Max Merlino
01/05/2026
Ripartiamo da maggio.
Tornano i trattamenti con le campane tibetane dedicati alle Donne in Rosa, all’interno del progetto “Prenditi Cura di Te” Komen Italia - Comitato Regionale Basilicata
Un percorso che accompagnerà fino ad aprile 2027, con appuntamenti a mesi alterni:
a Ferrandina (MT), presso la sede Komen, e a Potenza, presso l’Ospedale San Carlo.
Continuiamo a esserci…
per offrire uno spazio di ascolto, respiro e sollievo durante il percorso di cura.
Un tempo dedicato a sé, dove il suono diventa presenza, e la vibrazione un sostegno gentile, alleviando gli effetti collaterali della chemio.
Il progetto è aperto anche ai caregiver,
perché prendersi cura di chi si prende cura… è parte della cura stessa.
Io Ci Sono Per Te
30/04/2026
Ieri pomeriggio mi è successo qualcosa che mi ha fatto riflettere.
Sono andato a trovare una mia amica.
Aveva appena ricevuto una diagnosi: noduli al seno.
Era preoccupata… agitata… con mille pensieri.
Avevo portato con me le campane tibetane
per regalarle un momento di calma.
A un certo punto esce suo figlio dalla stanza:
“Mamma, mi dai un altro Oki?
Ho dolore alla pancia e alle gambe.”
Lei gli risponde:
“L’hai preso due ore fa…”
Ma lui insiste.
Perché quando non sai ascoltare il dolore…
vuoi solo farlo sparire.
Allora gli dico:
“Vuoi provare una cosa diversa?”
Si sdraia…
un po’ scettico… un po’ incuriosito.
Inizio.
All’inizio è irrequieto.
Il corpo si muove…
la mente corre…
come succede spesso ai ragazzi di oggi.
Poi, piano piano…
il respiro cambia
il corpo si lascia andare
le vibrazioni fanno il loro lavoro
Dopo pochi minuti mi dice:
“Che bello… sento tutto il corpo…”
Continuo…
e dopo neanche 20 minuti
si addormenta.
Profondamente.
Lo lascio dormire.
In silenzio.
E torno dalla mia amica.
Lei mi guarda e mi dice:
“Ma come hai fatto a convincerlo?”
Le rispondo:
“Non l’ho convinto…
si è solo concesso di ascoltarsi.”
Oggi i ragazzi sembrano avere una soglia del dolore più bassa.
Ma forse non è così.
Forse nessuno gli ha insegnato
ad ascoltarsi davvero.
Vivono di notte.
Dormono poco.
Sempre con il telefono in mano.
Sempre stimolati… mai in ascolto.
E allora al primo segnale…
cercano di spegnere tutto.
Subito.
Stamattina mi arriva un messaggio:
“Max grazie…
ho dormito tutta la notte
e stamattina mi sento leggero e riposato.”
E allora mi sono fatto una domanda:
Se insegnassimo ai ragazzi
a fermarsi…
a respirare…
a sentire…
Utilizzando una campana tibetana?
quanti dolori sparirebbero
prima ancora di diventare un problema?
Il suono non è magia.
È ascolto.
È presenza.
È uno spazio in cui il corpo
ritrova equilibrio.
Prima di spegnere il dolore…
👉 prova ad ascoltarlo.