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11/10/2023

Il Realismo in letteratura: Balzac, Dickens, Flaubert, Stendhal, Tolstoj, Maupassant, Turgenev, Dostoevskij, Mann e tanti altri.
È il tema portante dell'ultimo numero di Icono – Rivista di racconti e narrazioni: lo presenteremo ufficialmente presso la Libreria Ubik Napoli giovedì 12 ottobre alle ore 18:00.

24/03/2023

La Santa Feira – Festa dell'illustrazione e dell'editoria indipendente, che si è conclusa la settimana scorsa, è stata quella della quinta edizione, la quarta di seguito che abbiamo contribuito aorganizzare. Ci sono varie ragioni dietro alla scelta del "Manifesto cyborg" di Donna Haraway cometema per questa edizione. Quello principale riguarda il grande interesse che il testo in questionemostra per gli immaginari e le narrazioni. Ne abbiamo discusso in un apposito incontro con Tiziana
Terranova, docente universitaria e attivista.
Cos'è, infatti, per la pensatrice statunitense del cyberfemminismo, il cyborg citato anche nel titolo dellibro?Donna Haraway ha preso a prestito dal cyberpunk tale figura per trasformarla in una metafora. Ilcyborg è un ibrido di finzione e realtà, un mito che serve per inventare e raccontare in quali direzioni –
ironiche, radicali, paradossali, talvolta provocatorie – potremmo scegliere collettivamente di far andare
il corso del mondo (e quello delle nostre esistenze con esso). Gli immaginari e le narrazioni dannoforma al futuro – e un po' anche al presente.Questo modo di intendere l'attività del raccontare è precisamente il motivo che ci spinge a interessarcidi immaginari e di narrazioni: in letteratura, nel fumetto, nel cinema, in ogni medium utile. Le
narrazioni devono stupire, divertire, emozionare, far pensare, dare dignità alle persone; ma, più diogni altra cosa, devono rendere possibile il futuro.
Oltre a vari aspetti generali, della Santa Feira abbiamo curato, in particolare, le discussioni e lepresentazioni: di libri, delle fanzine e di altri prodotti editoriali. Con il primo incontro del ciclo"Sospensione dell'incredulità: immaginari e narrazioni" abbiamo inaugurato i giorni della Santa Feirapresentando "I santi d'argento", il romanzo scritto da Giancarlo Piacci e pubblicato dall'editore Salani.
Si tratta di una lettura avvincente – è un noir – che presenta una particolarità rispetto ad altri esempiletterari del genere. L'invenzione narrativa, infatti, rappresenta Napoli – la città in cui sono ambientatele vicende – e le sue classi popolari in modo diverso da come abbiamo visto spesso fare negli ultimi
anni. Questo tratto della penna di Giancarlo lo abbiamo particolarmente apprezzato. Talvolta si hal'impressione che alcuni autori o alcune autrici delle narrazioni intorno alla realtà napoletana insistanosu dei tratti specifici delle vite della città e dei suoi abitanti, fino a restituirne rappresentazionicaricaturali, eccessive, spregiative. In alcuni casi, l'approccio alla rappresentazione finisce per essereaddirittura morboso: sembra quasi che chi inventa la storia desideri catturare la nostra attenzionefacendoci spiare l'intimità delle classi popolari, colta nel personale delle relazioni private.Sappiamo che questo tipo di operazione potrebbe raggiungere, del resto, un qualche risultatoletterario, magari nel segno del perturbare coscienze borghesi, e probabilmente anche un risultatodegno di nota. In merito a "I santi d'argento" dobbiamo confessare che, al contrario, la narrazione
sulla città si esprime sempre in modo assolutamente naturale. Sono i personaggi di Giancarlo Piacci,sfaccettati e interamente realistici sebbene siano immaginati con inventiva, ad assumersi laresponsabilità di attirare l'attenzione di chi legge, non uno sguardo morboso e strumentale di chi
scrive. Se il filo rosso dell'edizione appena terminata di Santa Feira è stato l'immaginario, la fiera checontribuiamo a organizzare è essa stessa un pezzetto di possibile che evochiamo da un futuro conpiù dignità, più libertà e più equità rispetto a quello che ci viene prospettato dal presente che viviamo.
La Santa Feira è un crocicchio al quale si sono date appuntamento delle forze dell'immaginazione edella creatività che animano le produzioni culturali della città di Napoli: illustratori e illustratrici, autrici
e autori, teoriche e teorici. Le persone con le quali abbiamo collaborato, e che hanno reso possibile laSanta Feira, sarebbero troppe da elencare ma ne vogliamo ringraziare il maggior numero possibile:Giancarlo Piacci, Aldam Streetart, Yele+Tres, Tiziana Terranova, Francesco de Cristofaro ,Giuseppe Episcopo,Le Recensioni non Richieste, Nadir Collective, Achille Pignatelli, l'Asilo, tutto il gruppo di
organizzazione di Santa Feira.
Infine, un ringraziamento speciale lo riserviamo a tutti i visitatori e a tutte le visitatrici della quintaedizione di Santa Feira!

