante : Palermo-Reggina 1-0 e sorpasso. Mister Pensabene a 10 minuti dalla fine manda in campo Gaspare Saladino, 16 anni. I rosanero chiudono la regular season primi e giocheranno i playoff scudetto da testa di serie. Vengono inseriti nel girone con Cesena, Inter e Perugia. Dopo il pari col Cesena, diventa decisiva la doppia sfida con l’Inter . Andata mercoledì 8 maggio ‘96 a Trezzano sul Naviglio e il Palermo si presenta così: Calabrese, Bennardo, Parisi, Lo Nero, Tasca, Ignoffo, Lucenti, Cardinale, La Vardera, Cacicia, Marino. Dopo soli 14 minuti il Palermo passa: palla profonda per Lucenti, che scarta il portiere Frezzolini e insacca. Il Palermo aggredisce, domina, sfiorando il raddoppio con Cardinale (parata di Frezzolini) e con un missile di Parisi dai diciotto metri, che colpisce l’incrocio dei pali. Nonostante l’Inter schieri in attacco Spinesi e il referenziatissimo brasiliano Caio, tira in porta dopo 68 minuti, ma ci pensa Calabrese . Risultato finale : Inter-Palermo 0-1 . Mister Pensabene e il vice Alvaro Biagini sintetizzano così la prestazione: “Una partita splendida”. Al ritorno è un 2-2 (Ignoffo e La Vardera) che tiene l’Inter dietro in classifica e avvicina il Palermo al traguardo dei quarti di finale.
Serve però almeno un’altra vittoria e all’Acquasanta davanti a più di duemila persone arriva il Perugia. Ci sono Storari in porta, Marco Materazzi, Davide Baiocco e Rino Gattuso. Minuto 67, Storari in uscita precipitosa su La Vardera : rigore, trasformato da Marino . Il Palermo batte il Perugia, ma le due squadre ai quarti di finale vanno insieme .
Per la sfida col Brescia i rosanero possono però arruolare Giacomo Tedesco . Sfumata la promozione in serie A, Arcoleo autorizza, ma si tiene Lo Nero. Assente anche Tasca (squalificato) e mister Pensabene non fa una piega: “Infortuni e squalifiche quest’anno sono all’ordine del giorno. Serve umiltà” . Si gioca all’Arechi di Salerno e Palermo col solito 4-3-3 : Calabrese, Bennardo, Parisi, Tedesco, Tamajo, Ignoffo, Lucenti, Cardinale, La Vardera, Cacicia, Marino. Il Brescia ha vinto il Viareggio e si trova ai quarti di finale grazie a un sonante 4-1 alla Juventus: in mezzo al campo Andrea Pirlo, sulla fascia Aimo Diana, in attacco Bonazzoli. Assente però Baronio. Supremazia iniziale del Palermo e vantaggio con Tonino Cardinale. Risposta del Brescia e 1-1 alla mezz’ora, gol di Tagliani. A questo punto due blitz fra il minuto 37 e 47 di un incontenibile Giorgio Lucenti spezzano l’equilibrio e il Brescia è alle corde. Prova a buttarsi in avanti e ne prende altri due, da Cacicia (59’) e Marino (90’), ma potevano essere molti di più. Finale: Palermo – Brescia 5-1.
Le proporzioni della vittoria rosanero lasciano il segno, perchè al triplice fischio qualcuno bussa alla porta dello spogliatoio del Palermo: è Adriano Cadregari, allenatore del Brescia, che entra e fa i complimenti. Il Palermo è tra le prime quatto squadre d’Italia. Dopo aver urlato per novanta minuti, Pensabene raggiante e con un filo di voce: “Abbiamo fatto semplicemente quello che sappiamo fare, ma è un traguardo storico, un grande successo ottenuto con grinta e caparbietà. La semifinale col Parma? Grande squadra, ma sarebbe un peccato non arrivare in fondo. Abbiamo numeri e mezzi per raggiungere lo Scudetto”. Il sogno dura fino alle dieci di sera di lunedì 3 giugno 1996, quando Lucenti sfonda per l’ennesima volta a destra e batte a rete. Mancano 6 minuti alla fine. Il portiere del Parma ha esordito in serie A da mesi e si chiama Gianluigi Buffon: ci arriva. Passano due minuti e assist di Lucenti per la stoccata di Giacomo Tedesco : palla fuori di poco. Risposta del Parma e gol di Giovanni Arioli. Il minuto è il novantesimo. Per i ragazzi di Andrea Pensabene è troppo tardi: “Ci sentiamo i vincitori morali del torneo, che ci ha comunque permesso di mettere in mostra tanti ragazzi”. In finale va il Parma, allenato da Salvioni con Buffon, Ivan Franceschini, Simone Barone, Piro, Arioli. Si arrenderà al Perugia e a un incontenibile Rino Gattuso.
Per una società di calcio il settore giovanile è un insostituibile fattore di aggregazione, che può avere risvolti positivi di cultura e di crescita sociale. A Palermo si chiudeva il ciclo dei ’74, ’75 e ‘76, ma solo per ragioni anagrafiche. Il triennio di Sicignano, Liverani e Alessandro Parisi, di Ignoffo e Lucenti, di Giacomo Tedesco e Di Somma, di La Vardera e Marino non ha portato il grande trofeo, ma nessuno ha dimenticato la loro nidiata e le loro partite, semplicemente perché arrivare primi nello sport non è tutto.

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(fonti: Giornale di Sicilia - Corsport - grazie ad Alessandro Palermo per le foto)

Photos from Balarm TV in the Box's post 20/02/2025
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