MaxiProcesso

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07/04/2026

Nell'articolo del 7 aprile 1984, il Giornale di Sicilia raccontava la misteriosa scomparsa di un giovane rapinatore della Kalsa, Girolamo Frusteri, facendo emergere il timore degli investigatori che potesse trattarsi di un caso di “lupara bianca”.

Il ragazzo, 24 anni, era uscito dal carcere da pochi mesi dopo aver scontato una condanna per rapina. Il 20 marzo dello stesso anno si erano p***e completamente le sue tracce dopo essere uscito a bordo della sua auto. A denunciarne la scomparsa fu il padre, preoccupato per quanto accaduto.

Frusteri era noto alle forze dell’ordine ed era considerato vicino ad ambienti criminali della zona della Kalsa, con collegamenti a soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata. In passato era stato coinvolto in una rapina ai danni di un commerciante, episodio che aveva portato alla sua condanna.

Dopo la scarcerazione, il giovane era tornato nel suo quartiere ma viveva sotto stretta sorveglianza. Gli investigatori, alla luce dei suoi precedenti e delle frequentazioni, cercavano di capire se la sua scomparsa fosse legata a vecchi conti in sospeso oppure a dinamiche più recenti maturate negli ultimi mesi.

Al momento della notizia, non vi erano elementi concreti sulla sua sorte, ma l’ipotesi più temuta restava quella di una scomparsa riconducibile alla criminalità mafiosa.

07/04/2026

Martedì 7 aprile 1987 La sentenza è ora definitiva.

Corte di Cassazione 30 anni conferma: per Masino Spadaro.

06/04/2026

6 Aprile 1973 L'ORA. Dopo le rivelazioni del cugino Leonardo all'Ucciardone, Salvatore Vitale, il fioraio assassinato alla Zisa avrebbe potuto aggiungere le sue Ed è per questo che.....

LO CERCAVANO KILLER E POLIZIA

Sapeva qualcosa anche su Cassina. Il cugino lo avrebbe messo al corrente - Leonardo Vitale avrebbe fatto i nomi dei mandanti del sequestro e del delitto Bologna.

Da diversi giorni molto preoccupato.
A colloquio con un amico della vittima - La polizia due giorni prima del delitto era andata per prelevarlo ma non lo ha trovato.

Ucciso per paura o per vendetta?
Il ca****re scoperto alle 23,20 in una capanna di via Eugenio l'Emiro - Il fioraio sarebbe stato ucciso otto ore prima.

Mentre la morte di Salva- tore Vitale suona una tragica conferma delle confes- sioni del cugino, nuovi elementi scaturiscono dalle clamorose rivelazioni di quest' ultimo e vanno ad arricchire le indagini su due episodi chiave: il sequestro di Luciano Cassina e l'omicidio di Giuseppe Bologna.

Vitale continua a parlare quindi ignaro che qualcuno temendo le sue rivelazioni ha già preso orrende contromisure, ha lanciato un terribile ammonimento.

Ma c'è di più: la sorte ha voluto che proprio ieri pomeriggio, mentre veniva eseguita la sentenza di morte contro Salvatore, Leonardo Vitale subiva l'ennesimo interrogatorio da parte del giudice Aldo Rizzo, il magiche cura l'istruttoria sul sequestro Cassina.

E partendo proprio da quest'episodio Leonardo Vitale ha cominciato a sgranare il suo rosario di nomi riguardanti sia gli esecutori materiali che i mandanti del rapimento a scopo di estorsione del giovane le palermitano.

Le rivelazioni di Leonardo Vitale chiamano in causa personaggi nuovi sui quali sono in via di completamento le indagini e personaggi vecchi già coinvolti col giovane nel sequestro.

Leonardo Vitale ha parlato in particolare di una riunione di mafia a cui avrebbe partecipato con Francesco Scrima che è attualmente detenuto sotto la grave imputazione di concorso nel sequestro, a Giuseppe Calò, anch'egli incriminato di concorso ma attualmente in libertà provvisoria, ed altre persone, una delle quali è stata recentemente al centro di un episodio di crona- ca nera.

In quella riunione si sarebbe deciso il sequestro del giovane industriale ma Leonardo Vitale si sarebbe rifiutato di prendervi parte.

Tutte queste informazioni, sono adesso al vaglio del magistrato che fino ad ora non ha comunque emesso alcuno provvedimento.

Nè altri ordini di cattura sono scaturiti in relazione all'altro fatto su cui si è incentrata la confessione di Leonardo Vitale: l'omicidio Bologna.

Anche per questo delitto si sono appresi altri particolari sul ruolo avuto da gionella esecuzione del vane nella boss, abbattuto in via Perpignano, la sera del 12 marzo del 1969.

Leonardo Vitale ha detto di essere stato il solo killer a commettere il delitto ma ha anche rivelato il nome del mandante.

Già s'è detto nei prece- denti servizi quale fosse il contesto in cui veniva ad iniziare la carriera del giovane Vitale. Nipote di quel Giovan Battista Vitale, boss riconosciuto di Altarello di Baida al quale, dopo il processo di Catanzaro si erano improvvisamente schiusi gli orizzonti della speculazione edilizia.

Giovan Battista Vitale è stato denunciato con un rapporto della polizia insieme ad altri tredici mafiosi, molti dei quali sono scomparsi durante la guerra tra cosche riaperta proprio con l'omicidio del boss di via Perpignano.

A spingere Leonardo Vitale sulla prima linea di quel delitto sarebbe stato un antico rancore verso il Bologna causato da uno sgarbo, forse uno schiaffo, subito da qualcuno del suo clan.

La causale tuttavia sarebbe maturata per ben più se- ri motivi di interesse.

Sono queste alcune delle ammissioni di Leonardo Vi tale, trapelate da indiscre zioni di buona fonte.

Ora, appare scontato agli inquirenti che la morte di Salvatore Vitale si inserisca nel contesto di questo racconto.

Resta da stabilire in qua- le dei due episodi chiave - Cassina o Bologna 11 giovane ucciso ieri pome. riggio ha avuto un qualche ruolo: vuoi di testimone, vuoi di semplice detentore dei segreti del cugino, vuoi di complice.

Le piste sono queste che si son dette. I due Vitale, Leonardo e Salvatore, era- no molto legati non si puo escludere che tra di loro non vi fossero segreti.

In proposito secondo una altra voce non priva di fon damento, Salvatore Vitale avrebbe addirittura nascosto il fucile con cui Leonardo avrebbe ucciso Giuseppe Bologna e per questo forse era cercato da polizia e carabinieri.

La breccia aperta dalle ammissioni di Leonardo Vi tale comunque ancora non è chiusa, altro si potrà sapere nei prossimi giorni, quando gli inquirenti tire ranno le somme in un rapporto di denuncia che dovrà essere consegnato al sostituto procuratore dott. Vincenzo Terranova.

Il giovane che sarà nuova mente interrogato si trova attualmente in una cella di isolamento, guardato a vista.

ARTICOLO: ALBERTO STABILE L'ORA

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