Alessandra Basile
06/01/2026
commovente
non riesco a non pensare a crans montana,
dove tra l'altro sono andata per anni, anni belli
non posso leggere commenti contro i ragazzi,
sono stati sfortunati,
io non avrei avuto una prontezza diversa e sono pure più vecchia
i loro video stanno servendo a chi fa indagini e speriamo arresti
non riesco a non pensare con tristezza profonda e inquietudine,
ma anche con una rabbia assoluta verso la coppia di delinquenti schifosi rozzi arricchiti e molto altro che nemmeno si pente, come fanno a vivere?! Loro, e non questi due eroi, dovrebbero essere "altrove", il che nel loro caso vuol dire all'inferno
auguro loro il carcere e tutto ciò che lì accade a gente come loro
🕊️🔥 Ci sono uomini che non si incontreranno mai,
ma che si riconoscono nello stesso gesto.
Non hanno vissuto la stessa tragedia.
Non erano nello stesso luogo.
Non avevano la stessa vita.
Eppure Stefan Ivanovic e
Giuseppe Girolamo
sono legati da una scelta identica:
nel momento in cui la morte era più vicina,
hanno pensato agli altri prima che a sé stessi.
Stefan aveva 31 anni.
Faceva la guardia giurata.
Ma prima ancora era un uomo che sapeva cosa significasse restare.
Nella notte di Capodanno, al Le Constellation, a
Crans-Montana,
la festa si è trasformata in caos.
Fuoco. Fumo. Urla.
Quei secondi in cui l’istinto chiede solo di scappare.
Stefan avrebbe potuto uscire.
Avrebbe potuto mettersi in salvo.
Invece ha iniziato a far uscire gli altri.
Uno dopo l’altro.
E quando ha capito che qualcuno era rimasto dentro,
è rientrato.
Non per obbligo.
Non per gloria.
Ma perché per lui non era concepibile salvarsi sapendo che altri no.
Grazie a quella scelta, delle vite sono state salvate.
Lui, però, non è tornato.
Di origine serba, cittadino svizzero, viveva lì da vent’anni.
Quella era casa sua.
Quella era la sua vita.
E in quel luogo ha lasciato tutto,
tranne il suo esempio.
Giuseppe, invece, era un musicista.
E non sapeva nuotare.
Il 13 gennaio 2012, durante il naufragio della
Costa Concordia
all’Isola del Giglio,
Giuseppe era su una scialuppa.
Aveva un posto.
Aveva una possibilità concreta di vivere.
Davanti a lui c’era una madre.
Con due gemelli di tre anni.
Giuseppe non ha fatto discorsi.
Non ha chiesto spiegazioni.
Ha semplicemente lasciato il suo posto.
Sapeva di non saper nuotare.
Sapeva cosa stava rischiando.
E ha scelto comunque.
Il suo corpo fu ritrovato solo dopo oltre due mesi.
Ma il suo gesto non ha mai smesso di parlare.
Stefan è entrato nel fuoco.
Giuseppe ha rinunciato all’unica salvezza.
Due tragedie diverse.
Un’unica verità.
Il vero eroismo non fa rumore.
Non si annuncia.
Non cerca testimoni.
Accade in pochi secondi,
quando nessuno guarda
e tutto è in gioco.
Oggi li ricordiamo insieme.
Non per confrontarli.
Ma per ringraziarli.
Perché grazie a uomini come loro
sappiamo che, anche nei momenti peggiori,
l’umanità può ancora scegliere di esistere.
Grazie Stefan.
Grazie Giuseppe.
Per aver scelto gli altri.
Per averci lasciato una lezione che non muore. 🕊️
30/12/2025
26/12/2025
carro(sp)
Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.
Digitare
Contatta il personaggio pubblico
Indirizzo
20121