Enzo Rispo Communication
14/06/2026
Uno degli aspetti più innovativi del DUVRI riguarda proprio la gestione delle informazioni.
Le statistiche dimostrano che molti incidenti non dipendono da errori tecnici, bensì dalla mancanza di comunicazione tra le imprese.
Pensiamo ad esempio ad una manutenzione elettrica mentre un'altra impresa utilizza acqua in prossimità dell'impianto.
Oppure ad un carrello elevatore che attraversa un'area nella quale un'altra azienda sta montando un ponteggio.
O ancora ad un'impresa di pulizie che interviene mentre sono in corso operazioni di saldatura.
In tutti questi casi il problema non è tanto l'attività svolta, quanto la mancata conoscenza reciproca delle lavorazioni.
Il DUVRI serve proprio ad evitare queste situazioni.
Cooperazione e coordinamento: i due pilastri dell'articolo 26
Il legislatore pone particolare attenzione a due concetti fondamentali.
Cooperazione
Le imprese devono collaborare per individuare le migliori misure di prevenzione.
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Il vero valore del DUVRI: la condivisione delle informazioni - Scopri cos'è il DUVRI, quando è obbligatorio e perché rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire gli infortuni derivanti dai rischi da interferenze negli appalti.
La nuova frontiera della prevenzione: non solo infortuni, ma salute complessiva
Per molti anni il concetto di sicurezza sul lavoro è stato associato quasi esclusivamente alla prevenzione degli infortuni. L'obiettivo principale delle aziende era ridurre incidenti, cadute, schiacciamenti, contatti con macchine e attrezzature pericolose. Oggi, però, il mondo del lavoro sta cambiando profondamente e con esso cambia anche il significato stesso di prevenzione.
I dati degli ultimi anni evidenziano una tendenza chiara: mentre gli infortuni mostrano una progressiva riduzione, crescono in modo significativo le malattie professionali, i disturbi muscolo-scheletrici e le problematiche legate allo stress lavoro-correlato.
Siamo di fronte a un cambiamento epocale che impone alle imprese di superare una visione tradizionale della sicurezza per adottare un approccio più ampio e integrato alla tutela della salute.
09/06/2026
Una riforma che punta alla qualità della formazione
Con la pubblicazione dell'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, entrato in vigore il 24 maggio 2025, il legislatore ha introdotto una profonda revisione dell'intero sistema della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L'obiettivo principale non è aumentare semplicemente il numero delle ore di formazione, ma garantire che la formazione produca un reale cambiamento nei comportamenti e nelle competenze dei lavoratori.
Per la prima volta vengono disciplinate in maniera dettagliata non solo la durata e i contenuti dei corsi, ma anche le modalità di verifica dell'apprendimento e dell'efficacia della formazione durante l'attività lavorativa.
Il nuovo Accordo abroga e sostituisce integralmente i precedenti Accordi Stato-Regioni del 2011, 2012 e 2016, creando un sistema unico e armonizzato per tutte le figure della sicurezza aziendale.
Nuovo percorso formativo dei lavoratori: cosa cambia con l'Accordo Stato-Regioni 2025 - Scopri come cambia la formazione dei lavoratori con il nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: durata, contenuti, verifiche finali, aggiornamenti e obblighi per aziende e lavoratori.
08/06/2026
I dati relativi ai primi quattro mesi del 2026 restituiscono un quadro particolarmente preoccupante per la sicurezza sul lavoro in Veneto. Secondo le più recenti rilevazioni dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre, le vittime sul lavoro registrate tra gennaio e aprile sono state 36, contro le 27 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 33,3%. Un dato che colloca nuovamente la regione tra le aree più critiche del Paese sotto il profilo del rischio di mortalità lavorativa.
Di queste 36 vittime, 26 hanno perso la vita durante l'attività lavorativa e 10 negli spostamenti casa-lavoro, i cosiddetti infortuni in itinere. L'aumento dei decessi rappresenta un segnale che non può essere sottovalutato e che impone una riflessione approfondita sull'efficacia delle misure di prevenzione attualmente adottate.
Veneto in "zona rossa" per rischio di mortalità
L'incidenza degli infortuni mortali in Veneto risulta superiore alla media nazionale.
Morti sul lavoro in Veneto nel primo quadrimestre 2026: 36 vittime e un aumento del 33,3% - Nel primo quadrimestre 2026 il Veneto registra 36 morti sul lavoro, con un aumento del 33,3% rispetto al 2025. Analisi dei dati, delle cause e delle strategie di prevenzione necessarie per fermare la crescita degli infortuni mortali.
08/06/2026
04/06/2026
di Enzo Rispo
Con l'approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031, sancita dall'Intesa Stato-Regioni del 21 maggio 2026, la salute e la sicurezza sul lavoro assumono un ruolo ancora più strategico all'interno delle politiche nazionali di tutela dei lavoratori.
Si tratta di un documento che non interessa esclusivamente le istituzioni, ma coinvolge direttamente imprese, datori di lavoro, dirigenti, preposti, RSPP, medici competenti e lavoratori. Il messaggio che emerge con forza è chiaro: la prevenzione deve diventare parte integrante dell'organizzazione aziendale e non essere considerata un mero obbligo burocratico.
La sicurezza come investimento e non come costo
Il nuovo Piano conferma l'approccio "One Health", che riconosce la stretta connessione tra salute delle persone, ambiente, organizzazione del lavoro e sostenibilità dei processi produttivi.
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Prevenzione sul lavoro 2026-2031: la sicurezza non può più essere considerata un semplice adempimento - Il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 rafforza formazione, valutazione dei rischi e tutela dei lavoratori nelle imprese.
28/05/2026
Nella proposta della commissione presieduta dal viceministro Francesco Paolo Sisto il RSPP diventerebbe il garante originario della sicurezza
Negli ultimi mesi il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è tornato al centro del dibattito istituzionale e giuridico italiano. Le continue morti sul lavoro, gli infortuni gravi e le responsabilità sempre più complesse che coinvolgono imprese, dirigenti e professionisti della prevenzione stanno spingendo il legislatore verso una possibile revisione strutturale del sistema delineato dal Decreto Legislativo 81/2008.
Tra le proposte più discusse emerge quella elaborata dalla commissione di studio presieduta dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, nella quale viene ipotizzato un rafforzamento significativo del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), fino a configurarlo come “garante originario” della sicurezza aziendale.
/2008
Sicurezza sul lavoro: più poteri al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione - La proposta della commissione presieduta dal viceministro Sisto potrebbe rivoluzionare il ruolo del RSPP, trasformandolo nel garante originario della sicurezza sul lavoro.
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