Alfredo Conte
Ognuno di noi, alle prese con una dieta di attacco, conosce quanto è importante l'aspetto psicologico. I dietologi allora diventano nutrizionisti che ti comminano una terapia alimentare come se fosse la cura ad un malato. E allora perché non proviamo ad addolcire anche a noi la pillola con qualche espediente che ci aiuti a meglio accettare una alimentazione deprivata che diventa soprattutto rinuncia di vita?
Personalmente ho sperimentato che, per chi inizia una dieta, il momento più deprimente non è quello del triste piatto servito a tavola ma quello della preparazione. Gli 80 grammi di riso scondito ci intristiscono già nel momento della pesatura, ancor prima dell’ immersione nella promettente acqua bollente.
E allora bando alle bilance di precisione, quelle elettroniche che ti misurano anche il mezzo grammo. Ritorniamo alle vecchie bilance con l' ago che scorre su un disco generosamente diviso in tacche da dieci grammi.
Abbiamo il vantaggio dell’ approssimazione (sempre per eccesso) ed in più la possibilità di una visione laterale, la cui generosa prospettiva, ci consente di “guadagnare”altri dieci grammi. Si potrà dire che, pesando 100 grammi su una bilancia elettronica, l’effetto sarà lo stesso. Ma vuoi mettere lo scrupolo di coscienza di aver scientemente e vergognosamente barato in un momento della vita dove sei chiamato alla responsabilità?
Però l’errore di lettura in buona fede, determinato dall’angolo di visuale e dall’ approssimazione, ci può stare. E quei venti grammi in più faranno tutta la differenza del mondo nel piatto.
E pazienza se ci vorrà più tempo per raggiungere il risultato desiderato.
Ma più probabilmente,per quanti sforzi faremo, ritorneremo sempre al punto di partenza.
In fondo, pur sapendo che nulla cambierà, ci vogliamo illudere di voler cambiare tutto.
A distanza di due giorni, ho ancora davanti gli occhi l' emozionante atmosfera della mia presentazione di "Snodi" di venerdì sera al Cala Sveva Beach Club di Termoli. La sala piena, l' interesse suscitato dai temi del libro, le parole scambiate con le persone al firma copia costituiscono momenti che rimarranno scolpiti nel mio cuore.
Grazie a tutti.
Ieri alla Libreria Luce mi sono sentito a casa mia. La presentazione del mio libro "Snodi", grazie agli spunti di Roberta Nicodemo, è stata solo un pretesto per discutere sui temi che il mio romanzo tocca, con una partecipazione corale dei convenuti. Penso che sia questo il senso più vero di questi incontri. La parola condivisa è l' antidoto a quella urlata dei nostri tempi.
Grazie alla Libreria Luce, grazie a Roberta, grazie a tutti quelli che sono venuti ed un grazie anche a quelli che non c'erano ma che avrebbero voluto esserci.
Intitolo "fragilità" un capitolo del mio romanzo "Snodi". È una condizione molto comune, figlia di circostanze che portano una persona a sentirsi 'fra" " in mezzo"ad eventi che non può controllare.Nella narrazione Laura, donna forte, che normalmente sa quel che vuole, mette in discussione la sua vita sentimentale e, già così, si espone a conseguenze non preventivabili. Poi c'è la malattia del padre, evento imprevisto, che mette a rischio un altro punto fermo della sua vita. C'è un istante di "caducità" davanti alla porta del reparto, in attesa di notizie sul padre," e tutto sembra crollarle addosso, non riesce a mantenere il suo mondo.È in mezzo al cambiamento, quindi fragile, una nave senza timone nella tempesta.
Lei ha bisogno trovare sostegni, di mantenere quello che può, si aggrappa alle cose certe che le rimangono, i figli, il lavoro.
Pagherà un prezzo altissimo, naturalmente, prima di uscire dal guado.
Ma ci riesce perché la fragilità è un percorso che deve traguardare verso nuove certezze. La fragilità è catartica...
In vista dei prossimi incontri con i lettori (24 p.v. alla libreria Luce del Vomero ed il 26 p.v. a Termoli), torno a evidenziare qualche aspetto del mio romanzo "Snodi".
Oggi scriverò di Carlo, il marito di Laura. Non è un personaggio secondario alla narrazione. La sua voce, in calce ad ogni capitolo, è il contraltare, con la sua interpretazione degli eventi, del travaglio di Laura. È una persona profondamente innamorata della propria consorte, teso ad amarla con le sue attenzioni, convinto che questo basti, se non altro perché è stato sufficiente a tenerla accanto per cinque lustri. Non è pronto quindi al cambio di passo imposto da Laura. La gelosia gli fa commettere una sciocchezza che accelera gli eventi. Però poi non molla. Si rende conto che Laura non è una sua proprietà, le lascia campo libero ed aspetta gli eventi con una segreta speranza nel cuore.....
01/09/2025
Questo è il quarto racconto del progetto: una riflessione che nasce osservando i fiori del lago.
Tra riflessi e illusioni diventano metafora di una vita sospesa, fragile e misteriosa. La natura si trasforma così in poesia, mescolando realtà e immaginazione.
01/09/2025
Il mio "Snodo" napoletano.
17/08/2025
In questo nostro viaggio sulle rive del lago Fimon, non avrei mai pensato di udire il canto delle sirene, prima di leggere il racconto di mia figlia Ester Conte. La suggestione del luogo ispira tanti pensieri, la vitalità del lago suggerisce tante storie, ma solo la scrittura riesce a trasmettere suoni, a suscitare sensazioni.
Ma, soprattutto, per riprodurre il canto delle sirene, bisogna svuotarsi di sé stessi, farsi cavi, e vibrare alle proprie onde emotive.
Adesso conosco il tuo segreto Ester e in lontananza sento risuonare un' irresistibile melodia...
https://www.alfredoconte.com/blog/il-canto-delle-sirene?fbclid=PAQ0xDSwMPGDJleHRuA2FlbQIxMQABpxDF_CmR5SnmiBh2K5SuOnOA_1i69VXi_uB75yDsH_A2NfhuQCSmqkCAmuua_aem_gyqkZfEYnFp1SN-lAwV71g
Il canto delle sirene - Alfredo Conte Un lago, una corsa, un canto. In un percorso di 4,20 km attorno al lago, il ritmo dei passi si trasforma in un momento introspettivo, fino a confondersi con il paesaggio e con le storie che l’acqua custodisce. Tra realtà e immaginazione, la voce antica delle sirene del Fimon dà vita a tre raccon...
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.