18/03/2023

IMMAGINARI E NARRAZIONI
Conversazione con Francesco de Cristofaro e Giuseppe Episcopo
SANTA FEIRA, 18 marzo, ore 18:30
l'Asilo

In "El inmortal" – uno dei racconti più noti contenuti in "El Aleph" – Jorge Luis Borges immagina il peregrinare di Marco Flaminio Rufo alla ricerca della Città degl'Immortali, al tempo di Diocleziano. Il tribuno militare romano si mette in viaggio dopo aver ricevuto la notizia secondo cui «se qualcuno avesse camminato fino all'occidente, dove ha termine il mondo, sarebbe giunto al fiume le cui acque danno l'immortalità». Attraversando deserti e regioni mostruose – con il racconto che pendola tra l'Anabasi di Senofonte e "Storia del Necronomicon" di Lovecraft – Rufo giunge in vista del meraviglioso corso d'acqua, poi avvista la città e i suoi abitanti immortali:

[...] Sulla riva opposta splendeva (agli ultimi o ai primi raggi del sole), svelata, la Città degl'Immortali. Vidi mura, archi, frontoni e fori: la base era un altipiano di pietra. Un centinaio di nicchie irregolari, uguali alla mia, foravano la montagna e la valle. Nell'arena erano pozzi di poca profondità; da quelle misere buche, e dalle nicchie, emergevano uomini dalla pelle grigia, dalla barba negletta, ignudi.

Il racconto postmodernista delle vicende prosegue giungendo a mettere in discussione ciò che è reale, ciò che è immaginario e persino la condizione d'identità della voce narrante del protagonista; il quale, da interno al mondo narrato com'è all'inizio, si presenta trasfigurato in una sorta di narratore "cosmico" al termine.
"El inmortal" ci ha ispirato, in tal modo, il soggetto della locandina che abbiamo preparato per la discussione che terremo oggi pomeriggio, alle 18:30, presso l'Asilo. Francesco de Cristofaro e Giuseppe Episcopo dialogheranno intorno a cosa siano fatti gli immaginari, a come procedano le narrazioni, al senso del raccontare degli ultimi decenni. Un entusiasta ringraziamento va rivolto a entrambi per aver accettato di prendere parte alla ghiotta occasione divulgativa offerta dalla quinta edizione della Santa Feira - Festa dell'illustrazione e dell'editoria indipendente e dall'Ex-Asilo Filangieri, senza dimenticare ad est dell'equatore, per l'aiuto prestato ai fini della buona riuscita della discussione.
Vi aspettiamo oggi presso L'Asilo, in quel di Vico Giuseppe Maffei 4, alle 18:30!

08/12/2022

Ricorriamo all’OGGETTO per esprimere il senso degli eventi a cui le individualità dei personaggirispondono.
L’oggetto si colloca tra il contesto e le individualità, tra il senso di un’epoca e ipersonaggi, ed è il terzo degli espedienti letterari che abbiamo immaginato per scrivere i raccontiche pubblicheremo all’interno del prossimo numero di Icono:

Il mio candido letto metallico è dunque un termine di paragone. Per me è persino qualcosa di più:rappresenta la meta finalmente raggiunta, è la mia consolazione, e potrebbe diventare la miafede se la direzione del manicomio mi permettesse di apportare qualche cambiamento: vorreifare levare le fiancate perché nessuno mi si avvicini troppo.

da “Il tamburo di latta” di Günter Grass

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