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Storia di Gardaland
Storia di Gardaland

Photos from ARCHI Docs's post 06/03/2019

Inaugurato nel 2016, il complesso, lungo ben duecento metri, è formato da due corpi, caratterizzati da una tetto a doppia falda molto accentuato, che ospitano uffici, una sala di lettura, spazi polifunzionali, caffetterie, ristoranti e negozi. Il profilo dei volumi, realizzati in calestruzzo e vetro, è ispirato a quello della tradizionale cascina lombarda.
Come scrivono Herzog & de Meuron: ”I nuovi edifici sono ispirati dalla semplicità e dalle generose dimensioni dell’architettura tradizionale milanese, come quella dell’ Ospedale Maggiore, della Rotonda della Besana, del Lazaretto e del Castello Sforzesco. Essi si ipirano anche ai lunghi edifici lineari delle cascine tipiche dell’architettura della Lombardia che sono state anche fonte di ispirazione per l’opera di Aldo Rossi, ad esempio nel caso del suo edificio residenziale al quartiere Gallaratese.
E’ per questo che proponiamo un edificio lungo e stretto che, in modo vagamente figurativo, presenta un tetto che diventa anche facciata. La struttura riflette la configurazione geometrica del suo sito attraverso la rotazione dei suoi elementi costitutivi ed esprime un equilibrio tra trasparenza e consistenza spaziale. Facciata, struttura e spazio concorrono a formare un insieme coerente e integrato”. @ Milan, Italy

Photos from ARCHI Docs's post 24/02/2019

Torino, 2009 - Ci troviamo in un quartiere che non rispetta più l’impianto romano ma che non rinuncia ai tipici blocchi chiusi torinesi. Zucchi rompe questo schema e apre l’isolato alla città, con una nuova piazza centrale che permette l’attraversamento diurno e collega tra loro i diversi edifici del complesso Lavazza. A ingentilire il passaggio ci pensa il giardino, "l’abbraccio" con cui la Nuvola stringe la piazza, un gesto che a Torino non si vedeva dall’età barocca. In questo contesto i prospetti diventano «sfondo dello spazio pubblico», spiega Zucchi. Non solo la nuova facciata, con ritmi e scansioni ispirati dalle vie di Torino, ma anche quella disegnata per gli edifici già esistenti, che ne erano privi all’interno dell’isolato: «I triliti bianchi, che sono una sorta di continuazione delle paraste del prospetto sulla strada e abbracciano lo spazio aperto, offrono l’elemento ritmico di un edificio urbano», dice l’architetto. «Tutto il disegno è reattivo al contesto, ma non imitativo». La linea curva e avvolgente torna anche nella hall, che sale ai piani superiori con una scala dalle forme morbide («Ai Lavazza farà pensare alle volute di fumo del caffè, a me a Mollino e a Palazzo Carignano». @ Turin, Italy

Photos from ARCHI Docs's post 24/02/2019

NUVOLA LAVAZZA
Torino 📍Italia 🇮🇹 2018
CZA - Cino Zucchi Architetti @ Turin, Italy

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